L’albo illustrato contemporaneo si configura come uno degli spazi teoricamente più complessi della letteratura per l’infanzia e questo contributo propone una lettura fenomenologica e pedagogica del picturebook come soglia tra visibile e dicibile, tra esperienza estetica e formazione simbolica. Attraverso un dialogo con la teoria dei picturebook (Nikolajeva & Scott, 2001; Kümmerling-Meibauer, 2014), la pedagogia dell’immagine (Terrusi, 2012; Faeti, 1977) e la fenomenologia della percezione e dello spazio (Bachelard, 2006), si indaga l’albo illustrato come macchina capace di resistere ai processi di addomesticamento cognitivo e di riattivare una forma di sapere infantile non riducibile alla logica adultocentrica della chiarezza e della prestazione. Un obiettivo possibile solo ponendo al centro l’infanzia come regione della memoria dell’età adulta e spazio e tempo per immaginare il futuro e tutti i futuri possibili.
Di Biasio, S. (In corso di stampa). Una pedagogia dell’inquietudine. Riflessione sul ruolo degli albi illustrati tra memoria del mondo e saperi dell’infanzia. In G. Dal Toso (a cura di), Atti del seminario CIRSE "Ricostruire la Memoria, immaginare il Futuro". Lecce : Pensa Multimedia.
Una pedagogia dell’inquietudine. Riflessione sul ruolo degli albi illustrati tra memoria del mondo e saperi dell’infanzia
Simone di Biasio
In corso di stampa
Abstract
L’albo illustrato contemporaneo si configura come uno degli spazi teoricamente più complessi della letteratura per l’infanzia e questo contributo propone una lettura fenomenologica e pedagogica del picturebook come soglia tra visibile e dicibile, tra esperienza estetica e formazione simbolica. Attraverso un dialogo con la teoria dei picturebook (Nikolajeva & Scott, 2001; Kümmerling-Meibauer, 2014), la pedagogia dell’immagine (Terrusi, 2012; Faeti, 1977) e la fenomenologia della percezione e dello spazio (Bachelard, 2006), si indaga l’albo illustrato come macchina capace di resistere ai processi di addomesticamento cognitivo e di riattivare una forma di sapere infantile non riducibile alla logica adultocentrica della chiarezza e della prestazione. Un obiettivo possibile solo ponendo al centro l’infanzia come regione della memoria dell’età adulta e spazio e tempo per immaginare il futuro e tutti i futuri possibili.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


