The study examines how incorporating ESG criteria into value, size, and momentum portfolio strategies affects performance and sensitivity to global macroeconomic risk. Using a sample of 108 portfolios constructed across six equity markets over the period June 2001 - June 2023 (monthly returns), we apply the Black, Jensen, and Scholes (1972) framework to estimate macroeconomic risk premia. The findings indicate that, although ESG strategies tend to deliver slightly lower average returns and Sharpe ratios than their non-ESG counterparts, they exhibit significantly lower volatility, particularly in developed markets. Risk premia associated with industrial production and the yield curve are statistically significant for both portfolio groups, but smaller in magnitude for ESG strategies, suggesting reduced exposure to business-cycle risk. The risk premium linked to the Environmental Performance Index (EPI) is negative and statistically significant in both samples, with a larger coefficient for non-ESG portfolios, implying that poorer national environmental performance constitutes a material systematic risk priced by markets. Moreover, only within ESG portfolios is the credit risk premium statistically significant, pointing to greater exposure of ESG-compliant firms to adverse financing conditions – consistent with the higher costs and investments, and the resulting greater external financing needs, required by ESG compliance. Overall, the results suggest that integrating ESG factors into portfolio strategies does not undermine their outcomes; rather, it enables a recalibration of macroeconomic risk exposures, enhancing portfolio resilience in environments characterized by systemic uncertainty.

Lo studio analizza come l'integrazione dei criteri ESG nelle strategie di portafoglio value, size e momentum influisca sulla performance e sulla sensibilità al rischio macroeconomico globale. Utilizzando un campione di 108 portafogli costruiti su sei mercati azionari nel periodo giugno 2001 – giugno 2023 (rendimenti mensili), applichiamo il modello di Black, Jensen e Scholes (1972) al fine di stimare il premio per il rischio macroeconomico. I risultati mostrano che, sebbene le strategie ESG tendano a produrre rendimenti medi e indici di Sharpe leggermente inferiori rispetto alle controparti non-ESG, esse evidenzino una volatilità significativamente minore, specialmente nei mercati sviluppati. I premi per il rischio associati ai fattori macroeconomici della produzione industriale e della curva dei rendimenti risultano statisticamente significativi in entrambi i gruppi di portafogli, ma di entità inferiore nelle strategie ESG, suggerendo una minore esposizione ai rischi legati al ciclo economico. Il premio per il rischio associato all’indice di performance ambientale (EPI) risulta negativo e statisticamente significativo per entrambi i campioni e presenta un coefficiente maggiore per i portafogli non-ESG, evidenziando come una minore performance ambientale del paese rappresenti un rischio sistemico rilevante, prezzato dai mercati. Solo nei portafogli ESG, inoltre, il premio per il rischio di credito è statisticamente significativo, segnalando una maggiore esposizione delle società ESG-compliant a condizioni di finanziamento avverse (per i maggiori costi/investimenti e conseguente maggiore fabbisogno finanziario richiesti dalla compliance ESG). I risultati evidenziano come l’integrazione dei fattori ESG nelle strategie di portafoglio non riduca i risultati delle strategie di portafoglio, ma piuttosto consenta una ricalibrazione delle esposizioni ai rischi macroeconomici, contribuendo a una maggiore resilienza dei portafogli in contesti di incertezza sistemica.

Matteucci, P., Venanzi, D. (2026). L'integrazione dei criteri ESG rende le strategie di portafoglio meno sensibili ai rischi macroeconomici globali?. In M.S. Attilio Trezzini (a cura di), Giornate della ricerca 2025 - Dipartimento di Economia (pp. 75-102). Roma : Roma TrE-Press.

L'integrazione dei criteri ESG rende le strategie di portafoglio meno sensibili ai rischi macroeconomici globali?

Matteucci Paolo
;
Venanzi Daniela
2026-01-01

Abstract

The study examines how incorporating ESG criteria into value, size, and momentum portfolio strategies affects performance and sensitivity to global macroeconomic risk. Using a sample of 108 portfolios constructed across six equity markets over the period June 2001 - June 2023 (monthly returns), we apply the Black, Jensen, and Scholes (1972) framework to estimate macroeconomic risk premia. The findings indicate that, although ESG strategies tend to deliver slightly lower average returns and Sharpe ratios than their non-ESG counterparts, they exhibit significantly lower volatility, particularly in developed markets. Risk premia associated with industrial production and the yield curve are statistically significant for both portfolio groups, but smaller in magnitude for ESG strategies, suggesting reduced exposure to business-cycle risk. The risk premium linked to the Environmental Performance Index (EPI) is negative and statistically significant in both samples, with a larger coefficient for non-ESG portfolios, implying that poorer national environmental performance constitutes a material systematic risk priced by markets. Moreover, only within ESG portfolios is the credit risk premium statistically significant, pointing to greater exposure of ESG-compliant firms to adverse financing conditions – consistent with the higher costs and investments, and the resulting greater external financing needs, required by ESG compliance. Overall, the results suggest that integrating ESG factors into portfolio strategies does not undermine their outcomes; rather, it enables a recalibration of macroeconomic risk exposures, enhancing portfolio resilience in environments characterized by systemic uncertainty.
2026
979-12-5977-648-8
Lo studio analizza come l'integrazione dei criteri ESG nelle strategie di portafoglio value, size e momentum influisca sulla performance e sulla sensibilità al rischio macroeconomico globale. Utilizzando un campione di 108 portafogli costruiti su sei mercati azionari nel periodo giugno 2001 – giugno 2023 (rendimenti mensili), applichiamo il modello di Black, Jensen e Scholes (1972) al fine di stimare il premio per il rischio macroeconomico. I risultati mostrano che, sebbene le strategie ESG tendano a produrre rendimenti medi e indici di Sharpe leggermente inferiori rispetto alle controparti non-ESG, esse evidenzino una volatilità significativamente minore, specialmente nei mercati sviluppati. I premi per il rischio associati ai fattori macroeconomici della produzione industriale e della curva dei rendimenti risultano statisticamente significativi in entrambi i gruppi di portafogli, ma di entità inferiore nelle strategie ESG, suggerendo una minore esposizione ai rischi legati al ciclo economico. Il premio per il rischio associato all’indice di performance ambientale (EPI) risulta negativo e statisticamente significativo per entrambi i campioni e presenta un coefficiente maggiore per i portafogli non-ESG, evidenziando come una minore performance ambientale del paese rappresenti un rischio sistemico rilevante, prezzato dai mercati. Solo nei portafogli ESG, inoltre, il premio per il rischio di credito è statisticamente significativo, segnalando una maggiore esposizione delle società ESG-compliant a condizioni di finanziamento avverse (per i maggiori costi/investimenti e conseguente maggiore fabbisogno finanziario richiesti dalla compliance ESG). I risultati evidenziano come l’integrazione dei fattori ESG nelle strategie di portafoglio non riduca i risultati delle strategie di portafoglio, ma piuttosto consenta una ricalibrazione delle esposizioni ai rischi macroeconomici, contribuendo a una maggiore resilienza dei portafogli in contesti di incertezza sistemica.
Matteucci, P., Venanzi, D. (2026). L'integrazione dei criteri ESG rende le strategie di portafoglio meno sensibili ai rischi macroeconomici globali?. In M.S. Attilio Trezzini (a cura di), Giornate della ricerca 2025 - Dipartimento di Economia (pp. 75-102). Roma : Roma TrE-Press.
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