In the mystical and poetic medieval language, shadows are characterized by an intense ambivalence and polysemy: on the one hand, they are symbols of darkness, negation, concealment; on the other hand, they take an important cognitive value, since they present to the human eye a reality which otherwise would remain beyond the possibility of human seeing. The Italian term adombrare represents this variety of connotations, since it can acquire two apparently antithetic meanings: «to cover with shadow», therefore «to darken, to obscure, to hide; to veil», but also «to represent, to depict; to recall by the shape, to outline, to sketch (about a painter)», therefore «to imagine, to think». The term means also “to represent human portraits” in the vocabulary of medieval and Renaissance artists. The first attestations of the term adombrare in the language of Italian poetry are in Dante’s Comedy; important is the occurrence in Purgatory, XXXI. Also, Francesco Petrarca uses the term adombrare in his Canzoniere: a comparative analysis leads to a reflection about their ars poetica and their theory of poetic image.

Nel linguaggio mistico e poetico medioevale, l’ombra è accompagnata da un’intensa ambivalenza e polisemia: da una parte è simbolo di oscurità, negazione, occultamento; dall’altra, è carica di una potente valenza conoscitiva, poiché si considera che renda visibile e accessibile al pensiero umano ciò che altrimenti lo sovrasterebbe, per eccesso di luminosità. Tale ricchezza di connotazioni è esemplarmente rappresentata dal termine italiano adombrare, le cui accezioni si distribuiscono fra due poli semantici apparentemente antitetici: da una parte esso significa «coprire d'ombra», quindi «oscurare, offuscare, nascondere alla vista; velare», dall’altra «rappresentare, raffigurare (per similitudine, per abbozzo); richiamare nella forma, abbozzare (di pittore)¬¬», ovvero «figurare con la mente; immaginare, pensare». Il termine assumerà infine, nell’ambito del lessico artistico medioevale e rinasicimentale, un’accezione tecnica relativa alla rappresentazione delle figure e dei volti umani. Le prime attestazioni del termine adombrare nella lingua poetica italiana si trovano nella Commedia di Dante; di particolare rilevanza è l’occorrenza presente nel XXXI canto del Purgatorio. Francesco Petrarca riprenderà il termine, nel Canzoniere: una lettura parallela dei testi porta a riflettere su alcuni aspetti della poetica dei due autori, e sulle valenze assunte, nella loro opera, dal principio dell’"ut pictura poesis".

MOCAN M (2011). «Lucem demonstrat umbra»: la serie rimica "ombra : adombra" fra Dante e Petrarca. CRITICA DEL TESTO, XIV(2), 389-421.

«Lucem demonstrat umbra»: la serie rimica "ombra : adombra" fra Dante e Petrarca

MOCAN, MIRA VERONICA
2011

Abstract

Nel linguaggio mistico e poetico medioevale, l’ombra è accompagnata da un’intensa ambivalenza e polisemia: da una parte è simbolo di oscurità, negazione, occultamento; dall’altra, è carica di una potente valenza conoscitiva, poiché si considera che renda visibile e accessibile al pensiero umano ciò che altrimenti lo sovrasterebbe, per eccesso di luminosità. Tale ricchezza di connotazioni è esemplarmente rappresentata dal termine italiano adombrare, le cui accezioni si distribuiscono fra due poli semantici apparentemente antitetici: da una parte esso significa «coprire d'ombra», quindi «oscurare, offuscare, nascondere alla vista; velare», dall’altra «rappresentare, raffigurare (per similitudine, per abbozzo); richiamare nella forma, abbozzare (di pittore)¬¬», ovvero «figurare con la mente; immaginare, pensare». Il termine assumerà infine, nell’ambito del lessico artistico medioevale e rinasicimentale, un’accezione tecnica relativa alla rappresentazione delle figure e dei volti umani. Le prime attestazioni del termine adombrare nella lingua poetica italiana si trovano nella Commedia di Dante; di particolare rilevanza è l’occorrenza presente nel XXXI canto del Purgatorio. Francesco Petrarca riprenderà il termine, nel Canzoniere: una lettura parallela dei testi porta a riflettere su alcuni aspetti della poetica dei due autori, e sulle valenze assunte, nella loro opera, dal principio dell’"ut pictura poesis".
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