Una riflessione, nata per essere sintetica, contiene gli elementi essenziali all’apertura di un dibattito su questioni rispetto alle quali si rinnova l’interesse dei docenti universitari. Entro questa prospettiva di sintesi e problematizzazione, si delinea la criticità sospesa tra la nostalgia dell’humanitas antica e la valutazione di una governance che vive nel rischio di perdere la fiducia di cui ha bisogno. La nostalgia dell’humanitas ad alcuni professori sembra provenire da un tempo antico nel quale l’insegnamento assumeva un valore fondamentale per la persona che lo sceglieva non tanto perché fonte di reddito crescente, quanto piuttosto come vocazione. Non era il fattore economico ad incidere sulla scelta professionale, quanto piuttosto l’aspettativa di prestigio sociale di cui godeva il docente, ed il prestigio cresceva con il livello di scuola nella quale si insegnava. Il professore universitario era in cima alla piramide della professione docente e, nella migliore delle ipotesi, rappresentava una figura dotata di senso, alla quale si attribuivano doti di autorità, competenza, rettitudine. Un esempio rilevante per le giovani generazioni. La corporazione, l’universitas magistrorum et scholarium degli studenti a Bologna e dei professori a Parigi è una delle caratteristiche più rilevanti degli studi superiori dell’XI e del XII secolo. L’Europa dell’Ottocento produce i modelli delle università inglesi, tedesche, scozzesi esportati in tutto il mondo e mai completamente dimenticati. Modelli di élite, liberali, anche aristocratici che mantengono ad una distanza controllata le classi non elette e posticipano la nascita della società aperta, dal punto di vista della mobilità delle competenze. Oxford e Cambridge si profilano come le torri d’avorio del sapere e della scienza. Conoscenza, attenzione e interazione tra le persone sono i caratteri salienti dell’università britannica ai quali si aggiunge la nobiltà di spirito e la formazione del carattere. Con J. H. Newman il modello riceve un impulso nuovo, aprendo gli studi all’educazione estetica e a quella dei sentimenti. -

SANDRA CHISTOLINI (2010). Nostalgia dell'humanitas nella governance a rischio di fiducia. IL NODO, anno XIII, n. 37, 5 maggio 2010, 27-29..

Nostalgia dell'humanitas nella governance a rischio di fiducia

CHISTOLINI, Sandra
2010

Abstract

Una riflessione, nata per essere sintetica, contiene gli elementi essenziali all’apertura di un dibattito su questioni rispetto alle quali si rinnova l’interesse dei docenti universitari. Entro questa prospettiva di sintesi e problematizzazione, si delinea la criticità sospesa tra la nostalgia dell’humanitas antica e la valutazione di una governance che vive nel rischio di perdere la fiducia di cui ha bisogno. La nostalgia dell’humanitas ad alcuni professori sembra provenire da un tempo antico nel quale l’insegnamento assumeva un valore fondamentale per la persona che lo sceglieva non tanto perché fonte di reddito crescente, quanto piuttosto come vocazione. Non era il fattore economico ad incidere sulla scelta professionale, quanto piuttosto l’aspettativa di prestigio sociale di cui godeva il docente, ed il prestigio cresceva con il livello di scuola nella quale si insegnava. Il professore universitario era in cima alla piramide della professione docente e, nella migliore delle ipotesi, rappresentava una figura dotata di senso, alla quale si attribuivano doti di autorità, competenza, rettitudine. Un esempio rilevante per le giovani generazioni. La corporazione, l’universitas magistrorum et scholarium degli studenti a Bologna e dei professori a Parigi è una delle caratteristiche più rilevanti degli studi superiori dell’XI e del XII secolo. L’Europa dell’Ottocento produce i modelli delle università inglesi, tedesche, scozzesi esportati in tutto il mondo e mai completamente dimenticati. Modelli di élite, liberali, anche aristocratici che mantengono ad una distanza controllata le classi non elette e posticipano la nascita della società aperta, dal punto di vista della mobilità delle competenze. Oxford e Cambridge si profilano come le torri d’avorio del sapere e della scienza. Conoscenza, attenzione e interazione tra le persone sono i caratteri salienti dell’università britannica ai quali si aggiunge la nobiltà di spirito e la formazione del carattere. Con J. H. Newman il modello riceve un impulso nuovo, aprendo gli studi all’educazione estetica e a quella dei sentimenti. -
SANDRA CHISTOLINI (2010). Nostalgia dell'humanitas nella governance a rischio di fiducia. IL NODO, anno XIII, n. 37, 5 maggio 2010, 27-29..
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