Il lavoro analizza le caratteristiche delle imprese italiane inserite in catene globali del valore (imprese “intermedie”), utilizzando i dati dell’indagine della Banca d’Italia sulle imprese industriali. I risultati mostrano come esse si differenzino mediamente dalle imprese “finali” per una serie di caratteristiche peggiori: minore dimensione e terziarizzazione, minore produttività, minore quota di esportazioni. Si osserva tuttavia fra loro una forte eterogeneità, a seconda della capacità (e delle modalità) di avanzamento (upgrading) all’interno della catena del valore di appartenenza. Fra le imprese intermedie che avanzano (“evolute”) e quelle immobili (“marginali”) le differenze in termini di dimensione, efficienza, capitale umano, competitività internazionale sono in media notevoli. La performance osservata durante la crisi del 2008-09 conferma la maggiore difficoltà delle marginali; mostra inoltre come, di fronte a un improvviso collasso del commercio internazionale, le imprese che stavano avanzando nelle rispettive catene del valore soprattutto ampliando la rete di rapporti internazionali abbiano subito contraccolpi maggiori di quelle che stavano invece battendo la strada di una maggiore articolazione funzionale.

Accetturo, A., Giunta, A., Rossi, S. (2011). Le imprese italiana tra crisi e nuova globalizzazione. L'INDUSTRIA, 1, 145-164.

Le imprese italiana tra crisi e nuova globalizzazione

GIUNTA, ANNA;
2011-01-01

Abstract

Il lavoro analizza le caratteristiche delle imprese italiane inserite in catene globali del valore (imprese “intermedie”), utilizzando i dati dell’indagine della Banca d’Italia sulle imprese industriali. I risultati mostrano come esse si differenzino mediamente dalle imprese “finali” per una serie di caratteristiche peggiori: minore dimensione e terziarizzazione, minore produttività, minore quota di esportazioni. Si osserva tuttavia fra loro una forte eterogeneità, a seconda della capacità (e delle modalità) di avanzamento (upgrading) all’interno della catena del valore di appartenenza. Fra le imprese intermedie che avanzano (“evolute”) e quelle immobili (“marginali”) le differenze in termini di dimensione, efficienza, capitale umano, competitività internazionale sono in media notevoli. La performance osservata durante la crisi del 2008-09 conferma la maggiore difficoltà delle marginali; mostra inoltre come, di fronte a un improvviso collasso del commercio internazionale, le imprese che stavano avanzando nelle rispettive catene del valore soprattutto ampliando la rete di rapporti internazionali abbiano subito contraccolpi maggiori di quelle che stavano invece battendo la strada di una maggiore articolazione funzionale.
Accetturo, A., Giunta, A., Rossi, S. (2011). Le imprese italiana tra crisi e nuova globalizzazione. L'INDUSTRIA, 1, 145-164.
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