According to a widespread historiographic topos, the English East India Company - the richest, biggest, most powerful and long-lasting of all chartered companies-, was a “democratic” organization. Founded by Queen Elizabeth I on December 31 st 1600, this joint-stock company, originally conceived to import spices and silk from the islands of Southeast Asia, became, during the course of the 18 th century, the main tool of British colonial expansion in the Indian sub-continent, until its liquidation in 1858. In the 17 th  century, though, it still was, essentially, a company of “adventurers” trying to challenge the Portuguese and Dutch merchants in the East-Indies spice race. On the basis of the assumption that to decide by majority means to decide democratically, this essay aims at reconsidering the supposed democracy of the business corporation EIC, by way of the enforcement of the majority principle in modern England. It focuses on three issues: overview of the historiography devoted to the topic; description of the rooting of the principle in England (courts of justice, Parliament and legal-political doctrine, with a particular focus on Locke’s thought); analysis of the development of the voting systems within the EIC in the time-frame 1600-1700. We will see that it was possible to define the EIC as a “democratic” organization, but only at the beginning of its very long history.

econdo un diffuso topos storiografico, la Compagnia inglese delle Indie Orientali - la società più ricca, più grande, più potente e di lunga durata di tutte le società mercantili- era un'organizzazione "democratica". Fondata dalla regina Elisabetta I il 31 dicembre 1600, questa società per azioni, originariamente concepita per importare spezie e seta dalle isole del sud-est asiatico, è diventata, nel corso del 18 ° secolo, lo strumento principale dell'espansione coloniale britannica in India subcontinente, fino alla sua liquidazione nel 1858. Nel diciassettesimo secolo, tuttavia, era essenzialmente una compagnia di "avventurieri" che cercavano di sfidare i mercanti portoghesi e olandesi nella corsa alle spezie delle Indie orientali. Sulla base del presupposto che decidere a maggioranza significhi decidere democraticamente, questo saggio mira a riconsiderare la presunta democrazia della società per azioni EIC, mediante l'applicazione del principio di maggioranza nella moderna Inghilterra. Si concentra su tre temi: panoramica della storiografia dedicata all'argomento; descrizione del radicamento del principio in Inghilterra (tribunali, Parlamento e dottrina politico-legale, con particolare attenzione al pensiero di Locke); analisi dello sviluppo dei sistemi di voto all'interno dell'EIC nel periodo 1600-1700. Vedremo che era possibile definire l'EIC come un'organizzazione "democratica", ma solo all'inizio della sua lunghissima storia.

Gialdroni, S. (2020). Was the East india Company a "democratic" organization? Majority principle and power relations in 17th century England. ROMA TRE LAW REVIEW, 1, 37-54.

Was the East india Company a "democratic" organization? Majority principle and power relations in 17th century England

Stefania Gialdroni
2020

Abstract

econdo un diffuso topos storiografico, la Compagnia inglese delle Indie Orientali - la società più ricca, più grande, più potente e di lunga durata di tutte le società mercantili- era un'organizzazione "democratica". Fondata dalla regina Elisabetta I il 31 dicembre 1600, questa società per azioni, originariamente concepita per importare spezie e seta dalle isole del sud-est asiatico, è diventata, nel corso del 18 ° secolo, lo strumento principale dell'espansione coloniale britannica in India subcontinente, fino alla sua liquidazione nel 1858. Nel diciassettesimo secolo, tuttavia, era essenzialmente una compagnia di "avventurieri" che cercavano di sfidare i mercanti portoghesi e olandesi nella corsa alle spezie delle Indie orientali. Sulla base del presupposto che decidere a maggioranza significhi decidere democraticamente, questo saggio mira a riconsiderare la presunta democrazia della società per azioni EIC, mediante l'applicazione del principio di maggioranza nella moderna Inghilterra. Si concentra su tre temi: panoramica della storiografia dedicata all'argomento; descrizione del radicamento del principio in Inghilterra (tribunali, Parlamento e dottrina politico-legale, con particolare attenzione al pensiero di Locke); analisi dello sviluppo dei sistemi di voto all'interno dell'EIC nel periodo 1600-1700. Vedremo che era possibile definire l'EIC come un'organizzazione "democratica", ma solo all'inizio della sua lunghissima storia.
According to a widespread historiographic topos, the English East India Company - the richest, biggest, most powerful and long-lasting of all chartered companies-, was a “democratic” organization. Founded by Queen Elizabeth I on December 31 st 1600, this joint-stock company, originally conceived to import spices and silk from the islands of Southeast Asia, became, during the course of the 18 th century, the main tool of British colonial expansion in the Indian sub-continent, until its liquidation in 1858. In the 17 th  century, though, it still was, essentially, a company of “adventurers” trying to challenge the Portuguese and Dutch merchants in the East-Indies spice race. On the basis of the assumption that to decide by majority means to decide democratically, this essay aims at reconsidering the supposed democracy of the business corporation EIC, by way of the enforcement of the majority principle in modern England. It focuses on three issues: overview of the historiography devoted to the topic; description of the rooting of the principle in England (courts of justice, Parliament and legal-political doctrine, with a particular focus on Locke’s thought); analysis of the development of the voting systems within the EIC in the time-frame 1600-1700. We will see that it was possible to define the EIC as a “democratic” organization, but only at the beginning of its very long history.
Gialdroni, S. (2020). Was the East india Company a "democratic" organization? Majority principle and power relations in 17th century England. ROMA TRE LAW REVIEW, 1, 37-54.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/365868
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