"\"This study aims to assess how the whole body vibration of heavy vehicle driver are not only affected by the characteristics of the source, but also by the characteristics of the driver, in particular weight and height. To achieve this objective we use geostatistical modeling, the branch of statistics that studies the phenomena that are developed on space-based, starting from the information derived from their sampling. The study is highly experimental and innovative as we adapt the instrument, the geostatistical one, commonly used in spacial character phenomenon to a not-spacial phenomenon. In fact, we use the theory of geostatistics considering height and weight instead of spatial coordinates, and the amount of vibration transmitted to the whole body, as a regionalized variable. The decision to describe the phenomenon with geostatistical modeling, stems from having a limited number of samples and a difficult source to repeat, which makes the geostatistical suitable for this purpose. In fact, it is often used to study these phenomena, characterized by the limited availability of samples.. Human exposure to mechanical vibration can be a significant risk factor for exposed workers. Directive 2002\\\/44\\\/EC of the European Parliament 2002, which indicates the minimum health and safety requirements regarding the exposure of workers to risks arising from physical agents (vibration), states that risk assessment can be made essentially without measurements, based on appropriate information available from the manufacturer and\\\/or accredited databases or with measurements, in agreement with the measuring method stipulated by specific standards ISO-EN. Dealing with the evaluation methodology of the whole-body vibration based on the availability of information, operating specifications are provided, referring to the reference values. In order to use these values, the operating conditions for the evaluation, must be compatible with the specification of the reference values. For this reason, some information are declared: the type of machine, the model, the date of registration, and the operating conditions as the soil type, the style of driving, the workplace etc. These information are approximated , and are not referred to the body constitution of the drivers of the vehicle at the time of the measures, as if this factor couldn’t affect the measurement results . . Aim of this case study is to find some correlations among vibration and their transmission to the entire body. The goal has been reached, since the vibrations are influenced because of human body structure. Geostatistical modeling has been quite useful, even if there were not so many samples to get a full map of vibrations and their transmission to the entire body, above all for X,Y, Z axes; but for further studies, with more samples, it should be a very powerful technique. Measured vibrations intensities are not so lower than the limits value planned in law: X axe moves from 0.32 m\\\/s2 to 0.40 m\\\/s2, when the limit action value is 0.5 m\\\/s2, and the maximum admitted is 1,15 m\\\/s2. So this gap can’t be ignored. In our case study, the measured values are lower than the action limit, because they have been achieved in particular operative condition (the Loader was at a stop). So, if operative conditions were too close to limit action, the intensity of the vibration could make jump over these values, becoming very important for the worker safety.\""

