In the framework of the political and public debate on the much-discussed Italian counter-terrorism legislation (in particular, the so-called “Moro decree”, “Cossiga Law” and “Law on repented”), the paper analyses the little studied position of Italian Socialist Party towards terrorism and the initiatives to combat the subversive phenomenon, between 1978 and 1982. Through the reconstruction of the role played by Italian Socialist Party in the debate on the measures, in the course of kidnapping of Moro and D'Urso, during the referendum to abrogate laws on public order, the analysis highlights the main issues in the discussion of governing bodies, the internal controversies if any and the positions officially adopted in the press and in Parliament. The paper takes into consideration the “gurantist” and libertarian tradition of the party, the role played by Craxi as secretary, as well as the position of Psi in respect to governments (from “national solidarity" to “pentaparty government”) and the relationship with the Communist Party. Indeed the worsening relations between Psi and the Communists offer a key of interpretation in the perspective of the “duel” within the Left. For the research, parliamentary sources have been intertwined with documents of personal and Psi archives and party press.

Nel quadro del dibattito politico e pubblico intorno alla tanto discussa legislazione antiterrorismo (in particolare, il "decreto Moro", la "legge Cossiga" e la "legge sui pentiti"), il saggio analizza la - poco studiata - posizione del Psi nei confronti del terrorismo e soprattutto delle iniziative che vennero intraprese al fine di contrastare il fenomeno eversivo, fra il 1978 e il 1982. Attraverso la ricostruzione del ruolo svolto dal Partito socialista italiano nel dibattito su questi provvedimenti, in particolare nel corso dei sequestri di Moro e D’Urso e in occasione dei referendum abrogativi delle leggi sull’ordine pubblico, sono messi in luce i nodi della discussione interna e le posizioni assunte ufficialmente sulla stampa e in Parlamento dal Psi. Nel saggio vengono presi in considerazione la tradizione garantista e libertaria del partito, il ruolo esercitato da Craxi, così come la collocazione del Psi rispetto ai governi (dalla "solidarietà nazionale" al "pentapartito") e i rapporti con il Pci. Proprio il rapporto con i comunisti - in quegli anni in definitivo logoramento - offre una chiave di lettura nella prospettiva del "duello a sinistra". Per la ricerca si sono intrecciate fonti parlamentari, archivi personali e del Psi e stampa di partito.

Zampieri, C. (2016). Il garantismo del Partito socialista italiano negli anni del terrorismo: un altro capitolo del «duello a sinistra»?. MONDO CONTEMPORANEO(1), 63-98.

Il garantismo del Partito socialista italiano negli anni del terrorismo: un altro capitolo del «duello a sinistra»?

ZAMPIERI, CHIARA
2016

Abstract

Nel quadro del dibattito politico e pubblico intorno alla tanto discussa legislazione antiterrorismo (in particolare, il "decreto Moro", la "legge Cossiga" e la "legge sui pentiti"), il saggio analizza la - poco studiata - posizione del Psi nei confronti del terrorismo e soprattutto delle iniziative che vennero intraprese al fine di contrastare il fenomeno eversivo, fra il 1978 e il 1982. Attraverso la ricostruzione del ruolo svolto dal Partito socialista italiano nel dibattito su questi provvedimenti, in particolare nel corso dei sequestri di Moro e D’Urso e in occasione dei referendum abrogativi delle leggi sull’ordine pubblico, sono messi in luce i nodi della discussione interna e le posizioni assunte ufficialmente sulla stampa e in Parlamento dal Psi. Nel saggio vengono presi in considerazione la tradizione garantista e libertaria del partito, il ruolo esercitato da Craxi, così come la collocazione del Psi rispetto ai governi (dalla "solidarietà nazionale" al "pentapartito") e i rapporti con il Pci. Proprio il rapporto con i comunisti - in quegli anni in definitivo logoramento - offre una chiave di lettura nella prospettiva del "duello a sinistra". Per la ricerca si sono intrecciate fonti parlamentari, archivi personali e del Psi e stampa di partito.
In the framework of the political and public debate on the much-discussed Italian counter-terrorism legislation (in particular, the so-called “Moro decree”, “Cossiga Law” and “Law on repented”), the paper analyses the little studied position of Italian Socialist Party towards terrorism and the initiatives to combat the subversive phenomenon, between 1978 and 1982. Through the reconstruction of the role played by Italian Socialist Party in the debate on the measures, in the course of kidnapping of Moro and D'Urso, during the referendum to abrogate laws on public order, the analysis highlights the main issues in the discussion of governing bodies, the internal controversies if any and the positions officially adopted in the press and in Parliament. The paper takes into consideration the “gurantist” and libertarian tradition of the party, the role played by Craxi as secretary, as well as the position of Psi in respect to governments (from “national solidarity" to “pentaparty government”) and the relationship with the Communist Party. Indeed the worsening relations between Psi and the Communists offer a key of interpretation in the perspective of the “duel” within the Left. For the research, parliamentary sources have been intertwined with documents of personal and Psi archives and party press.
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