I Rom non sono mai stati protagonisti ma sempre sfondo della Storia. Una Storia loro non l’hanno mai scritta e quella scritta da noi, si sa, non ha mai incluso i vinti, le masse e i derelitti. Ma nella storia del cinema e forse in generale nella storia delle immagini - a parte i film di genere come in Emir Kusturica e Tony Gatlif, dove i Rom sono sia protagonisti che figuranti - non ricordo mai di Rom che passano sullo sfondo. La stessa cosa succede nella realtà della vita quotidiana: quando i Rom compaiono alla nostra vista non sono mai sfondo, sono sempre protagonisti. Se ci si riflette i Rom che passano sul marciapiede non sono mai dei semplici passanti, figuranti o sfondo neutro, perché non passano inosservati, attirano gli sguardi. Gli occhi li seguono fin quando non escono dalla scena, fino al cessato pericolo. Ritornando al cinema, se una camera da presa li inquadrasse mentre passano, non potrebbe fare a meno di continuare a seguirli fin quando non scompaiono, la camera non potrebbe andare su un altro soggetto come se niente fosse. La telecamera passando sullo sfondo avrebbe trovato qualcosa che per sua natura attirerebbe uno zoom, un commento, un apprezzamento, un’interpretazione. Allo stesso modo, se il pennello di un pittore o un obiettivo fotografico li dovesse ritrarre, quella presenza sarebbe sicuramente significante, non potrebbe mai essere una figura anonima.

Careri, F. (2011). Rom, ou de l'impossibilité d'etre un figurant. DESGÉNÉRATIONS, 13 - l'exception commune, 35-42.

Rom, ou de l'impossibilité d'etre un figurant

CARERI, FRANCESCO
2011-01-01

Abstract

I Rom non sono mai stati protagonisti ma sempre sfondo della Storia. Una Storia loro non l’hanno mai scritta e quella scritta da noi, si sa, non ha mai incluso i vinti, le masse e i derelitti. Ma nella storia del cinema e forse in generale nella storia delle immagini - a parte i film di genere come in Emir Kusturica e Tony Gatlif, dove i Rom sono sia protagonisti che figuranti - non ricordo mai di Rom che passano sullo sfondo. La stessa cosa succede nella realtà della vita quotidiana: quando i Rom compaiono alla nostra vista non sono mai sfondo, sono sempre protagonisti. Se ci si riflette i Rom che passano sul marciapiede non sono mai dei semplici passanti, figuranti o sfondo neutro, perché non passano inosservati, attirano gli sguardi. Gli occhi li seguono fin quando non escono dalla scena, fino al cessato pericolo. Ritornando al cinema, se una camera da presa li inquadrasse mentre passano, non potrebbe fare a meno di continuare a seguirli fin quando non scompaiono, la camera non potrebbe andare su un altro soggetto come se niente fosse. La telecamera passando sullo sfondo avrebbe trovato qualcosa che per sua natura attirerebbe uno zoom, un commento, un apprezzamento, un’interpretazione. Allo stesso modo, se il pennello di un pittore o un obiettivo fotografico li dovesse ritrarre, quella presenza sarebbe sicuramente significante, non potrebbe mai essere una figura anonima.
Careri, F. (2011). Rom, ou de l'impossibilité d'etre un figurant. DESGÉNÉRATIONS, 13 - l'exception commune, 35-42.
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