A study of the work of Jean-Paul Sartre and of its relevance for contemporary sociology. Following the studies of existential sociology, this work wants to use the category of the practical-inert to analyze the construction of reality. Practico-inert is a notion coined by Sartre in the Critique of Dialectical Reason (1960), outlined the unit of practical activities and material structures. This paper uses this perspective to analyze institutional life, bureaucracies, theoretical construction and rationality in the human sciences. Focusing the analysis in a comparison with Max Weber's perspective.

Nella realtà umana ogni oggetto porta con sé un senso, un significato e una collocazione valoriale. Nel processo di integrazione sociale l’individuo si misura con una serie di norme, costrizioni, indicazione e avvertenze che anticipano l’agire e si dispongono come percorsi fruibili. Il reale, in quanto totalità indifferenziata di elementi disaggregati, dovrà essere accolto e simultaneamente ricomposto e reificato in una unità di senso che darà legittimità a tutta la costruzione che chiamiamo realtà. Nel compiere i primi passi del processo di socializzazione ci ritroviamo immersi in un mondo dove le cose sono già materia umana, cose impregnate di senso. Le istituzioni, incaricate di guidare gli individui verso la “civiltà”, ci istruiscono, ci insegnano come procedere, ci educano e trasmettono una cultura. Non solo la materia umana ha un senso, scopriamo che perfino la natura non è poi così “naturale”, è vero che è disponibile come tutta la materia e si offre nella sua passività all’agire umano, ma è una natura ricreata, inevitabilmente trasformata in oggetto di senso. Si fa bosco, macchia, coltivazione, prato, torrente, vulcano, cielo, mare che anche se rimane natura è già cultura, la troviamo separata e poi inserita all’interno di un ordine di significati e valori, superata e conservata in un ordine umano di senso.

Tognonato, C.A. (2020). "L'agire inerte delle costruzioni sociali". SOCIOLOGIA(Anno LIV n. 3), 112-119.

"L'agire inerte delle costruzioni sociali"

Claudio Tognonato
2020-01-01

Abstract

Nella realtà umana ogni oggetto porta con sé un senso, un significato e una collocazione valoriale. Nel processo di integrazione sociale l’individuo si misura con una serie di norme, costrizioni, indicazione e avvertenze che anticipano l’agire e si dispongono come percorsi fruibili. Il reale, in quanto totalità indifferenziata di elementi disaggregati, dovrà essere accolto e simultaneamente ricomposto e reificato in una unità di senso che darà legittimità a tutta la costruzione che chiamiamo realtà. Nel compiere i primi passi del processo di socializzazione ci ritroviamo immersi in un mondo dove le cose sono già materia umana, cose impregnate di senso. Le istituzioni, incaricate di guidare gli individui verso la “civiltà”, ci istruiscono, ci insegnano come procedere, ci educano e trasmettono una cultura. Non solo la materia umana ha un senso, scopriamo che perfino la natura non è poi così “naturale”, è vero che è disponibile come tutta la materia e si offre nella sua passività all’agire umano, ma è una natura ricreata, inevitabilmente trasformata in oggetto di senso. Si fa bosco, macchia, coltivazione, prato, torrente, vulcano, cielo, mare che anche se rimane natura è già cultura, la troviamo separata e poi inserita all’interno di un ordine di significati e valori, superata e conservata in un ordine umano di senso.
A study of the work of Jean-Paul Sartre and of its relevance for contemporary sociology. Following the studies of existential sociology, this work wants to use the category of the practical-inert to analyze the construction of reality. Practico-inert is a notion coined by Sartre in the Critique of Dialectical Reason (1960), outlined the unit of practical activities and material structures. This paper uses this perspective to analyze institutional life, bureaucracies, theoretical construction and rationality in the human sciences. Focusing the analysis in a comparison with Max Weber's perspective.
Tognonato, C.A. (2020). "L'agire inerte delle costruzioni sociali". SOCIOLOGIA(Anno LIV n. 3), 112-119.
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