Gran parte della viabilità ordinaria nel nostro Paese, specie negli ambiti montani e pedemontani, è esposta a fenomeni diffusi di degrado della sovrastruttura per effetto di movimenti ed instabilità di natura geomorfologica. Laddove tale causa non sia diagnosticata tempestivamente, eventuali interventi di riqualificazione del piano di rotolamento risultano inefficaci già a breve termine, laddove invece sia stata identificata la presenza di un movimento che coinvolge la sovrastruttura all’origine del fenomeno di ammaloramento, risulta spesso complesso identificare la forma e profondità della superficie di scorrimento. Questa alea mette evidentemente a rischio l’efficacia a lungo termine degli interventi di bonifica. Le più attuali tecnologie disponibili per il monitoraggio ipogeo di tipo non distruttivo consentono di applicare protocolli investigativi in grado, in prima istanza, di individuare la presenza di situazioni di allerta e circoscriverne il dominio attraverso misure speditive a velocità di traffico con Georadar equipaggiato con antenne horn, quindi di approfondire la diagnosi con l’uso di Georadar equipaggiato con antenne a dipolo e duplice frequenza, in modo da garantire adeguate profondità di penetrazione e sufficiente risoluzione nella misura. Il protocollo di indagine è stato testato su alcune situazioni caratterizzate da movimenti di scivolamento e frana con diversi gradi di gravità. In questo lavoro si presenta diffusamente il caso di una frana censita come quiescente, che interessa per uno sviluppo significativo una viabilità ordinaria di competenza della Provincia di Rieti. I risultat i pongono in luce non solo l’efficacia del protocollo di indagine che consente la perimetrazione accurata dell’area in movimento, ma soprattutto l’efficienza dovuta ai contenuti costi dell’indagine non distruttiva, sia a velocità di traffico, che con Georadar a dipolo, e ai costi di analisi delle mappe radar quasi totalmente automatizzato attraverso algoritmi appositamente sviluppati per le applicazioni stradali.

Benedetto, A., Tosti, F. (2010). L’uso del Georadar per lo Studio delle instabilità della sovrastruttura e del corpo stradale. STRADE & AUTOSTRADE, 84(VI), 155-160.

L’uso del Georadar per lo Studio delle instabilità della sovrastruttura e del corpo stradale

BENEDETTO, ANDREA;TOSTI, FABIO
2010-01-01

Abstract

Gran parte della viabilità ordinaria nel nostro Paese, specie negli ambiti montani e pedemontani, è esposta a fenomeni diffusi di degrado della sovrastruttura per effetto di movimenti ed instabilità di natura geomorfologica. Laddove tale causa non sia diagnosticata tempestivamente, eventuali interventi di riqualificazione del piano di rotolamento risultano inefficaci già a breve termine, laddove invece sia stata identificata la presenza di un movimento che coinvolge la sovrastruttura all’origine del fenomeno di ammaloramento, risulta spesso complesso identificare la forma e profondità della superficie di scorrimento. Questa alea mette evidentemente a rischio l’efficacia a lungo termine degli interventi di bonifica. Le più attuali tecnologie disponibili per il monitoraggio ipogeo di tipo non distruttivo consentono di applicare protocolli investigativi in grado, in prima istanza, di individuare la presenza di situazioni di allerta e circoscriverne il dominio attraverso misure speditive a velocità di traffico con Georadar equipaggiato con antenne horn, quindi di approfondire la diagnosi con l’uso di Georadar equipaggiato con antenne a dipolo e duplice frequenza, in modo da garantire adeguate profondità di penetrazione e sufficiente risoluzione nella misura. Il protocollo di indagine è stato testato su alcune situazioni caratterizzate da movimenti di scivolamento e frana con diversi gradi di gravità. In questo lavoro si presenta diffusamente il caso di una frana censita come quiescente, che interessa per uno sviluppo significativo una viabilità ordinaria di competenza della Provincia di Rieti. I risultat i pongono in luce non solo l’efficacia del protocollo di indagine che consente la perimetrazione accurata dell’area in movimento, ma soprattutto l’efficienza dovuta ai contenuti costi dell’indagine non distruttiva, sia a velocità di traffico, che con Georadar a dipolo, e ai costi di analisi delle mappe radar quasi totalmente automatizzato attraverso algoritmi appositamente sviluppati per le applicazioni stradali.
Benedetto, A., Tosti, F. (2010). L’uso del Georadar per lo Studio delle instabilità della sovrastruttura e del corpo stradale. STRADE & AUTOSTRADE, 84(VI), 155-160.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/145067
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