La capacità cognitiva di “triangolazione” (triadic engagement) è tradizionalmente considerata un'abilità unicamente umana e un precursore cognitivo fondamentale per l'acquisizione del linguaggio da autori come il celebre psicologo Michael Tomasello. All’interno del dibattito teorico filosofico circa le capacità cognitive necessarie perché si acquisisca durante l’ontogenesi il linguaggio verbale e quelle necessarie per la comparsa del linguaggio in una prospettiva filogenetica in homo sapiens, Micahel Tomasello propone una teoria complessa che presenta dei punti particolarmente critici. Il presente studio adotta un approccio empirico per indagare i precursori evolutivi di questa capacità nei primati non umani, focalizzandosi sulle azioni congiunte e, nello specifico, sul gioco con oggetti, un contesto che richiede sofisticate forme di coordinazione interpersonale. L’obiettivo teorico di tale ricerca è quello di indagare capacità cognitive che Tomasello ritiene unicamente umane come il triadic engament, le shared intentionalities e il joint commitment, nei nostri primati non umani filogeneticamente più vicini. L'obiettivo empirico della ricerca è, a tale fine, determinare se il framework scelto; gioco con oggetti nel bonobo (Pan paniscus) – specie selezionata per la stretta vicinanza filogenetica all'essere umano e per l'elevata giocosità in età adulta – costituisca una forma autentica di triadic engagement o se rimanga un'interazione essenzialmente diadica, in cui l'oggetto funge solo da mero trigger attentivo. A tal fine, è stato condotto uno studio osservazionale su un gruppo sociale di bonobo presso il parco zoologico La Vallée des Singes (Francia). Per stimolare l'interazione tra gli animali, è stato introdotto un arricchimento ambientale con oggetti nuovi (fogli di carta e vestiti) adottando un approccio naturalistico. Le sessioni di gioco spontaneo videoregistrate sono state codificate analizzando marcatori comportamentali di coordinazione (sguardi, espressioni facciali, pause strategiche), la durata delle sessioni e la simmetria delle azioni offensive e difensive. Quest'ultima è stata quantificata attraverso tre diversi indici: il Play Asymmetry Index (PAI) tradizionale (azioni orientate al corpo), il PAI con oggetti (azioni dirette all'oggetto) e un PAI composito totale. I risultati mostrano che il gioco con oggetti presenta una durata mediana significativamente più alta e una probabilità di pause tre volte superiore rispetto al gioco diadico senza oggetti, suggerendo che la presenza del target richieda un maggiore impegno cognitivo. Le analisi di simmetria indicano che il gioco con oggetti mostra una maggiore simmetria complessiva nei pattern tradizionali, ma una marcata asimmetria quando i comportamenti sono diretti specificamente all'oggetto. Tuttavia, l'indice di asimmetria totale (composito) correla negativamente con la durata del gioco, dimostrando che l'allineamento cooperativo favorisce la persistenza dell'interazione. Infine, è emerso che a una maggiore simmetria nel possesso esclusivo dell'oggetto e a un maggior numero di passaggi dello stesso tra i partner corrispondono livelli significativamente inferiori di asimmetria comportamentale. In conclusione, l'insieme dei dati evidenzia una netta divergenza strutturale tra le due condizioni di gioco. Mentre nel gioco diadico l'allineamento interpersonale e la stabilità dell'interazione si fondano su comportamenti orientati al corpo del partner, nel gioco con oggetti l'impegno cooperativo si sposta strategicamente sull'oggetto stesso. Questi elementi dimostrano che l'oggetto non agisce come un mero distrattore o richiamo visivo, ma assume un ruolo funzionale cruciale in una dinamica triadica. Lo studio fornisce quindi una prima evidenza empirica a supporto dell'esistenza di una forma autentica di triangolazione nei bonobo, offrendo nuovi spunti sulla filogenesi delle capacità cognitive e comunicative della nostra specie.

Panunzi, M. (2026). La sfida dei bonobo alla rivoluzione del nono mese. Confronto con la tesi di Michael Tomasello attraverso uno studio empirico di gioco triadico nei bonobo (Pan paniscus).

