Sulla base dell'antologia composta da Luciano Caruso dei manifesti del Futurismo - indicizzati nel progetto promosso dall'Accademia della Crusca e dalla Fondazione Memofonte onlus - è stato possibile osservare nelle arti visive l'evoluzione del linguaggio verbale e la riflessione teorica, in seno al più vasto campo d'azione dell'estetica futurista. Nel periodo di tempo che corre dal 1910 al 1934, nei tredici manifesti selezionati, dal Manifesto dei pittori futuristi al Manifesto tecnico dell'aeropittura futurista, si possono registrare riprese, coincidenze e collisioni lessicali, non solo interne ai manifesti stessi, ma anche in comparazione con alcune pubblicazioni coeve. Altro aspetto che si evince dall'osservazione dei testi dei diversi autori è la loro reciproca interrelazione che si innerva sulle creazioni poetiche e letterarie di Marinetti. E' possibile portare alla luce le linee di continuità e discontinuità lessicali che si irradiano lungo i manifesti, inquadrando il loro evolversi mediante quattro principali periodi che dalla fondazione, attraverso una fase di transizione, giungono a due momenti di rifondazione della teoresi artistica futurista. Dai primi manifesti degli anni Dieci all'aeropittura degli anni Trenta, Marinetti e gli artisti futuristi, autoproclamatisi "i primitivi di una nuova sensibilità", hanno progressivamente elaborato un lessico tipicamente futurista.

Caglioti, F., Lupoli, R., Coi, T., Rusconi, P., Rinaldi, S., Zaccariotto, G., et al. (2018). Arte futurista 1910-1934. Coincidenza e collisioni lessicali nei manifesti dei "primitivi di una nuova sensibilità". STUDI DI MEMOFONTE(20), 197-267.

Arte futurista 1910-1934. Coincidenza e collisioni lessicali nei manifesti dei "primitivi di una nuova sensibilità".

Giovanni Rubino;
2018-01-01

Abstract

Sulla base dell'antologia composta da Luciano Caruso dei manifesti del Futurismo - indicizzati nel progetto promosso dall'Accademia della Crusca e dalla Fondazione Memofonte onlus - è stato possibile osservare nelle arti visive l'evoluzione del linguaggio verbale e la riflessione teorica, in seno al più vasto campo d'azione dell'estetica futurista. Nel periodo di tempo che corre dal 1910 al 1934, nei tredici manifesti selezionati, dal Manifesto dei pittori futuristi al Manifesto tecnico dell'aeropittura futurista, si possono registrare riprese, coincidenze e collisioni lessicali, non solo interne ai manifesti stessi, ma anche in comparazione con alcune pubblicazioni coeve. Altro aspetto che si evince dall'osservazione dei testi dei diversi autori è la loro reciproca interrelazione che si innerva sulle creazioni poetiche e letterarie di Marinetti. E' possibile portare alla luce le linee di continuità e discontinuità lessicali che si irradiano lungo i manifesti, inquadrando il loro evolversi mediante quattro principali periodi che dalla fondazione, attraverso una fase di transizione, giungono a due momenti di rifondazione della teoresi artistica futurista. Dai primi manifesti degli anni Dieci all'aeropittura degli anni Trenta, Marinetti e gli artisti futuristi, autoproclamatisi "i primitivi di una nuova sensibilità", hanno progressivamente elaborato un lessico tipicamente futurista.
Caglioti, F., Lupoli, R., Coi, T., Rusconi, P., Rinaldi, S., Zaccariotto, G., et al. (2018). Arte futurista 1910-1934. Coincidenza e collisioni lessicali nei manifesti dei "primitivi di una nuova sensibilità". STUDI DI MEMOFONTE(20), 197-267.
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