"\"Lo studio si propone, nell’ambito degli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro, con riferimento alla valutazione dei rischi da agenti fisici in generale e da vibrazioni trasmesse al corpo intero in particolare, di valutare la possibile correlazione esistente tra le vibrazioni trasmesse al corpo di un conducente di mezzi d’opera e le sue caratteristiche corporee principali quali altezza e peso. È noto infatti che l'esposizione umana a vibrazioni meccaniche può rappresentare un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti. In particolare la direttiva 2002\\\/44\\\/CE del parlamento europeo sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) sancisce l’obbligo a carico del responsabile dell’attività di valutare tale rischio espositivo con la determinazione della dose giornaliera. I riscontri sperimentali e i monitoraggi eseguiti su soggetti esposti in ambito estrattivo [1] e non solo [2], hanno evidenziato, in sede proprio di determinazione dei valori di esposizione, delle differenze anche sensibili per soggetti diversi nelle medesime condizioni operative. Stante dunque la riproposizione di medesime condizioni al contorno quali il tipo di macchinario sorgente, l’ambiente di lavoro, le caratteristiche temporali dell’esposizione, lo stile di guida del mezzo, è apparso naturale investigare sulle possibili cause di tali scostamenti espositivi. Il tentativo qui illustrato ha riguardato l’analisi di variabilità delle vibrazioni trasmesse al corpo intero in relazione alla costituzione corporea del soggetto esposto al fine di definire le modalità e dunque fornire una analisi quantitativa di tale variabilità rispetto appunto ad altezza e peso del soggetto stesso. In questo studio si è optato per una modellizzazione geostatistica del fenomeno espositivo [3]. In sostanza si è scelta una analisi che fornisse in uscita delle mappe a linee iso-accelerazione, in funzione della variazione di peso e altezza del soggetto per una determinata sorgente mantenuta costante ovvero le cui condizioni operative garantissero in linea generale una buona ripetibilità. Sulla base dunque di tali presupposti metodologici, si è impostata una campagna di rilevazione per una popolazione campione di sette individui di diversa altezza e peso e per ogni soggetto sono stati registrati nelle medesime condizioni operative, i valori di accelerazione associati ai tre assi principali X,Y, Z. Una volta poi acclarata la ripetibilità della sorgente, è stata studiata la variabilità del parametro in studio in funzione dei parametri soggettivi di altezza e peso. Il risultato è consistito dapprima nel verificare l’esistenza di tale correlazione e successivamente, sulla base di un modello geostatistico di variabilità assunto quale rappresentativo del fenomeno, nell’ottenere una stima dei valori espositivi a vibrazioni anche per soggetti di caratteristiche corporee incognite, ovvero diverse da quelle dei soggetti per i quali le misurazioni erano state effettuate. Alla luce dei risultati ottenuti è possibile affermare l’esistenza di tale correlazione e di riflesso l’adeguatezza del metodo geostatistico adottato per l’analisi del fenomeno. In sintesi dunque, è auspicabile ampliare la casistica di indagine sulla scorta della metodologia proposta, anche ampliando la consistenza della popolazione osservata al fine di corroborare le risultanze sperimentali disponibili e affinare i parametri della ricerca.\""

ALFARO DEGAN, G., Lippiello, D., Lorenzetti, S., Pinzari, M. (2012). Caratteristiche corporee e vibrazioni trasmesse: ricerca di una possibile correlazione. RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA, 36(1), 41-46.

Caratteristiche corporee e vibrazioni trasmesse: ricerca di una possibile correlazione