La sfida dei bonobo alla rivoluzione del nono mese. Confronto con la tesi di Michael Tomasello attraverso uno studio empirico di gioco triadico nei bonobo (Pan paniscus)

Marta Panunzi
2026-10-01

Abstract

La capacità cognitiva di “triangolazione” (triadic engagement) è tradizionalmente considerata un'abilità unicamente umana e un precursore cognitivo fondamentale per l'acquisizione del linguaggio da autori come il celebre psicologo Michael Tomasello. All’interno del dibattito teorico filosofico circa le capacità cognitive necessarie perché si acquisisca durante l’ontogenesi il linguaggio verbale e quelle necessarie per la comparsa del linguaggio in una prospettiva filogenetica in homo sapiens, Micahel Tomasello propone una teoria complessa che presenta dei punti particolarmente critici. Il presente studio adotta un approccio empirico per indagare i precursori evolutivi di questa capacità nei primati non umani, focalizzandosi sulle azioni congiunte e, nello specifico, sul gioco con oggetti, un contesto che richiede sofisticate forme di coordinazione interpersonale. L’obiettivo teorico di tale ricerca è quello di indagare capacità cognitive che Tomasello ritiene unicamente umane come il triadic engament, le shared intentionalities e il joint commitment, nei nostri primati non umani filogeneticamente più vicini. L'obiettivo empirico della ricerca è, a tale fine, determinare se il framework scelto; gioco con oggetti nel bonobo (Pan paniscus) – specie selezionata per la stretta vicinanza filogenetica all'essere umano e per l'elevata giocosità in età adulta – costituisca una forma autentica di triadic engagement o se rimanga un'interazione essenzialmente diadica, in cui l'oggetto funge solo da mero trigger attentivo. A tal fine, è stato condotto uno studio osservazionale su un gruppo sociale di bonobo presso il parco zoologico La Vallée des Singes (Francia). Per stimolare l'interazione tra gli animali, è stato introdotto un arricchimento ambientale con oggetti nuovi (fogli di carta e vestiti) adottando un approccio naturalistico. Le sessioni di gioco spontaneo videoregistrate sono state codificate analizzando marcatori comportamentali di coordinazione (sguardi, espressioni facciali, pause strategiche), la durata delle sessioni e la simmetria delle azioni offensive e difensive. Quest'ultima è stata quantificata attraverso tre diversi indici: il Play Asymmetry Index (PAI) tradizionale (azioni orientate al corpo), il PAI con oggetti (azioni dirette all'oggetto) e un PAI composito totale. I risultati mostrano che il gioco con oggetti presenta una durata mediana significativamente più alta e una probabilità di pause tre volte superiore rispetto al gioco diadico senza oggetti, suggerendo che la presenza del target richieda un maggiore impegno cognitivo. Le analisi di simmetria indicano che il gioco con oggetti mostra una maggiore simmetria complessiva nei pattern tradizionali, ma una marcata asimmetria quando i comportamenti sono diretti specificamente all'oggetto. Tuttavia, l'indice di asimmetria totale (composito) correla negativamente con la durata del gioco, dimostrando che l'allineamento cooperativo favorisce la persistenza dell'interazione. Infine, è emerso che a una maggiore simmetria nel possesso esclusivo dell'oggetto e a un maggior numero di passaggi dello stesso tra i partner corrispondono livelli significativamente inferiori di asimmetria comportamentale. In conclusione, l'insieme dei dati evidenzia una netta divergenza strutturale tra le due condizioni di gioco. Mentre nel gioco diadico l'allineamento interpersonale e la stabilità dell'interazione si fondano su comportamenti orientati al corpo del partner, nel gioco con oggetti l'impegno cooperativo si sposta strategicamente sull'oggetto stesso. Questi elementi dimostrano che l'oggetto non agisce come un mero distrattore o richiamo visivo, ma assume un ruolo funzionale cruciale in una dinamica triadica. Lo studio fornisce quindi una prima evidenza empirica a supporto dell'esistenza di una forma autentica di triangolazione nei bonobo, offrendo nuovi spunti sulla filogenesi delle capacità cognitive e comunicative della nostra specie.
1-ott-2026
37
FILOSOFIA
evoluzione del linguaggio; triadic engagement; joint action; Michael Tomasello; bonobo
FERRETTI, FRANCESCO
Demuru, Elisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/558296
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