The paper examines the canzone 129 of Petrarch’s Fragmenta first in its context and in its relationship with the sequence of five poems which it ends, composed around one of the most important periods of poet’s life, the crowning of 1341 ; then in its alpine imagery, used by the poet to enhance the mythology of the iter ad Parnassum he created himself on a classic base in order to represent the loneliness and difficulties of his literary activity. The paper ascribes all the allegories of the poem to the representation of poetry, reading it as a discourse on the role and function of poetry in Petrarch’s times and in that turning point of his life, when he describes himself as forced to choose between the two peaks of Parnassus, the Cirra representing free (and lacking in means) poetic research and the Elicona representing civil poetry and political service to the Italian seignories. The canzone displays (if its composition is contemporary with the events it refers to) a phase of uncertainty that was provisionally concluded by Petrarch’s return to Provence.

Il saggio esamina la canzone 129 dei Fragmenta dapprima nel suo contesto macrotestuale, nel rapporto cioè con la sequenza di cinque canzoni di cui essa costituisce il finale e la cui composizione coincide con uno degli snodi decisivi della biografia di Petrarca - il periodo che contorna l’incoronazione poetica del 1341 -, e in seguito nel suo immaginario alpestre, che il poeta dispiega per esaltare la mitologia dell’iter ad Parnassum da lui stesso creata su base classica al fine di rappresentare l’appartatezza e le difficoltà della propria attività letteraria. Lo studio riconduce tutte le allegorie ivi presenti alla rappresentazione della scrittura poetica, interpretando la canzone – anche in rapporto alle precedenti - come un discorso sul ruolo e la funzione della poesia nel mondo contemporaneo e negli anni in cui il poeta si rappresenta come costretto a scegliere tra le due vette di Parnaso : il Cirra della libera (e povera di mezzi) ricerca poetica e l’Elicona della poesia civile e del servizio presso le signorie italiane. La canzone Di pensier in pensier, di monte in monte documenta (se la sua elaborazione è contemporanea agli eventi cui fa riferimento) una fase di incertezza che è provvisoriamente conclusa dalla scelta del ritorno in Provenza.

MARCOZZI L (2013). Il Parnaso di Petrarca (lettura della canzone 129 dei ‘Fragmenta’). PETRARCHESCA, 1, 55-76.

Il Parnaso di Petrarca (lettura della canzone 129 dei ‘Fragmenta’)

MARCOZZI, LUCA
2013

Abstract

Il saggio esamina la canzone 129 dei Fragmenta dapprima nel suo contesto macrotestuale, nel rapporto cioè con la sequenza di cinque canzoni di cui essa costituisce il finale e la cui composizione coincide con uno degli snodi decisivi della biografia di Petrarca - il periodo che contorna l’incoronazione poetica del 1341 -, e in seguito nel suo immaginario alpestre, che il poeta dispiega per esaltare la mitologia dell’iter ad Parnassum da lui stesso creata su base classica al fine di rappresentare l’appartatezza e le difficoltà della propria attività letteraria. Lo studio riconduce tutte le allegorie ivi presenti alla rappresentazione della scrittura poetica, interpretando la canzone – anche in rapporto alle precedenti - come un discorso sul ruolo e la funzione della poesia nel mondo contemporaneo e negli anni in cui il poeta si rappresenta come costretto a scegliere tra le due vette di Parnaso : il Cirra della libera (e povera di mezzi) ricerca poetica e l’Elicona della poesia civile e del servizio presso le signorie italiane. La canzone Di pensier in pensier, di monte in monte documenta (se la sua elaborazione è contemporanea agli eventi cui fa riferimento) una fase di incertezza che è provvisoriamente conclusa dalla scelta del ritorno in Provenza.
The paper examines the canzone 129 of Petrarch’s Fragmenta first in its context and in its relationship with the sequence of five poems which it ends, composed around one of the most important periods of poet’s life, the crowning of 1341 ; then in its alpine imagery, used by the poet to enhance the mythology of the iter ad Parnassum he created himself on a classic base in order to represent the loneliness and difficulties of his literary activity. The paper ascribes all the allegories of the poem to the representation of poetry, reading it as a discourse on the role and function of poetry in Petrarch’s times and in that turning point of his life, when he describes himself as forced to choose between the two peaks of Parnassus, the Cirra representing free (and lacking in means) poetic research and the Elicona representing civil poetry and political service to the Italian seignories. The canzone displays (if its composition is contemporary with the events it refers to) a phase of uncertainty that was provisionally concluded by Petrarch’s return to Provence.
MARCOZZI L (2013). Il Parnaso di Petrarca (lettura della canzone 129 dei ‘Fragmenta’). PETRARCHESCA, 1, 55-76.
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