"Margaret Fuller on the Stage" considera la presenza di Fuller come personaggio del dramma di Susan Sontag, "Alice in Bed" (1993), in cui la protagonista Alice James si intrattiene -- nella scena della propria mente -- con importanti donne di lettere come Emily Dickinson e la Fuller oltre a due personaggi di fantasia, al fine di ricavarne consigli e insegnamenti. Di Fuller il saggio mette in rilievo la personalità incline al "role-playing" e all'auto-drammatizzazione conducendo così a un giro di vite sul problema dell'identità dell'autrice di "Woman in the Nineenth-century" pesantemente manipolata, alla sua morte, dai grandi Maestri del trascendentalismo, come Emerson e Hawthorne, oltre a eminenti scrittori come Higginson, Poe e James che ne fornirono all'unisono un ritratto poco rispondente al carattere di donna trasgressiva che condivide parzialmente con le altre figure invocate nella scena del dramma di Sontag. Citazioni dai sei volumi di lettere della scrittrice raccolte da Robert Hudspeth e analogie tra la situazione "nonsensical" della scena con l'assurda situazione in cui viene a trovarsi il personaggio Alice creato da Lewis Carroll quando attraversa la soglia tra veglia e sonno sono messe a confronto con il dramma pirandelliano "Come tu mi vuoi", perchè il lettore possa valutare appieno il ruolo della "maschera" -- una ricerca condotta a suo tempo da Pirandello e riproposta da Sontag -- nell'auto-costruzione del sè. In pieno possesso del suo personaggio, Sontag crea, con Fuller, la propria complice e il proprio doppio, facendo di lei, come fu fatto a suo tempo di Sontag stessa da Norman Mailer, una "Dark Lady". Il ricco apparato di note ha il merito di ricongiungere la puntuale ricerca delle femministe Sandra Gilbert e Susan Gubar che data al 1979 con l'aggiornata interpretazione teatrale delle tre principali scrittrici da parte dell'intellettuale Sontag.

"Margaret Fuller on the Stage” focuses on the presence of Fuller as a character in Susan Sontag’s play "Alice in Bed" (1993), where Alice, the protagonist, entertains – in the scene of her own mind – important women of letters, such as Emily Dickinson and Fuller besides two fictional characters, with the aim of obtaining advice and counseling. The essay is devoted to Fuller’s persona – mostly, her inkling towards role-playing and self-dramatization –- and leads to a turning point that revolves around the problem of identity of the author of "Woman in the Nineenth-Century." It also focuses on the question of the manipulation of Margaret Fuller on the part of the great Transcendentalist Masters such as Emerson and Hawthorne, besides eminent writers like Higginson, Poe and Henry James, who portrayed her as a different woman from the transgressive figure who shares the features of the other women of letters evoked in Sontag’s drama. Quotations from the six volumes of the writer’s letters, gathered by Robert Hudspeth, and analogies between the "nonsensical" situation of the scene with the absurd situation where Lewis Carroll’s Alice falls into when she crosses the threshold between wake and sleep, are compared with Pirandello’s play, 'As You Desire Me', in order for the reader to evaluate the role of the “mask ". That is a research concerning the construction of the self that was undertaken also by Pirandello and was then re-proposed by Sontag. Well in possession of her main character in Scene 5 of the play, Sontag sees in Fuller her own accomplice and turns her – as Norman Mailer did with Sontag herself – into a "Dark Lady". The rich and extensive reference apparatus links up the work of feminist critics Sandra Gilbert and Susan Gubar (dating to 1979) with intellectual Sontag’s updated theatrical interpretation of the three main characters.

STEFANELLI, M.A. (2001). "Margaret Fuller on the Stage". DIMENSIONI E PROBLEMI DELLA RICERCA STORICA, 1, 147-160.

"Margaret Fuller on the Stage"

STEFANELLI, Maria Anita
2001

Abstract

"Margaret Fuller on the Stage" considera la presenza di Fuller come personaggio del dramma di Susan Sontag, "Alice in Bed" (1993), in cui la protagonista Alice James si intrattiene -- nella scena della propria mente -- con importanti donne di lettere come Emily Dickinson e la Fuller oltre a due personaggi di fantasia, al fine di ricavarne consigli e insegnamenti. Di Fuller il saggio mette in rilievo la personalità incline al "role-playing" e all'auto-drammatizzazione conducendo così a un giro di vite sul problema dell'identità dell'autrice di "Woman in the Nineenth-century" pesantemente manipolata, alla sua morte, dai grandi Maestri del trascendentalismo, come Emerson e Hawthorne, oltre a eminenti scrittori come Higginson, Poe e James che ne fornirono all'unisono un ritratto poco rispondente al carattere di donna trasgressiva che condivide parzialmente con le altre figure invocate nella scena del dramma di Sontag. Citazioni dai sei volumi di lettere della scrittrice raccolte da Robert Hudspeth e analogie tra la situazione "nonsensical" della scena con l'assurda situazione in cui viene a trovarsi il personaggio Alice creato da Lewis Carroll quando attraversa la soglia tra veglia e sonno sono messe a confronto con il dramma pirandelliano "Come tu mi vuoi", perchè il lettore possa valutare appieno il ruolo della "maschera" -- una ricerca condotta a suo tempo da Pirandello e riproposta da Sontag -- nell'auto-costruzione del sè. In pieno possesso del suo personaggio, Sontag crea, con Fuller, la propria complice e il proprio doppio, facendo di lei, come fu fatto a suo tempo di Sontag stessa da Norman Mailer, una "Dark Lady". Il ricco apparato di note ha il merito di ricongiungere la puntuale ricerca delle femministe Sandra Gilbert e Susan Gubar che data al 1979 con l'aggiornata interpretazione teatrale delle tre principali scrittrici da parte dell'intellettuale Sontag.
"Margaret Fuller on the Stage” focuses on the presence of Fuller as a character in Susan Sontag’s play "Alice in Bed" (1993), where Alice, the protagonist, entertains – in the scene of her own mind – important women of letters, such as Emily Dickinson and Fuller besides two fictional characters, with the aim of obtaining advice and counseling. The essay is devoted to Fuller’s persona – mostly, her inkling towards role-playing and self-dramatization –- and leads to a turning point that revolves around the problem of identity of the author of "Woman in the Nineenth-Century." It also focuses on the question of the manipulation of Margaret Fuller on the part of the great Transcendentalist Masters such as Emerson and Hawthorne, besides eminent writers like Higginson, Poe and Henry James, who portrayed her as a different woman from the transgressive figure who shares the features of the other women of letters evoked in Sontag’s drama. Quotations from the six volumes of the writer’s letters, gathered by Robert Hudspeth, and analogies between the "nonsensical" situation of the scene with the absurd situation where Lewis Carroll’s Alice falls into when she crosses the threshold between wake and sleep, are compared with Pirandello’s play, 'As You Desire Me', in order for the reader to evaluate the role of the “mask ". That is a research concerning the construction of the self that was undertaken also by Pirandello and was then re-proposed by Sontag. Well in possession of her main character in Scene 5 of the play, Sontag sees in Fuller her own accomplice and turns her – as Norman Mailer did with Sontag herself – into a "Dark Lady". The rich and extensive reference apparatus links up the work of feminist critics Sandra Gilbert and Susan Gubar (dating to 1979) with intellectual Sontag’s updated theatrical interpretation of the three main characters.
STEFANELLI, M.A. (2001). "Margaret Fuller on the Stage". DIMENSIONI E PROBLEMI DELLA RICERCA STORICA, 1, 147-160.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/159418
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