La definizione di incertezza rincorre quella di indeterminatezza. Le sicurezze del passato attraversano la crisi della postmodernità. Il rapporto tra modernità e postmodernità da opposizione diviene sfida alla riconquista dello spessore di senso dell’umano che è in ognuno di noi. Nella modernità la mente umana non incontrava incertezze, trovava il modo di ricondurre ad unità i grandi processi dello spirito e, per riflesso, le grandi formazioni geopolitiche. Era il tempo delle grandi ideologie, delle filosofie, delle religioni fondate, come dice Lyotard, sulle grandi narrazioni e sui grandi imperi o stati nazionali. Era il tempo governato dal pensiero forte, dai grandi orizzonti di senso e dalla vocazione che era credenza profonda in quello che si faceva. La postmodernità è esattamente l’opposto: è il tempo del pensiero debole, è il tempo di un pensiero dai piccoli e molteplici orizzonti, è il tempo della destrutturazione e della frantumazione dei grandi processi spirituali e geopolitici. Le grandi ideologie, le filosofie universali, le religioni granitiche non esistono più. Imperi e Nazioni vacillano in cerca di identità perdute. Come ben aveva intuito Friedrich Hölderlin con il postmoderno inizia il disfacimento teoretico ed empirico di una civiltà. In questa ambivalente epoca di transizione tutto è ridotto in scala ed è virtuale. La specializzazione frantuma i grandi sfondi concettuali. Scompare la “paideia” greca nella sua più alta accezione di cultura generale (Ferracuti, 2008). Eppure l’uomo riemerge sempre e cerca un nuovo modo di vedere la postmodernità che dia speranza superando le illusioni e che sia capace di sprigionare la sua anima umanista.

Chistolini, S. (2019). Il cuore dell’educazione alla cittadinanza e il rinnovamento delle scuole nuove in Europa. LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCUOLA, 51(4), 141-146.

Il cuore dell’educazione alla cittadinanza e il rinnovamento delle scuole nuove in Europa

Sandra Chistolini
2019

Abstract

La definizione di incertezza rincorre quella di indeterminatezza. Le sicurezze del passato attraversano la crisi della postmodernità. Il rapporto tra modernità e postmodernità da opposizione diviene sfida alla riconquista dello spessore di senso dell’umano che è in ognuno di noi. Nella modernità la mente umana non incontrava incertezze, trovava il modo di ricondurre ad unità i grandi processi dello spirito e, per riflesso, le grandi formazioni geopolitiche. Era il tempo delle grandi ideologie, delle filosofie, delle religioni fondate, come dice Lyotard, sulle grandi narrazioni e sui grandi imperi o stati nazionali. Era il tempo governato dal pensiero forte, dai grandi orizzonti di senso e dalla vocazione che era credenza profonda in quello che si faceva. La postmodernità è esattamente l’opposto: è il tempo del pensiero debole, è il tempo di un pensiero dai piccoli e molteplici orizzonti, è il tempo della destrutturazione e della frantumazione dei grandi processi spirituali e geopolitici. Le grandi ideologie, le filosofie universali, le religioni granitiche non esistono più. Imperi e Nazioni vacillano in cerca di identità perdute. Come ben aveva intuito Friedrich Hölderlin con il postmoderno inizia il disfacimento teoretico ed empirico di una civiltà. In questa ambivalente epoca di transizione tutto è ridotto in scala ed è virtuale. La specializzazione frantuma i grandi sfondi concettuali. Scompare la “paideia” greca nella sua più alta accezione di cultura generale (Ferracuti, 2008). Eppure l’uomo riemerge sempre e cerca un nuovo modo di vedere la postmodernità che dia speranza superando le illusioni e che sia capace di sprigionare la sua anima umanista.
Chistolini, S. (2019). Il cuore dell’educazione alla cittadinanza e il rinnovamento delle scuole nuove in Europa. LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCUOLA, 51(4), 141-146.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/360859
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