«Voglio la Roma attuale con il suo modernismo urlante in mezzo alle sue antichità, con il suo popolino e la sua borghesia». Così scrisse Émile Zola nel suo “Mes Voyages”, diario che tenne durante il suo soggiorno a Roma, città diventata Capitale del Regno d’Italia nel 1871, ventitré anni prima del viaggio dello scrittore francese. In pochi anni la Roma millenaria dei Papi, da borgo di campagna si trasformò in moderna Capitale internazionale, borghese e laica. Nasceva infatti un vero e proprio sentimento anticlericale, condiviso da gran parte degli intellettuali e da uomini politici come Giuseppe Mazzini e Francesco Crispi. Roma doveva diventare una città borghese come lo erano le altre Capitali europee. E anche il popolo doveva cambiare le sue abitudini. A Parigi, i cittadini passeggiavano lungo gli ampi boulevards e passavano il loro tempo nei passages couvertes, gallerie al chiuso dove potevano trovare ristoranti, negozi e caffè. A Roma invece, i ricchi borghesi si isolavano nelle loro ville suburbane, passeggiando e cavalcando nelle campagne circostanti. Ma i tempi stavano cambiando e con essi anche la città, che non solo doveva conformare il suo aspetto urbano alle città europee, ma anche adottare usi che erano estranei alle tradizioni del popolo romano, così radicate e così difficili da abbandonare. Il processo fu lento e faticoso.

Maria, A., Beatrice, C., Chiara, M., Andrea, R., Camassa, A. (2018). I progetti per la sistemazione di Piazza Colonna attraverso la cronaca del tempo. URBANISTICATRE, 1, 53-58.

I progetti per la sistemazione di Piazza Colonna attraverso la cronaca del tempo

Camassa Antonio
2018-01-01

Abstract

«Voglio la Roma attuale con il suo modernismo urlante in mezzo alle sue antichità, con il suo popolino e la sua borghesia». Così scrisse Émile Zola nel suo “Mes Voyages”, diario che tenne durante il suo soggiorno a Roma, città diventata Capitale del Regno d’Italia nel 1871, ventitré anni prima del viaggio dello scrittore francese. In pochi anni la Roma millenaria dei Papi, da borgo di campagna si trasformò in moderna Capitale internazionale, borghese e laica. Nasceva infatti un vero e proprio sentimento anticlericale, condiviso da gran parte degli intellettuali e da uomini politici come Giuseppe Mazzini e Francesco Crispi. Roma doveva diventare una città borghese come lo erano le altre Capitali europee. E anche il popolo doveva cambiare le sue abitudini. A Parigi, i cittadini passeggiavano lungo gli ampi boulevards e passavano il loro tempo nei passages couvertes, gallerie al chiuso dove potevano trovare ristoranti, negozi e caffè. A Roma invece, i ricchi borghesi si isolavano nelle loro ville suburbane, passeggiando e cavalcando nelle campagne circostanti. Ma i tempi stavano cambiando e con essi anche la città, che non solo doveva conformare il suo aspetto urbano alle città europee, ma anche adottare usi che erano estranei alle tradizioni del popolo romano, così radicate e così difficili da abbandonare. Il processo fu lento e faticoso.
Maria, A., Beatrice, C., Chiara, M., Andrea, R., Camassa, A. (2018). I progetti per la sistemazione di Piazza Colonna attraverso la cronaca del tempo. URBANISTICATRE, 1, 53-58.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/373046
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