The conservation of the cubiculum 65, also known as Nicerus’ cubiculum, in the region I of the complex of Santi Pietro e Marcellino by the Via Labicana, has made possible a better understanding and reading of a decorative program, which was discovered already in the beginning of the last century. The main feature of this iconographic complex is the episode of the healing of the bleeding woman, which, reminds of a monument which Eusebius of Caesarea says he saw at Paneas, in front of the healed woman’s own home. This association leads to a number of reflections about the condemnation or approval of religious images among the first Christians.

Il restauro del cubicolo 65, detto di Nicerus, nella regione I del complesso dei Ss. Pietro e Marcellino sulla via Labicana, ha permesso di venire a contatto con un programma decorativo, già noto, dal momento della scoperta avvenuta agli esordi del secolo scorso, ma oggi meglio giudicabile e suscettibile di una organica lettura globale. Il centro di interesse del complesso iconografi co è costituito dall’episodio della guarigione dell’emorroissa, che, in qualche modo, ricorda il monumento che Eusebio di Cesarea dice di aver visto a Paneas, proprio dinanzi all’abitazione della miracolata. Questa suggestione ci accompagna verso una serie di riflessioni, che trovano il motivo di maggiore interesse nella questione, molto dibattuta, tra i primi cristiani, relativa alla condanna o alla giustificazione delle immagini religiose.

Bisconti, F. (2017). L'emorroissa di Nicerus. Vari pensieri dopo i restauri degli affreschi delle catacombe dei Ss. Pietro e Marcellino. RIVISTA DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA, 93, 7-48.

L'emorroissa di Nicerus. Vari pensieri dopo i restauri degli affreschi delle catacombe dei Ss. Pietro e Marcellino.

Bisconti Fabrizio
2017

Abstract

Il restauro del cubicolo 65, detto di Nicerus, nella regione I del complesso dei Ss. Pietro e Marcellino sulla via Labicana, ha permesso di venire a contatto con un programma decorativo, già noto, dal momento della scoperta avvenuta agli esordi del secolo scorso, ma oggi meglio giudicabile e suscettibile di una organica lettura globale. Il centro di interesse del complesso iconografi co è costituito dall’episodio della guarigione dell’emorroissa, che, in qualche modo, ricorda il monumento che Eusebio di Cesarea dice di aver visto a Paneas, proprio dinanzi all’abitazione della miracolata. Questa suggestione ci accompagna verso una serie di riflessioni, che trovano il motivo di maggiore interesse nella questione, molto dibattuta, tra i primi cristiani, relativa alla condanna o alla giustificazione delle immagini religiose.
The conservation of the cubiculum 65, also known as Nicerus’ cubiculum, in the region I of the complex of Santi Pietro e Marcellino by the Via Labicana, has made possible a better understanding and reading of a decorative program, which was discovered already in the beginning of the last century. The main feature of this iconographic complex is the episode of the healing of the bleeding woman, which, reminds of a monument which Eusebius of Caesarea says he saw at Paneas, in front of the healed woman’s own home. This association leads to a number of reflections about the condemnation or approval of religious images among the first Christians.
Bisconti, F. (2017). L'emorroissa di Nicerus. Vari pensieri dopo i restauri degli affreschi delle catacombe dei Ss. Pietro e Marcellino. RIVISTA DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA, 93, 7-48.
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