Il progetto urbano incorpora il tempo, accoglie la possibilità. Nel far ciò, si apre a competenze e mestieri non meno definiti che in passato ma diversamente definiti, in approcci interdisciplinari e interscalari in grado di affrontare le sfide della complessità con un impegnativo lavoro di squadra: sfide alle quali non vi sono risposte univoche ma istruttorie e traiettorie di sperimentazione, pratiche e attività la cui efficacia è sottoposta a misurazioni e valutazioni per sub-obiettivi parziali e intermedi ma tangibili, in sostituzione di obiettivi globali, intergenerazionali ed astratti. Non si può chiedere al progetto urbano un radicamento immediato nel testo urbano interagendo con le forme preesistenti. Gli si deve invece chiedere di mobilitare i nuovi bisogni ed interessi sociali nello scambio dinamico con la cultura degli abitanti. Questo radicamento tra “tempo breve” e “tempo lungo” della città si riferisce alle opportunità di azione latenti che ogni “fatto urbano” offre all’attore sociale attraverso le sue prestazioni formali (conformance) e funzionali (performance), grazie a particolari caratteristiche – affordances - che attivano spontaneamente azioni adeguate ben prima della mediazione valoriale operata dalla cultura. Il concetto di affordance (“presa”) suggerisce l’idea di un invito all’attore sociale e alla città chiamata come soggetto molteplice a forzare la rigidità dello spazio costruito depositandovi nuovi apparati di senso. In ogni caso, la durata, espunta o esorcizzata dal contemporaneo, è il suo convitato di pietra.

Palazzo, A.L. (2018). Città, spazio e tempo. Traiettorie del progetto urbano. ECO WEB TOWN, 17, 52-56.

Città, spazio e tempo. Traiettorie del progetto urbano

Anna Laura Palazzo
2018

Abstract

Il progetto urbano incorpora il tempo, accoglie la possibilità. Nel far ciò, si apre a competenze e mestieri non meno definiti che in passato ma diversamente definiti, in approcci interdisciplinari e interscalari in grado di affrontare le sfide della complessità con un impegnativo lavoro di squadra: sfide alle quali non vi sono risposte univoche ma istruttorie e traiettorie di sperimentazione, pratiche e attività la cui efficacia è sottoposta a misurazioni e valutazioni per sub-obiettivi parziali e intermedi ma tangibili, in sostituzione di obiettivi globali, intergenerazionali ed astratti. Non si può chiedere al progetto urbano un radicamento immediato nel testo urbano interagendo con le forme preesistenti. Gli si deve invece chiedere di mobilitare i nuovi bisogni ed interessi sociali nello scambio dinamico con la cultura degli abitanti. Questo radicamento tra “tempo breve” e “tempo lungo” della città si riferisce alle opportunità di azione latenti che ogni “fatto urbano” offre all’attore sociale attraverso le sue prestazioni formali (conformance) e funzionali (performance), grazie a particolari caratteristiche – affordances - che attivano spontaneamente azioni adeguate ben prima della mediazione valoriale operata dalla cultura. Il concetto di affordance (“presa”) suggerisce l’idea di un invito all’attore sociale e alla città chiamata come soggetto molteplice a forzare la rigidità dello spazio costruito depositandovi nuovi apparati di senso. In ogni caso, la durata, espunta o esorcizzata dal contemporaneo, è il suo convitato di pietra.
Palazzo, A.L. (2018). Città, spazio e tempo. Traiettorie del progetto urbano. ECO WEB TOWN, 17, 52-56.
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