In questo volume sono raccolti ventuno saggi che l’autore ha dedicato alla lingua del teatro nel corso della sua carriera. I contributi sono dedicati ad autori noti (da Ariosto a Machiavelli all’Aretino, da Verga a Pirandello, sino a Eduardo, Dario Fo e Carmelo Bene), ma anche a personaggi minori o meno noti che hanno tuttavia svolto un ruolo importante nella storia linguistica della scena teatrale (Dovizi da Bibbiena, Verucci, Padula, Praga, Benelli), nonché ad alcuni protagonisti del teatro dialettale romano (Zanazzo, Petrolini), neoromanesco (Manfridi, Erba, Tirabassi)) e napoletano (Cappuccio, Moscato, Ruccello, Santanelli). Nonostante il carattere monografico dei capitoli, la vicenda plurilingue e pluridialettale del teatro italiano è ritratta nella sua interezza e consente di ricostruire la storia di un modello linguistico alternativo alla linea ufficiale della lingua letteraria tracciata da Bembo e sopravvissuta nei secoli. L’analisi linguistica e stilistica si sofferma su aspetti fono-morfologici, sintattici, lessicali e testuali, nell’alveo di quella che l’autore ha definito la “grammatica del parlato teatrale”.
Consales, I. (a cura di). (2026). Claudio Giovanardi, Saggi sulla lingua del teatro dal Cinquecento a oggi. Raccolti dagli allievi in occasione del 70° compleanno. A cura di Ilde Consales, Matteo Mirabella, Andrea Testa. Firenze : Franco Cesati.
Claudio Giovanardi, Saggi sulla lingua del teatro dal Cinquecento a oggi. Raccolti dagli allievi in occasione del 70° compleanno. A cura di Ilde Consales, Matteo Mirabella, Andrea Testa
Ilde Consales
2026-01-01
Abstract
In questo volume sono raccolti ventuno saggi che l’autore ha dedicato alla lingua del teatro nel corso della sua carriera. I contributi sono dedicati ad autori noti (da Ariosto a Machiavelli all’Aretino, da Verga a Pirandello, sino a Eduardo, Dario Fo e Carmelo Bene), ma anche a personaggi minori o meno noti che hanno tuttavia svolto un ruolo importante nella storia linguistica della scena teatrale (Dovizi da Bibbiena, Verucci, Padula, Praga, Benelli), nonché ad alcuni protagonisti del teatro dialettale romano (Zanazzo, Petrolini), neoromanesco (Manfridi, Erba, Tirabassi)) e napoletano (Cappuccio, Moscato, Ruccello, Santanelli). Nonostante il carattere monografico dei capitoli, la vicenda plurilingue e pluridialettale del teatro italiano è ritratta nella sua interezza e consente di ricostruire la storia di un modello linguistico alternativo alla linea ufficiale della lingua letteraria tracciata da Bembo e sopravvissuta nei secoli. L’analisi linguistica e stilistica si sofferma su aspetti fono-morfologici, sintattici, lessicali e testuali, nell’alveo di quella che l’autore ha definito la “grammatica del parlato teatrale”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


