The article deals with the interpretation of the public service exception to the free movement of workers provided for by Art. 48(4) of Treaty on the Functioning of European Union. It remarks the restrictive and functional approach adopted by the European Court of Justice and the consequent interpretation of “powers conferred by public law” as limited to the powers which express the (residual) national sovereignty. In the conclusions, the formation of a “European public administration” is linked to the strengthening of European citizenship as the fundamental status of nationals of the Member States.

L’articolo ha ad oggetto il tema dell’accesso dei cittadini europei agli impieghi nelle Pubbliche Amministrazioni, alla luce del principio della libera circolazione dei lavoratori. L’Autore mette in evidenza l’interpretazione restrittiva e funzionale, consolidatasi nella giurisprudenza europea, della nozione di Pubblica Amministrazione, quale presupposto per la deroga alla libertà di circolazione, notando come essa comporti un’accezione del concetto di “pubblici poteri” più ristretta di quella generalmente accolta nel contesto giuridico nazionale e riconducibile alle funzioni più strettamente connesse alla (residua) sovranità statale. Nelle conclusioni, l’Autore evidenzia il collegamento tra la formazione di una “Pubblica Amministrazione europea” e il consolidamento della cittadinanza europea quale status fondamentale dei cittadini dell’Unione.

Palazzo, D. (2017). L’accesso al pubblico impiego nell’ottica della libertà di circolazione dei lavoratori. DIRITTO AMMINISTRATIVO.

L’accesso al pubblico impiego nell’ottica della libertà di circolazione dei lavoratori

Davide Palazzo
2017-01-01

Abstract

L’articolo ha ad oggetto il tema dell’accesso dei cittadini europei agli impieghi nelle Pubbliche Amministrazioni, alla luce del principio della libera circolazione dei lavoratori. L’Autore mette in evidenza l’interpretazione restrittiva e funzionale, consolidatasi nella giurisprudenza europea, della nozione di Pubblica Amministrazione, quale presupposto per la deroga alla libertà di circolazione, notando come essa comporti un’accezione del concetto di “pubblici poteri” più ristretta di quella generalmente accolta nel contesto giuridico nazionale e riconducibile alle funzioni più strettamente connesse alla (residua) sovranità statale. Nelle conclusioni, l’Autore evidenzia il collegamento tra la formazione di una “Pubblica Amministrazione europea” e il consolidamento della cittadinanza europea quale status fondamentale dei cittadini dell’Unione.
The article deals with the interpretation of the public service exception to the free movement of workers provided for by Art. 48(4) of Treaty on the Functioning of European Union. It remarks the restrictive and functional approach adopted by the European Court of Justice and the consequent interpretation of “powers conferred by public law” as limited to the powers which express the (residual) national sovereignty. In the conclusions, the formation of a “European public administration” is linked to the strengthening of European citizenship as the fundamental status of nationals of the Member States.
Palazzo, D. (2017). L’accesso al pubblico impiego nell’ottica della libertà di circolazione dei lavoratori. DIRITTO AMMINISTRATIVO.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/374993
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