Ad Andrea Pozzo, pittore, scenografo, maestro di prospettiva, deve essere riconosciuto pienamente il ruolo di architetto nel panorama culturale del barocco. L’artista trentino realizzò le sue opere all’interno della chiesa di Sant’Ignazio a Roma tra il 1685 e il 1694 dove rappresentò Sant’Ignazio protettore degli afflitti nel catino absidale (1685-1688), la Gloria di Sant’Ignazio nella volta della navata centrale (1687-1693) e la finta cupola (1685) in sostituzione di quella progettata e mai realizzata. Nel caso delle opere in esame, Pozzo ha inteso “costruire” un’architettura che, sebbene non esista nella realtà in quanto illusoria, vive nella spazialità dell’architettura fisica della chiesa. La documentazione, che testimonia le diverse e sequenziali fasi realizzative, è stata studiata per ricomporre il percorso progettuale da lui seguito [Salviucci Insolera 2015]. L’obiettivo del contributo è dunque quello di definire e verificare il processo progettuale che Pozzo ha intrapreso per la realizzazione di queste opere. Dalla richiesta della committenza, alla redazione dei primi schizzi, fino alla realizzazione degli elaborati volti alla rappresentazione dell’architettura come è e come appare. Tutto questo si riscontra nel suo lavoro ed è attestato da documenti grafici e testuali per i progetti della cupola e della volta. Infine l’analisi dei rapporti tra i suoi tre progetti per la chiesa di Sant’Ignazio apre a ulteriori interrogativi riguardo l’esistenza di un intento unitario da parte dell’Autore.

Fasolo, M., Mancini, M.F. (2019). I progetti “architettonici” per la chiesa di Sant’Ignazio di Andrea Pozzo. DISEGNO, 4, 79-90 [10.26375/disegno.4.2019.09].

I progetti “architettonici” per la chiesa di Sant’Ignazio di Andrea Pozzo

Matteo Flavio Mancini
2019-01-01

Abstract

Ad Andrea Pozzo, pittore, scenografo, maestro di prospettiva, deve essere riconosciuto pienamente il ruolo di architetto nel panorama culturale del barocco. L’artista trentino realizzò le sue opere all’interno della chiesa di Sant’Ignazio a Roma tra il 1685 e il 1694 dove rappresentò Sant’Ignazio protettore degli afflitti nel catino absidale (1685-1688), la Gloria di Sant’Ignazio nella volta della navata centrale (1687-1693) e la finta cupola (1685) in sostituzione di quella progettata e mai realizzata. Nel caso delle opere in esame, Pozzo ha inteso “costruire” un’architettura che, sebbene non esista nella realtà in quanto illusoria, vive nella spazialità dell’architettura fisica della chiesa. La documentazione, che testimonia le diverse e sequenziali fasi realizzative, è stata studiata per ricomporre il percorso progettuale da lui seguito [Salviucci Insolera 2015]. L’obiettivo del contributo è dunque quello di definire e verificare il processo progettuale che Pozzo ha intrapreso per la realizzazione di queste opere. Dalla richiesta della committenza, alla redazione dei primi schizzi, fino alla realizzazione degli elaborati volti alla rappresentazione dell’architettura come è e come appare. Tutto questo si riscontra nel suo lavoro ed è attestato da documenti grafici e testuali per i progetti della cupola e della volta. Infine l’analisi dei rapporti tra i suoi tre progetti per la chiesa di Sant’Ignazio apre a ulteriori interrogativi riguardo l’esistenza di un intento unitario da parte dell’Autore.
Fasolo, M., Mancini, M.F. (2019). I progetti “architettonici” per la chiesa di Sant’Ignazio di Andrea Pozzo. DISEGNO, 4, 79-90 [10.26375/disegno.4.2019.09].
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