ALFARO DEGAN, Guido;LIPPIELLO, Dario;PINZARI, Mario
2012-01-01

Abstract

"\"Lo studio si propone, nell’ambito degli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro, con riferimento alla valutazione dei rischi da agenti fisici in generale e da vibrazioni trasmesse al corpo intero in particolare, di valutare la possibile correlazione esistente tra le vibrazioni trasmesse al corpo di un conducente di mezzi d’opera e le sue caratteristiche corporee principali quali altezza e peso. È noto infatti che l'esposizione umana a vibrazioni meccaniche può rappresentare un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti. In particolare la direttiva 2002\\\/44\\\/CE del parlamento europeo sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) sancisce l’obbligo a carico del responsabile dell’attività di valutare tale rischio espositivo con la determinazione della dose giornaliera. I riscontri sperimentali e i monitoraggi eseguiti su soggetti esposti in ambito estrattivo [1] e non solo [2], hanno evidenziato, in sede proprio di determinazione dei valori di esposizione, delle differenze anche sensibili per soggetti diversi nelle medesime condizioni operative. Stante dunque la riproposizione di medesime condizioni al contorno quali il tipo di macchinario sorgente, l’ambiente di lavoro, le caratteristiche temporali dell’esposizione, lo stile di guida del mezzo, è apparso naturale investigare sulle possibili cause di tali scostamenti espositivi. Il tentativo qui illustrato ha riguardato l’analisi di variabilità delle vibrazioni trasmesse al corpo intero in relazione alla costituzione corporea del soggetto esposto al fine di definire le modalità e dunque fornire una analisi quantitativa di tale variabilità rispetto appunto ad altezza e peso del soggetto stesso. In questo studio si è optato per una modellizzazione geostatistica del fenomeno espositivo [3]. In sostanza si è scelta una analisi che fornisse in uscita delle mappe a linee iso-accelerazione, in funzione della variazione di peso e altezza del soggetto per una determinata sorgente mantenuta costante ovvero le cui condizioni operative garantissero in linea generale una buona ripetibilità. Sulla base dunque di tali presupposti metodologici, si è impostata una campagna di rilevazione per una popolazione campione di sette individui di diversa altezza e peso e per ogni soggetto sono stati registrati nelle medesime condizioni operative, i valori di accelerazione associati ai tre assi principali X,Y, Z. Una volta poi acclarata la ripetibilità della sorgente, è stata studiata la variabilità del parametro in studio in funzione dei parametri soggettivi di altezza e peso. Il risultato è consistito dapprima nel verificare l’esistenza di tale correlazione e successivamente, sulla base di un modello geostatistico di variabilità assunto quale rappresentativo del fenomeno, nell’ottenere una stima dei valori espositivi a vibrazioni anche per soggetti di caratteristiche corporee incognite, ovvero diverse da quelle dei soggetti per i quali le misurazioni erano state effettuate. Alla luce dei risultati ottenuti è possibile affermare l’esistenza di tale correlazione e di riflesso l’adeguatezza del metodo geostatistico adottato per l’analisi del fenomeno. In sintesi dunque, è auspicabile ampliare la casistica di indagine sulla scorta della metodologia proposta, anche ampliando la consistenza della popolazione osservata al fine di corroborare le risultanze sperimentali disponibili e affinare i parametri della ricerca.\""
"\"This study aims to assess how the whole body vibration of heavy vehicle driver are not only affected by the characteristics of the source, but also by the characteristics of the driver, in particular weight and height. To achieve this objective we use geostatistical modeling, the branch of statistics that studies the phenomena that are developed on space-based, starting from the information derived from their sampling. The study is highly experimental and innovative as we adapt the instrument, the geostatistical one, commonly used in spacial character phenomenon to a not-spacial phenomenon. In fact, we use the theory of geostatistics considering height and weight instead of spatial coordinates, and the amount of vibration transmitted to the whole body, as a regionalized variable. The decision to describe the phenomenon with geostatistical modeling, stems from having a limited number of samples and a difficult source to repeat, which makes the geostatistical suitable for this purpose. In fact, it is often used to study these phenomena, characterized by the limited availability of samples.. Human exposure to mechanical vibration can be a significant risk factor for exposed workers. Directive 2002\\\/44\\\/EC of the European Parliament 2002, which indicates the minimum health and safety requirements regarding the exposure of workers to risks arising from physical agents (vibration), states that risk assessment can be made essentially without measurements, based on appropriate information available from the manufacturer and\\\/or accredited databases or with measurements, in agreement with the measuring method stipulated by specific standards ISO-EN. Dealing with the evaluation methodology of the whole-body vibration based on the availability of information, operating specifications are provided, referring to the reference values. In order to use these values, the operating conditions for the evaluation, must be compatible with the specification of the reference values. For this reason, some information are declared: the type of machine, the model, the date of registration, and the operating conditions as the soil type, the style of driving, the workplace etc. These information are approximated , and are not referred to the body constitution of the drivers of the vehicle at the time of the measures, as if this factor couldn’t affect the measurement results . . Aim of this case study is to find some correlations among vibration and their transmission to the entire body. The goal has been reached, since the vibrations are influenced because of human body structure. Geostatistical modeling has been quite useful, even if there were not so many samples to get a full map of vibrations and their transmission to the entire body, above all for X,Y, Z axes; but for further studies, with more samples, it should be a very powerful technique. Measured vibrations intensities are not so lower than the limits value planned in law: X axe moves from 0.32 m\\\/s2 to 0.40 m\\\/s2, when the limit action value is 0.5 m\\\/s2, and the maximum admitted is 1,15 m\\\/s2. So this gap can’t be ignored. In our case study, the measured values are lower than the action limit, because they have been achieved in particular operative condition (the Loader was at a stop). So, if operative conditions were too close to limit action, the intensity of the vibration could make jump over these values, becoming very important for the worker safety.\""
ALFARO DEGAN, G., Lippiello, D., Lorenzetti, S., Pinzari, M. (2012). Caratteristiche corporee e vibrazioni trasmesse: ricerca di una possibile correlazione. RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA, 36(1), 41-46.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/278535
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