The article recovers the exegetical proposal that sees in the dramatised entrance of Dante and Virgil into the city of Dis an allegory of Pride on the basis of mythological references in Inf. IX. It begins by explaining the tόpos of the obduratio cordis, connected with the danger represented by the Gorgon, deriving both from the biblical tradition of the prouds’ petrification, together with the classical one according to which Medusa had been punished by Minerva because of her excessive pride. The article evaluates the allegorical interpretation offered by Fulgentius to Aen. VI, 552-54 – the passage at the basis of the Dantean description of Dis – who sees in it a depiction of Pride. It analyses the mythical references to the Ovidian Metamorphoses (Teseo’s descent to Ade, Niobe’s humiliation, Latona and the mutation of the peasants into frogs) in order to point out a system of references to contexts implicated in the sin of Pride.

L’articolo recupera, sulla base di riferimenti mitologici presenti in Inf. IX, la proposta esegetica che vede sceneggiata nell’ingresso di Dante e Virgilio dentro Dite un’allegoria della superbia. Prende le mosse dalla topica dell’obduratio cordis connessa col pericolo rappresentato dalla minaccia della Gorgone, derivante dalla tradizione biblica dell’impietramento dei superbi congiunta con quella classica secondo cui Medusa sarebbe stata punita da Minerva per un eccesso di superbia. Considera l’interpretazione allegorica data da Fulgenzio ad Aen. VI, 552-54 – luogo alla base della descrizione della Dite dantesca – che vi scorge una rappresentazione della superbia. Analizza i rimandi mitici alle Metamorfosi (la discesa di Teseo nell’Ade, la prostrazione di Niobe, Latona e i contadini tramutati in rane) sempre nell’ottica di un sistema di riferimenti a contesti implicati con il peccato di superbia.

Albi, V. (2015). Una possibile interpretazione di Inf. VIII-IX: i canti infernali della superbia. L'ALIGHIERI, 45 n.s.(Gennaio-Giugno 2015), 133-142.

Una possibile interpretazione di Inf. VIII-IX: i canti infernali della superbia

ALBI, VERONICA
2015-01-01

Abstract

L’articolo recupera, sulla base di riferimenti mitologici presenti in Inf. IX, la proposta esegetica che vede sceneggiata nell’ingresso di Dante e Virgilio dentro Dite un’allegoria della superbia. Prende le mosse dalla topica dell’obduratio cordis connessa col pericolo rappresentato dalla minaccia della Gorgone, derivante dalla tradizione biblica dell’impietramento dei superbi congiunta con quella classica secondo cui Medusa sarebbe stata punita da Minerva per un eccesso di superbia. Considera l’interpretazione allegorica data da Fulgenzio ad Aen. VI, 552-54 – luogo alla base della descrizione della Dite dantesca – che vi scorge una rappresentazione della superbia. Analizza i rimandi mitici alle Metamorfosi (la discesa di Teseo nell’Ade, la prostrazione di Niobe, Latona e i contadini tramutati in rane) sempre nell’ottica di un sistema di riferimenti a contesti implicati con il peccato di superbia.
The article recovers the exegetical proposal that sees in the dramatised entrance of Dante and Virgil into the city of Dis an allegory of Pride on the basis of mythological references in Inf. IX. It begins by explaining the tόpos of the obduratio cordis, connected with the danger represented by the Gorgon, deriving both from the biblical tradition of the prouds’ petrification, together with the classical one according to which Medusa had been punished by Minerva because of her excessive pride. The article evaluates the allegorical interpretation offered by Fulgentius to Aen. VI, 552-54 – the passage at the basis of the Dantean description of Dis – who sees in it a depiction of Pride. It analyses the mythical references to the Ovidian Metamorphoses (Teseo’s descent to Ade, Niobe’s humiliation, Latona and the mutation of the peasants into frogs) in order to point out a system of references to contexts implicated in the sin of Pride.
Albi, V. (2015). Una possibile interpretazione di Inf. VIII-IX: i canti infernali della superbia. L'ALIGHIERI, 45 n.s.(Gennaio-Giugno 2015), 133-142.
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