From the beginning of the sixties the water supply management (ACEA) of Rome, in the whole territory of the city, numerous hydrogeological studies, has carried out: in fact several data banks have been realized and, with less care, analysis of the hydrogeological setting. Therefore the goal of the authors of this study is to update the knowledge about the aquifers that are present in the several districts, belonging to different hydrogeological units from which depend their modality of recharge. For this order many hundreds of stratigraphic logs and dozens of geological profiles have been collected and recorded. By means of numerical modelling ("Modflow"), correlating georeffered stratigraphic information, the surfaces of the main hydrogeological complexes of the Alban Unit, on which the city of Rome lays, have been reconstructed. Then measures in many thousands of wells and piezometers have been allowed to update the piezometry and during the experimental phase discharges of springs and of the gaining and perennial streams of the investigated area have been surveyed. Analyzing the hydrogeological map and the several profiles can be observed the existing ratio between the underground circulation, at the top of the main aquifer, and the hydrographic network, and taking into account the trend of the isophreatic lines it is possible to determine the main lines of underground hydric flow and the different piezometric gradients that characterize the aquifers relative to the several geological contexts of the city. In the western sector of the city may be observed as the structural high of M. Mario, NW-SE oriented, influences the underground circulation. This structural high is composed of sandy-clay sediments having low hydraulic conductivity, and it obstructs the natural drainage of the M. Sabatini, oriented towards the Tyrrhenian Sea and R. Tevere deflecting to the South-West towards the F. Arrone (discharge 300 l/s) and to East towards F. della Mola- Cremera- Valchetta basins (total discharge 770 l/s). On the contrary the recharge of Fossi Galeria and Magliana is principally due to the supplies of the gravely-sandy aquifers belonging to the Paleotevere 1Unit. Dissimilar is the outline in the eastern sector the Alban aquifer, having a relevant thickness, less influenced from the clay substratum, feeds copiously all the streams that have reached the top of the aquifer. Recent studies carried out by the authors for Regione Lazio, through a their own original method to define the conservation state of the underground water resources, have recognized "critical areas" (areas with an high hydric stress) in the eastern sector of Rome. As a consequence the territory management administrations. have passed safeguard steps. In contemporary of hydrogeological studies surveys of physico-chemical parameters of the underground waters have been carried out, from which it is possible point out for the aquifers different classes of thermals and electric conductivity. As a whole the several indicators suggest that in some areas of the city the underground waters are conditioned from the rise of endogenous fluids, while in others by local phenomena of pollution.

L'avvio di studi idrogeologici estesi all'intero territorio della Città di Roma risale agli anni '60. Da allora sono stati prodotti lavori di grande interesse, supportati da consistenti banche dati e, in maniera minore, da analisi di assetto idrogeologico. Con questo studio gli autori hanno voluto superare questa carenza, identificando i complessi acquiferi presenti nei vari municipi e le unità idrogeologiche a cui essi appartengono e che definiscono la loro possibilità di ricarica. Ciò ha richiesto la raccolta, la validazione e l'archiviazione di molte centinaia di log stratigrafici e di molte decine di profili geologici. Correlando le informazioni stratigrafiche georiferite sono state ricostruite, con l'ausilio della modellazione numerica ("Modflow"), le superfici dei complessi idrogeologici principali dell'Unità Albana su cui la Città di Roma si estende ampiamente. Nel corso di una campagna di rilevamento durata alcuni mesi è stato definito lo scenario piezometrico aggiornato al 2006, mediante il rilevamento di un migliaio di pozzi e piezometri. Nella fase sperimentale sono state altresì rilevate le portate delle sorgenti e dei corsi d'acqua perenni e drenanti ricadenti nell'area di studio. Analizzando la carta idrogeologica ed i numerosi profili riportati, si possono osservare i rapporti esistenti tra la circolazione sotterranea, definita al tetto della falda basale, ed il reticolo idrografico. Inoltre dall'andamento delle isofreatiche è possibile rilevare le principali linee di flusso idrico sotterraneo ed i diversi gradienti piezometrici che caratterizzano gli acquiferi nei vari contesti geologici della città. Nel settore occidentale del territorio, in riva destra del Tevere, si può osservare come l'alto strutturale di Monte Mario, orientato da NW a SE condiziona l'andamento della circolazione sotterranea. Esso, alla quota di interesse per la circolazione ipogea, è costituito da termini argilloso-sabbiosi aventi una conducibilità idraulica molto bassa. L'acquifero dei Monti Sabatini, nel suo naturale drenaggio verso il mare e verso il F. Tevere, trovandosi ostacolato da questa struttura, si indirizza a sud-ovest, verso il Torrente Arrone (portata 300 l/s) e ad est verso i bacini del Fosso della Mola-Cremera-Valchetta (portata complessiva 770 l/s). La ricarica dei Fossi Galeria e Magliana e minori è invece essenzialmente dovuta agli apporti degli acquiferi ghiaioso- sabbiosi appartenenti all'Unità del Paleotevere 1. Ben diversa è la situazione in riva sinistra del fiume, dove la potente falda albana di rilevante spessore, meno influenzata dal substrato argilloso più ribassato di quota, alimenta copiosamente tutte le incisioni fluviali che hanno raggiunto il tetto della falda basale. Recenti studi condotti dagli autori per la Regione Lazio, applicando un metodo originale per la definizione dello stato di conservazione delle risorse idriche sotterranee, da loro messo a punto, hanno definito che relativamente al settore in riva sinistra, sono presenti "aree critiche" e di "attenzione". Queste perimetrazioni ed i relativi stati di stress idrico sono stati recepiti dalla Giunta Regionale del Lazio e dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere che, per esse, hanno varato delle misure di salvaguardia. Parallelamente agli studi idrogeologici, sono state condotte campagne di rilevamento delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque sotterranee, da cui risulta in maniera evidente, che negli acquiferi dell'area romana si riconoscono classi di termalismo e di conducibilità elettrica assai diverse. Sulla base di più indicatori appare che le acque sotterranee, in alcune aree della città sono condizionate dalla risalita di fluidi endogeni, in altre aree da locali fenomeni di inquinamento

