L’Italia è attraversata da una fitta rete di piccoli centri storici, la cui fragilità attuale riflette l’esito di trasformazioni economiche, sociali e territoriali complesse. A partire dagli anni Cinquanta, molti nuclei storici hanno conosciuto fenomeni progressivi di spopolamento, rarefazione demografica e perdita di ruolo, aggravati da condizioni di marginalità infrastrutturale e da un indebolimento del tessuto socio-produttivo locale. Questi luoghi, che costituiscono una parte rilevante del patrimonio culturale e territoriale del Paese, sono oggi al centro di rinnovate politiche di rigenerazione. All’interno di questo quadro generale, la tesi concentra l’attenzione sui borghi, intesi come specifica declinazione dei centri storici minori, caratterizzati da una scala insediativa ridotta, da una forte relazione con il contesto territoriale e da una condizione di marcata fragilità demografica e funzionale. La ricerca assume una posizione critica rispetto all’uso estensivo del termine borgo, chiarendone il significato operativo nel dibattito scientifico e progettuale contemporaneo. L’indagine assume un insieme di riferimenti teorici e di esperienze progettuali come strumenti critici per interrogare il ruolo del progetto nei contesti storici, mettendone in relazione potenzialità e limiti con le condizioni territoriali, normative e istituzionali entro cui esso opera. La ricerca propone una riflessione teorico-metodologica sul borgo come forma insediativa storica e come campo di progetto contemporaneo, assumendo il borgo di Cesi, nel comune di Terni, come caso studio. L’analisi storica e territoriale ricostruisce le principali fasi evolutive del borgo, il suo rapporto con il contesto delle Terre Arnolfe e con la città di Terni, fino alla marginalizzazione novecentesca, interpretando la permanenza del nucleo storico come risorsa e, al tempo stesso, come condizione problematica per i processi di trasformazione. In tale contesto viene analizzato il progetto “Le Porte dell’Umbria – Porta delle Meraviglie”, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La tesi ne esamina criticamente l’impostazione, evidenziando come le attuali strategie di rigenerazione dei borghi, pur introducendo nuove opportunità di intervento, tendano spesso a ridurre il progetto architettonico a strumento attuativo di dispositivi normativi e finanziari predefiniti. Ne emerge la necessità di riaffermare una centralità critica del progetto, capace di misurarsi con la complessità territoriale, istituzionale e sociale dei contesti fragili, oltre le retoriche semplificanti che accompagnano il dibattito contemporaneo sui borghi.
Nappo, D. (2026). Questioni metodologiche sul progetto nei borghi in abbandono : Cesi nell’Umbria.
Questioni metodologiche sul progetto nei borghi in abbandono : Cesi nell’Umbria
Nappo, Daniela
2026-07-17
Abstract
L’Italia è attraversata da una fitta rete di piccoli centri storici, la cui fragilità attuale riflette l’esito di trasformazioni economiche, sociali e territoriali complesse. A partire dagli anni Cinquanta, molti nuclei storici hanno conosciuto fenomeni progressivi di spopolamento, rarefazione demografica e perdita di ruolo, aggravati da condizioni di marginalità infrastrutturale e da un indebolimento del tessuto socio-produttivo locale. Questi luoghi, che costituiscono una parte rilevante del patrimonio culturale e territoriale del Paese, sono oggi al centro di rinnovate politiche di rigenerazione. All’interno di questo quadro generale, la tesi concentra l’attenzione sui borghi, intesi come specifica declinazione dei centri storici minori, caratterizzati da una scala insediativa ridotta, da una forte relazione con il contesto territoriale e da una condizione di marcata fragilità demografica e funzionale. La ricerca assume una posizione critica rispetto all’uso estensivo del termine borgo, chiarendone il significato operativo nel dibattito scientifico e progettuale contemporaneo. L’indagine assume un insieme di riferimenti teorici e di esperienze progettuali come strumenti critici per interrogare il ruolo del progetto nei contesti storici, mettendone in relazione potenzialità e limiti con le condizioni territoriali, normative e istituzionali entro cui esso opera. La ricerca propone una riflessione teorico-metodologica sul borgo come forma insediativa storica e come campo di progetto contemporaneo, assumendo il borgo di Cesi, nel comune di Terni, come caso studio. L’analisi storica e territoriale ricostruisce le principali fasi evolutive del borgo, il suo rapporto con il contesto delle Terre Arnolfe e con la città di Terni, fino alla marginalizzazione novecentesca, interpretando la permanenza del nucleo storico come risorsa e, al tempo stesso, come condizione problematica per i processi di trasformazione. In tale contesto viene analizzato il progetto “Le Porte dell’Umbria – Porta delle Meraviglie”, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La tesi ne esamina criticamente l’impostazione, evidenziando come le attuali strategie di rigenerazione dei borghi, pur introducendo nuove opportunità di intervento, tendano spesso a ridurre il progetto architettonico a strumento attuativo di dispositivi normativi e finanziari predefiniti. Ne emerge la necessità di riaffermare una centralità critica del progetto, capace di misurarsi con la complessità territoriale, istituzionale e sociale dei contesti fragili, oltre le retoriche semplificanti che accompagnano il dibattito contemporaneo sui borghi.| File | Dimensione | Formato | |
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