Il “fare” della poesia vale, etimologicamente come antonomasia dell’umana operosità. Fare, fabbricare comporre: attività che, trasposte sul piano linguistico, realizzano nella poesia la massima potenzialità creativa. La teoria della letteratura, che da un lato ha saputo cogliere questa specificità, ha dall’altro mostrato come la tecnica del poeta, piegata agli usi più diversi, avrebbe potuto cooperare con la macchina del consenso e della persuasione nella civiltà dei consumi di massa. E tuttavia, oggi come ieri, l’improduttività dell’atto poetico, come pure la renitenza a qualsivoglia logica produttiva sono state spesso rivendicate da chi ne abbia fatto oggetto di un’esperienza radicale. Al paradosso della poesia come merce «inconsumabile» (secondo la locuzione pasoliniana) sono dedicati gli studi contenuti in questo volume.
Fracassa, U. (2026). La poesia al lavoro / il lavoro della poesia, 3-10.
La poesia al lavoro / il lavoro della poesia
ugo fracassa
2026-01-01
Abstract
Il “fare” della poesia vale, etimologicamente come antonomasia dell’umana operosità. Fare, fabbricare comporre: attività che, trasposte sul piano linguistico, realizzano nella poesia la massima potenzialità creativa. La teoria della letteratura, che da un lato ha saputo cogliere questa specificità, ha dall’altro mostrato come la tecnica del poeta, piegata agli usi più diversi, avrebbe potuto cooperare con la macchina del consenso e della persuasione nella civiltà dei consumi di massa. E tuttavia, oggi come ieri, l’improduttività dell’atto poetico, come pure la renitenza a qualsivoglia logica produttiva sono state spesso rivendicate da chi ne abbia fatto oggetto di un’esperienza radicale. Al paradosso della poesia come merce «inconsumabile» (secondo la locuzione pasoliniana) sono dedicati gli studi contenuti in questo volume.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


