The terms "fairytale" and " fabulous" can be associated with Calvino's work since its beginnings and the aspect that more than any other brings him closer to the fairytale is to have as a task of his own narration/narration, humanity, personal identity: many fairytales in fact have as protagonist a young man, or even a child, and from a child, that is from Pin, the protagonist of "Il sentiero dei nidi di ragno, will start the whole Calvino's tales. Moreover, the writer highlights the educational specificity of the fairy tale, which cannot be found in its content, or rather, not only, but especially in the mere fact of hearing and telling them. The fairy tale is perhaps the genre that remains dominant, even within the different genres traversed by Calvino: it arouses his interest both for the correspondence with his fantastic streak that appears evident from "Il sentiero dei nidi di ragno", and for the studies of structuralists, Propp and Greimas in particular. The article thus aims to reread the Calvino's figure through these two components, fairytale on the one hand and structuralism on the other, trying to highlight how the immersion in the territories of the fairytale, with the publication of Italian Fairytales, have somehow "contaminated" his subsequent writing, feeding that fantastic vein that has always characterized her, up to those works more markedly linked to the adherence to structuralism and semiology.

I termini “fiaba” e “fiabesco” sono associabili all’opera di Calvino fin dai suoi inizi e l’aspetto che più di ogni altro lo avvicina alla fiaba è quello di avere come compito del proprio narrare/narrarsi, l’umanità, l’identità personale: molte fiabe infatti hanno come protagonista un giovane, o addirittura un bambino e proprio da un bambino, dal Pin del Sentiero, partirà l’intera narrazione calviniaia. Della fiaba, inoltre, lo scrittore evidenzia la specificità educativa, non rintracciabile nel contenuto, o meglio, non soltanto, ma soprattutto nel solo fatto di sentirle raccontare e di raccontarle. La fiaba è forse il genere che resta dominante, anche all’interno dei diversi generi attraversati da Calvino: essa suscita il suo interesse sia per la rispondenza con la sua vena fantastica che appare evidente fin dal Sentiero, sia per gli studi degli strutturalisti, Propp e Greimas in particolare. L’articolo intende così rileggere la figura di Calvino attraverso queste due componenti, fiabesco da un lato e strutturalismo dall’altro, provando a evidenziare come l’immersione nei territori del fiabesco, con la pubblicazione delle Fiabe italiane, abbiano in qualche modo “contaminato” la sua scrittura successiva, alimentando quella vena fantastica che l’ha sempre caratterizzata, fino a quelle opere più marcatamente legate all’adesione allo strutturalismo e alla semiologia.

Barsotti, S. (2020). Calvino interprete della fiaba e rappresentante dello strutturalismo. STUDI SULLA FORMAZIONE, 23(1), 111-121 [10.13128/ssf-11116].

Calvino interprete della fiaba e rappresentante dello strutturalismo

S. Barsotti
2020

Abstract

I termini “fiaba” e “fiabesco” sono associabili all’opera di Calvino fin dai suoi inizi e l’aspetto che più di ogni altro lo avvicina alla fiaba è quello di avere come compito del proprio narrare/narrarsi, l’umanità, l’identità personale: molte fiabe infatti hanno come protagonista un giovane, o addirittura un bambino e proprio da un bambino, dal Pin del Sentiero, partirà l’intera narrazione calviniaia. Della fiaba, inoltre, lo scrittore evidenzia la specificità educativa, non rintracciabile nel contenuto, o meglio, non soltanto, ma soprattutto nel solo fatto di sentirle raccontare e di raccontarle. La fiaba è forse il genere che resta dominante, anche all’interno dei diversi generi attraversati da Calvino: essa suscita il suo interesse sia per la rispondenza con la sua vena fantastica che appare evidente fin dal Sentiero, sia per gli studi degli strutturalisti, Propp e Greimas in particolare. L’articolo intende così rileggere la figura di Calvino attraverso queste due componenti, fiabesco da un lato e strutturalismo dall’altro, provando a evidenziare come l’immersione nei territori del fiabesco, con la pubblicazione delle Fiabe italiane, abbiano in qualche modo “contaminato” la sua scrittura successiva, alimentando quella vena fantastica che l’ha sempre caratterizzata, fino a quelle opere più marcatamente legate all’adesione allo strutturalismo e alla semiologia.
The terms "fairytale" and " fabulous" can be associated with Calvino's work since its beginnings and the aspect that more than any other brings him closer to the fairytale is to have as a task of his own narration/narration, humanity, personal identity: many fairytales in fact have as protagonist a young man, or even a child, and from a child, that is from Pin, the protagonist of "Il sentiero dei nidi di ragno, will start the whole Calvino's tales. Moreover, the writer highlights the educational specificity of the fairy tale, which cannot be found in its content, or rather, not only, but especially in the mere fact of hearing and telling them. The fairy tale is perhaps the genre that remains dominant, even within the different genres traversed by Calvino: it arouses his interest both for the correspondence with his fantastic streak that appears evident from "Il sentiero dei nidi di ragno", and for the studies of structuralists, Propp and Greimas in particular. The article thus aims to reread the Calvino's figure through these two components, fairytale on the one hand and structuralism on the other, trying to highlight how the immersion in the territories of the fairytale, with the publication of Italian Fairytales, have somehow "contaminated" his subsequent writing, feeding that fantastic vein that has always characterized her, up to those works more markedly linked to the adherence to structuralism and semiology.
Barsotti, S. (2020). Calvino interprete della fiaba e rappresentante dello strutturalismo. STUDI SULLA FORMAZIONE, 23(1), 111-121 [10.13128/ssf-11116].
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/373238
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