CAPELLI G, MAZZA R, & TAVIANI S (2008). Acque sotterranee nella Città di Roma. MEMORIE DESCRITTIVE DELLA CARTA GEOLOGICA D'ITALIA, LXXX, 221-245.

Acque sotterranee nella Città di Roma

CAPELLI, Giuseppe;
2008

Abstract

L'avvio di studi idrogeologici estesi all'intero territorio della Città di Roma risale agli anni '60. Da allora sono stati prodotti lavori di grande interesse, supportati da consistenti banche dati e, in maniera minore, da analisi di assetto idrogeologico. Con questo studio gli autori hanno voluto superare questa carenza, identificando i complessi acquiferi presenti nei vari municipi e le unità idrogeologiche a cui essi appartengono e che definiscono la loro possibilità di ricarica. Ciò ha richiesto la raccolta, la validazione e l'archiviazione di molte centinaia di log stratigrafici e di molte decine di profili geologici. Correlando le informazioni stratigrafiche georiferite sono state ricostruite, con l'ausilio della modellazione numerica ("Modflow"), le superfici dei complessi idrogeologici principali dell'Unità Albana su cui la Città di Roma si estende ampiamente. Nel corso di una campagna di rilevamento durata alcuni mesi è stato definito lo scenario piezometrico aggiornato al 2006, mediante il rilevamento di un migliaio di pozzi e piezometri. Nella fase sperimentale sono state altresì rilevate le portate delle sorgenti e dei corsi d'acqua perenni e drenanti ricadenti nell'area di studio. Analizzando la carta idrogeologica ed i numerosi profili riportati, si possono osservare i rapporti esistenti tra la circolazione sotterranea, definita al tetto della falda basale, ed il reticolo idrografico. Inoltre dall'andamento delle isofreatiche è possibile rilevare le principali linee di flusso idrico sotterraneo ed i diversi gradienti piezometrici che caratterizzano gli acquiferi nei vari contesti geologici della città. Nel settore occidentale del territorio, in riva destra del Tevere, si può osservare come l'alto strutturale di Monte Mario, orientato da NW a SE condiziona l'andamento della circolazione sotterranea. Esso, alla quota di interesse per la circolazione ipogea, è costituito da termini argilloso-sabbiosi aventi una conducibilità idraulica molto bassa. L'acquifero dei Monti Sabatini, nel suo naturale drenaggio verso il mare e verso il F. Tevere, trovandosi ostacolato da questa struttura, si indirizza a sud-ovest, verso il Torrente Arrone (portata 300 l/s) e ad est verso i bacini del Fosso della Mola-Cremera-Valchetta (portata complessiva 770 l/s). La ricarica dei Fossi Galeria e Magliana e minori è invece essenzialmente dovuta agli apporti degli acquiferi ghiaioso- sabbiosi appartenenti all'Unità del Paleotevere 1. Ben diversa è la situazione in riva sinistra del fiume, dove la potente falda albana di rilevante spessore, meno influenzata dal substrato argilloso più ribassato di quota, alimenta copiosamente tutte le incisioni fluviali che hanno raggiunto il tetto della falda basale. Recenti studi condotti dagli autori per la Regione Lazio, applicando un metodo originale per la definizione dello stato di conservazione delle risorse idriche sotterranee, da loro messo a punto, hanno definito che relativamente al settore in riva sinistra, sono presenti "aree critiche" e di "attenzione". Queste perimetrazioni ed i relativi stati di stress idrico sono stati recepiti dalla Giunta Regionale del Lazio e dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere che, per esse, hanno varato delle misure di salvaguardia. Parallelamente agli studi idrogeologici, sono state condotte campagne di rilevamento delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque sotterranee, da cui risulta in maniera evidente, che negli acquiferi dell'area romana si riconoscono classi di termalismo e di conducibilità elettrica assai diverse. Sulla base di più indicatori appare che le acque sotterranee, in alcune aree della città sono condizionate dalla risalita di fluidi endogeni, in altre aree da locali fenomeni di inquinamento
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11590/150290
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact