Vengono presentate alcune riflessioni sul tema dell’imitazione nei ‘Rerum vulgarium fragmenta’ di Francesco Petrarca attraverso nuovi materiali raccolti sulle fonti classiche di alcuni versi delle canzoni 135 e 323; si tratta di due casi di ‘imitatio’ complessa, in cui l’operazione di riscrittura petrarchesca appare costruita sull’unione di più fonti, già strettamente intrecciate tra loro alla base. Nel primo caso presentato, relativo alla quarta strofa della canzone 323, viene richiamata l’attenzione sul ‘Fons Bandusiae’ di Orazio come possibile antecedente per i versi petrarcheschi (accostamento finora mai proposto), da affiancare secondo l’A. ad alcuni versi ovidiani, già messi in relazione con il componimento del ‘Canzoniere’ in studi pregressi. Nel caso della canzone 135, l’A. mostra, anche attraverso l’esame di postille inedite lasciate da Petrarca in margine alla ‘Naturalis historia’, come alcuni versi del componimento petrarchesco (in particolare quelli dedicati alle fonti meravigliose e al catoblepa) nascano dall’imitazione congiunta di Plinio e Mela, con ricadute significative anche sulla datazione del testo poetico. Il contributo contiene riproduzione delle postille autografe di Petrarca alla ‘Naturalis historia’.

Fiorilla, M. (2012). Arte dell'imitiatio nei 'Rerum vulgarium fragmenta'. Su alcuni versi delle canzoni CXXXV e CCCXXIII. QUADERNI PETRARCHESCHI, XVII-XVIII (2007-2008), 943-960.

Arte dell'imitiatio nei 'Rerum vulgarium fragmenta'. Su alcuni versi delle canzoni CXXXV e CCCXXIII

FIORILLA, Maurizio
2012-01-01

Abstract

Vengono presentate alcune riflessioni sul tema dell’imitazione nei ‘Rerum vulgarium fragmenta’ di Francesco Petrarca attraverso nuovi materiali raccolti sulle fonti classiche di alcuni versi delle canzoni 135 e 323; si tratta di due casi di ‘imitatio’ complessa, in cui l’operazione di riscrittura petrarchesca appare costruita sull’unione di più fonti, già strettamente intrecciate tra loro alla base. Nel primo caso presentato, relativo alla quarta strofa della canzone 323, viene richiamata l’attenzione sul ‘Fons Bandusiae’ di Orazio come possibile antecedente per i versi petrarcheschi (accostamento finora mai proposto), da affiancare secondo l’A. ad alcuni versi ovidiani, già messi in relazione con il componimento del ‘Canzoniere’ in studi pregressi. Nel caso della canzone 135, l’A. mostra, anche attraverso l’esame di postille inedite lasciate da Petrarca in margine alla ‘Naturalis historia’, come alcuni versi del componimento petrarchesco (in particolare quelli dedicati alle fonti meravigliose e al catoblepa) nascano dall’imitazione congiunta di Plinio e Mela, con ricadute significative anche sulla datazione del testo poetico. Il contributo contiene riproduzione delle postille autografe di Petrarca alla ‘Naturalis historia’.
Fiorilla, M. (2012). Arte dell'imitiatio nei 'Rerum vulgarium fragmenta'. Su alcuni versi delle canzoni CXXXV e CCCXXIII. QUADERNI PETRARCHESCHI, XVII-XVIII (2007-2008), 943-960.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/133935
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