Starting from 2008 the real estate crisis changed the approach to the development and transformation of urban areas more than many urban planning tools, effectively regulating the development and transformation of urban areas. In the new scenario, the role of the State and public institutions for driving the transformation of cities has gradually decreased, also due to the inefficiency related to the pachydermic and oxidized bureaucracy. Nowadays, urban regeneration – the transformation of existing real estate assets – is the new channel of intervention that is usually delegate to private initiatives: recovery of past industrial areas, railway stations and tracks, and existing (also historical) buildings. Talking about urban regeneration means shifting the focus on issues such as that of smart cities, favouring the existing urban fabric and, even more so, the historical city It also means taking care of the immense heritage of small historic centres, which must necessarily become an engine for rebalancing the territory and economic development, albeit “slow”. Based on an economic-urban combined analysis, this document illustrates the opportunities that urban regeneration can (and should) have on the housing market and society and which must be then the (good mechanisms) government by public institutions that are in charge of governing the territory, to achieve a reasonable balance between collective interest and private interest (without demonizing the income). Against the policy of unsustainable growth of new real estate development!

Dal 2008 la crisi immobiliare si è rivelata essere ben più incisiva di molti strumenti urbanistici, regolando di fatto lo sviluppo e la trasformazione delle aree urbane. In tale contesto, il ruolo dello Stato e delle pubbliche istituzioni come motore di trasformazione si è progressivamente ridotto, complice anche la pachidermica e ossidata macchina burocratica. In questo scenario, la rigenerazione urbana – la trasformazione della città esistente – si sta sempre più affermando come scenario privilegiato di intervento, quasi sempre demandato all’iniziativa degli operatori privati: aree ex industriali o ex ferroviarie fino ai sempre più frequenti interventi sul patrimonio edificato esistente, anche storico. Parlare di rigenerazione urbana vuol dire allora spostare l’obiettivo su temi come quello delle smart cities, privilegiando la città esistente e, a maggior ragione, la città storica. Ma anche quell’immenso patrimonio di piccoli centri storici, che deve per forza di cose trasformarsi in motore di riequilibrio del territorio e di sviluppo economico, anche se pur lento. Sulla base di un’analisi combinata economico-urbanistica, questo documento vuole evidenziare le opportunità che la rigenerazione urbana può (e deve) avere sul mercato immobiliare e sulla società e quali devono essere allora i meccanismi di (buon) governo da parte delle istituzioni pubbliche preposte al governo del territorio per raggiungere un ragionevole equilibrio tra interesse collettivo e interesse privato (senza demonizzare la rendita). Contro l’insostenibile (anti) cultura del nuovo!

Cerasoli, M., Mattarocci, G. (2020). La rendita come strumento di rilancio del riuso intelligente (e contro l'insostenibile cultura del nuovo) | The land rent as a tool for reuse of existing real estate (against the policy of unsustainable growth of “new” real estate development). VALORI E VALUTAZIONI(27), 101-110 [10.48264/VVSIEV-20202710].

La rendita come strumento di rilancio del riuso intelligente (e contro l'insostenibile cultura del nuovo) | The land rent as a tool for reuse of existing real estate (against the policy of unsustainable growth of “new” real estate development)

mario cerasoli;gianluca mattarocci
2020-01-01

Abstract

Dal 2008 la crisi immobiliare si è rivelata essere ben più incisiva di molti strumenti urbanistici, regolando di fatto lo sviluppo e la trasformazione delle aree urbane. In tale contesto, il ruolo dello Stato e delle pubbliche istituzioni come motore di trasformazione si è progressivamente ridotto, complice anche la pachidermica e ossidata macchina burocratica. In questo scenario, la rigenerazione urbana – la trasformazione della città esistente – si sta sempre più affermando come scenario privilegiato di intervento, quasi sempre demandato all’iniziativa degli operatori privati: aree ex industriali o ex ferroviarie fino ai sempre più frequenti interventi sul patrimonio edificato esistente, anche storico. Parlare di rigenerazione urbana vuol dire allora spostare l’obiettivo su temi come quello delle smart cities, privilegiando la città esistente e, a maggior ragione, la città storica. Ma anche quell’immenso patrimonio di piccoli centri storici, che deve per forza di cose trasformarsi in motore di riequilibrio del territorio e di sviluppo economico, anche se pur lento. Sulla base di un’analisi combinata economico-urbanistica, questo documento vuole evidenziare le opportunità che la rigenerazione urbana può (e deve) avere sul mercato immobiliare e sulla società e quali devono essere allora i meccanismi di (buon) governo da parte delle istituzioni pubbliche preposte al governo del territorio per raggiungere un ragionevole equilibrio tra interesse collettivo e interesse privato (senza demonizzare la rendita). Contro l’insostenibile (anti) cultura del nuovo!
Starting from 2008 the real estate crisis changed the approach to the development and transformation of urban areas more than many urban planning tools, effectively regulating the development and transformation of urban areas. In the new scenario, the role of the State and public institutions for driving the transformation of cities has gradually decreased, also due to the inefficiency related to the pachydermic and oxidized bureaucracy. Nowadays, urban regeneration – the transformation of existing real estate assets – is the new channel of intervention that is usually delegate to private initiatives: recovery of past industrial areas, railway stations and tracks, and existing (also historical) buildings. Talking about urban regeneration means shifting the focus on issues such as that of smart cities, favouring the existing urban fabric and, even more so, the historical city It also means taking care of the immense heritage of small historic centres, which must necessarily become an engine for rebalancing the territory and economic development, albeit “slow”. Based on an economic-urban combined analysis, this document illustrates the opportunities that urban regeneration can (and should) have on the housing market and society and which must be then the (good mechanisms) government by public institutions that are in charge of governing the territory, to achieve a reasonable balance between collective interest and private interest (without demonizing the income). Against the policy of unsustainable growth of new real estate development!
Cerasoli, M., Mattarocci, G. (2020). La rendita come strumento di rilancio del riuso intelligente (e contro l'insostenibile cultura del nuovo) | The land rent as a tool for reuse of existing real estate (against the policy of unsustainable growth of “new” real estate development). VALORI E VALUTAZIONI(27), 101-110 [10.48264/VVSIEV-20202710].
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