This paper dialogues with the contributions included in Francesco Fiorentino and Domenico Firomonte’s edited volumes and Massimo Riva’s book from the point of view of feminist literary criticism. This diverse positioning in relation to the work of women writers has allowed feminist criticism to develop a path that has deconstructed the Italian literary canon and the promotion of critical stances that are no longer abstract or monologic, but rather situated in the point of view of the subject and its relational component. Works by Italian women writers present themselves as a body of texts of high material density that transfer questions of textual mobility both within digital and print culture onto the subject and its style of enunciation.

L’intervento dialoga con i contributi dei volumi a cura di Francesco Fiorentino e Domenico Fiormonte e con il libro di Massimo Riva a partire dall’esperienza della critica letteraria femminista italiana. Il suo diverso posizionamento rispetto alle opere delle scrittrici ha permesso l’articolarsi di un percorso che ha decostruito il canone della tradizione letteraria italiana e l’affermarsi di posizioni critiche non più astratte e monologiche, ma situate a partire dal soggetto e dalla sua componente relazionale. Le opere delle scrittrici italiane si rappresentano infatti come un corpo testuale dall’alta densità materica, che sposta sul soggetto e sul suo stile dell’enunciazione le questioni di mobilità del testo, sia esso virtuale o cartaceo.

FORTINI L (2012). Umane lettere: dai corpi testuali agli stili dell'enunciazione. HUMANIST STUDIES & THE DIGITAL AGE, 2(1), 99-110.

Umane lettere: dai corpi testuali agli stili dell'enunciazione

FORTINI, LAURA
2012

Abstract

L’intervento dialoga con i contributi dei volumi a cura di Francesco Fiorentino e Domenico Fiormonte e con il libro di Massimo Riva a partire dall’esperienza della critica letteraria femminista italiana. Il suo diverso posizionamento rispetto alle opere delle scrittrici ha permesso l’articolarsi di un percorso che ha decostruito il canone della tradizione letteraria italiana e l’affermarsi di posizioni critiche non più astratte e monologiche, ma situate a partire dal soggetto e dalla sua componente relazionale. Le opere delle scrittrici italiane si rappresentano infatti come un corpo testuale dall’alta densità materica, che sposta sul soggetto e sul suo stile dell’enunciazione le questioni di mobilità del testo, sia esso virtuale o cartaceo.
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