From a hydrogeological point of view, the lower Aniene river basin is one of the least investigated Roman areas. The paper proposes a model of groundwater circulation in this area, which lies in the north-eastern part of Rome, on the left bank of the Tiber river. Intense and growing urbanisation in the area makes it difficult (except in a few cases) to understand the nature of its subsoil and complex aquifers. Where the area is not urbanised, its land and resources are overexploited, leading - in the worst cases - to degeneration and abandonment. In wide portions of the area, the water catchment basin has completely disappeared, either buried by man-made fills or incorporated into the sewerage system, which reflects groundwater flowpaths more or less faithfully. From the post-war period to date, all these phenomena have substantially altered the hydrological setting of the area. Given the difficulty of conducting a conventional lithological survey, stratigraphic correlations were established by collecting, filing, validating and analysing over 1,000 stratigraphic logs. With regard to hydrogeology, well, spring and in-stream discharge data were collected, correlated and compared with literature data.

Il settore terminale del bacino del Fiume Aniene, dal punto di vista idrogeologico, è tra i meno studiati dell’area romana. In questa nota viene presentato un approfondimento sullo schema di circolazione delle acque sotterranee in questo settore della città di Roma posto in riva sinistra del Fiume Tevere, indicativamente compreso tra la S.S. Salaria, la S.S. Casilina e Il Grande Raccordo Anulare. L’area è caratterizzata da un’urbanizzazione intensa e in continua crescita che, tranne alcuni casi singolari, poco lascia comprendere della natura del sottosuolo e dei complessi acquiferi. Dove non vi è urbanizzazione è spesso presente un intenso sfruttamento del territorio e delle sue risorse che nei casi peggiori degenera in degrado e abbandono. In vaste aree il reticolo idrografico è del tutto scomparso, sia perché “semplicemente” interrato dalle coltri dei riporti, sia perché inglobato dal reticolo fognario che ripercorre più o meno fedelmente le direttrici naturali di deflusso. Tutto ciò ha contribuito a modificare in maniera sostanziale dal dopoguerra ad oggi il naturale assetto idrologico del territorio. A causa della difficoltà di condurre un rilevamento tradizionale delle litologie, la maggior parte delle correlazioni stratigrafiche è stata effettuata archiviando, validando ed analizzando più di 1000 stratigrafie. Per quanto riguarda l’idrogeologia, lo studio è stato riferito alle misure di pozzi, sorgenti e portata in alveo effettuate appositamente; essi sono stati correlati e confrontati con dati e misure precedenti reperite nelle fonti bibliografiche

LA VIGNA, CAPELLI G, & MAZZA R (2008). Assetto idrogeologico del settore terminale del bacino del Fiume Aniene. MEMORIE DESCRITTIVE DELLA CARTA GEOLOGICA D'ITALIA, LXXX, 121-134.

Assetto idrogeologico del settore terminale del bacino del Fiume Aniene

CAPELLI, Giuseppe;
2008

Abstract

Il settore terminale del bacino del Fiume Aniene, dal punto di vista idrogeologico, è tra i meno studiati dell’area romana. In questa nota viene presentato un approfondimento sullo schema di circolazione delle acque sotterranee in questo settore della città di Roma posto in riva sinistra del Fiume Tevere, indicativamente compreso tra la S.S. Salaria, la S.S. Casilina e Il Grande Raccordo Anulare. L’area è caratterizzata da un’urbanizzazione intensa e in continua crescita che, tranne alcuni casi singolari, poco lascia comprendere della natura del sottosuolo e dei complessi acquiferi. Dove non vi è urbanizzazione è spesso presente un intenso sfruttamento del territorio e delle sue risorse che nei casi peggiori degenera in degrado e abbandono. In vaste aree il reticolo idrografico è del tutto scomparso, sia perché “semplicemente” interrato dalle coltri dei riporti, sia perché inglobato dal reticolo fognario che ripercorre più o meno fedelmente le direttrici naturali di deflusso. Tutto ciò ha contribuito a modificare in maniera sostanziale dal dopoguerra ad oggi il naturale assetto idrologico del territorio. A causa della difficoltà di condurre un rilevamento tradizionale delle litologie, la maggior parte delle correlazioni stratigrafiche è stata effettuata archiviando, validando ed analizzando più di 1000 stratigrafie. Per quanto riguarda l’idrogeologia, lo studio è stato riferito alle misure di pozzi, sorgenti e portata in alveo effettuate appositamente; essi sono stati correlati e confrontati con dati e misure precedenti reperite nelle fonti bibliografiche
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