La corretta valutazione della conducibilità termica dei materiali isolanti rappresenta un parametro fondamentale per la valutazione del fabbisogno energetico degli edifici. I valori di conducibilità termica dei materiali da costruzione, siano essi caratterizzati da alta o bassa resistenza termica, sono ampiamente discussi e reperibili in letteratura e nelle norme tecniche. Le recenti normative in materia di standard energetici degli edifici, che hanno fissato valori massimi della trasmittanza di tutti principali componenti edilizi, hanno dato un notevole impulso al settore della certificazione delle proprietà termiche dei materiali; è diventata quindi strategica la determinazione sperimentale della conducibilità termica al fine di ottenere un valore il più possibile accurato e aderente al comportamento dell’isolante nelle reali condizioni di esercizio. Le condizioni che assicurano una buona valutazione della conducibilità sono da ricercarsi nel controllo delle caratteristiche del flusso termico, che deve essere il più possibile monodimensionale; per poter effettuare misure accurate è necessario condurre test in laboratorio che garantiscano sia condizioni di flusso corretto, che indipendenza dal tempo del fenomeno (misura della conducibilità in regime stazionario). Tali prove sono specificate da normative che riportano caratteristiche degli strumenti di misura e procedure; si distinguono sostanzialmente due tecniche di misura, cui corrisponde l’uso di differenti apparati: piastra calda e camera calda (hot box).

F. Asdrubali, G. Baldinelli, F. Bianchi, & L. Lunghi (2011). La misura in laboratorio della conducibilità termica di materiali isolanti: metodologie ed accuratezza. NEO EUBIOS, 38/XIII, 56-61.

La misura in laboratorio della conducibilità termica di materiali isolanti: metodologie ed accuratezza

ASDRUBALI, Francesco;
2011

Abstract

La corretta valutazione della conducibilità termica dei materiali isolanti rappresenta un parametro fondamentale per la valutazione del fabbisogno energetico degli edifici. I valori di conducibilità termica dei materiali da costruzione, siano essi caratterizzati da alta o bassa resistenza termica, sono ampiamente discussi e reperibili in letteratura e nelle norme tecniche. Le recenti normative in materia di standard energetici degli edifici, che hanno fissato valori massimi della trasmittanza di tutti principali componenti edilizi, hanno dato un notevole impulso al settore della certificazione delle proprietà termiche dei materiali; è diventata quindi strategica la determinazione sperimentale della conducibilità termica al fine di ottenere un valore il più possibile accurato e aderente al comportamento dell’isolante nelle reali condizioni di esercizio. Le condizioni che assicurano una buona valutazione della conducibilità sono da ricercarsi nel controllo delle caratteristiche del flusso termico, che deve essere il più possibile monodimensionale; per poter effettuare misure accurate è necessario condurre test in laboratorio che garantiscano sia condizioni di flusso corretto, che indipendenza dal tempo del fenomeno (misura della conducibilità in regime stazionario). Tali prove sono specificate da normative che riportano caratteristiche degli strumenti di misura e procedure; si distinguono sostanzialmente due tecniche di misura, cui corrisponde l’uso di differenti apparati: piastra calda e camera calda (hot box).
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