‘And what about Me,’ he asks himself, ‘the intellect of Europe, what is to become of Me?’ (Paul Valèry , The Crisis of the Mind, 1919) Il 1922 è una sorta di Annus Mirabilis: si apre con la pubblicazione di Ulysses di J. Joyce (2 febbraio) e si chiude con quella di The Waste Land di T.S. Eliot (ottobre-dicembre). I temi che accomunano questi due capisaldi della letteratura inglese(acquisita) sono ansia, velocità, simultaneità, disintegrazione, ricomposizione, alienazione, urbanizzazione. La società e l’uomo costringono l’artista a prendere coscienza dell’impossibilità di restituire la realtà, percepita nella sua frammentarietà e contemporaneità, attraverso le rappresentazioni che i linguaggi sociali ne offrono. La consapevolezza culturale che ne deriva comporta l’adozione di un metodo mitico, che tuttavia non restituisce che frammenti di un mondo in crisi, immagine della frattura che separa l’io dal dove e dal quando. Neanche la dicotomia femminino-mascolino su cui si è costituita la tradizione occidentale è più sufficiente a puntellare la costruzione del mondo; forse solo nella modernizzata accettazione dell’Uomo per ciò che è da parte della donna si trova un palliativo alla stasi e una speranza di soluzione.

Leproni, R. (2016). 1922: le peregrinazioni di Ulisse nella Terra Desolata. In Milena Gammaitoni (a cura di), Le Arti e La Politica. prospettive sociologiche (pp. 123-140). Padova : CLEUP - Cooperativa Libraria Editrice Università Padova.

1922: le peregrinazioni di Ulisse nella Terra Desolata

Leproni, Raffaella
2016

Abstract

‘And what about Me,’ he asks himself, ‘the intellect of Europe, what is to become of Me?’ (Paul Valèry , The Crisis of the Mind, 1919) Il 1922 è una sorta di Annus Mirabilis: si apre con la pubblicazione di Ulysses di J. Joyce (2 febbraio) e si chiude con quella di The Waste Land di T.S. Eliot (ottobre-dicembre). I temi che accomunano questi due capisaldi della letteratura inglese(acquisita) sono ansia, velocità, simultaneità, disintegrazione, ricomposizione, alienazione, urbanizzazione. La società e l’uomo costringono l’artista a prendere coscienza dell’impossibilità di restituire la realtà, percepita nella sua frammentarietà e contemporaneità, attraverso le rappresentazioni che i linguaggi sociali ne offrono. La consapevolezza culturale che ne deriva comporta l’adozione di un metodo mitico, che tuttavia non restituisce che frammenti di un mondo in crisi, immagine della frattura che separa l’io dal dove e dal quando. Neanche la dicotomia femminino-mascolino su cui si è costituita la tradizione occidentale è più sufficiente a puntellare la costruzione del mondo; forse solo nella modernizzata accettazione dell’Uomo per ciò che è da parte della donna si trova un palliativo alla stasi e una speranza di soluzione.
978 88 6787 522 1
Leproni, R. (2016). 1922: le peregrinazioni di Ulisse nella Terra Desolata. In Milena Gammaitoni (a cura di), Le Arti e La Politica. prospettive sociologiche (pp. 123-140). Padova : CLEUP - Cooperativa Libraria Editrice Università Padova.
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