I recenti studi in ambito storiografico tendono sempre più ad avvallare la tesi che Nove tendencije sia stato un movimento coeso e senza apparenti contrasti interni. A tale approccio è opportuno, invece, opporre un punto di vista diverso, che consideri la storia del movimento, o presunto tale, come il prodotto di un sistema di relazioni i cui interlocutori privilegiati sono stati la Francia, la Germania e non ultima l’Italia. Nello specifico caso qui studiato, per l’asse tra Italia e Croazia, i ruoli principali spettarono sia agli artisti sia ai critici d’arte che in tale periodo ebbero parte attiva nel promuovere le nuove tendenze. Tra gli artisti vi furono i gruppi N di Padova (Biasi, Chiggio, Costa, Landi, Massironi) e T di Milano (Anceschi, Boriani, Colombo, Devecchi, Varisco); inoltre Enzo Mari, Piero Dorazio e i croati Vjenceslav Richter (1917-2003) e Ivan Picelj (1924-2011). I principali critici d’arte interessati da tale fenomeno furono Umbro Apollonio e Matko Meštrović. Attraverso le loro corrispondenze conservate presso archivi italiani e croati, questa ricerca intende documentare le vie attraverso cui l’arte programmata italiana ebbe un posto privilegiato a Zagabria così come nella ex Jugoslavia.

Barocchi, P., Caglioti, F., Fergonzi, F., Levi, D., Maraschio, N., Occhipinti, C., et al. (2012). SVILUPPI DELL’ARTE PROGRAMMATA ITALIANA IN JUGOSLAVIA DAL 1961 AL 1964. STUDI DI MEMOFONTE(9), 65-90.

SVILUPPI DELL’ARTE PROGRAMMATA ITALIANA IN JUGOSLAVIA DAL 1961 AL 1964

Flavio Fergonzi;Giovanni Rubino;Elisa Francesconi;
2012-01-01

Abstract

I recenti studi in ambito storiografico tendono sempre più ad avvallare la tesi che Nove tendencije sia stato un movimento coeso e senza apparenti contrasti interni. A tale approccio è opportuno, invece, opporre un punto di vista diverso, che consideri la storia del movimento, o presunto tale, come il prodotto di un sistema di relazioni i cui interlocutori privilegiati sono stati la Francia, la Germania e non ultima l’Italia. Nello specifico caso qui studiato, per l’asse tra Italia e Croazia, i ruoli principali spettarono sia agli artisti sia ai critici d’arte che in tale periodo ebbero parte attiva nel promuovere le nuove tendenze. Tra gli artisti vi furono i gruppi N di Padova (Biasi, Chiggio, Costa, Landi, Massironi) e T di Milano (Anceschi, Boriani, Colombo, Devecchi, Varisco); inoltre Enzo Mari, Piero Dorazio e i croati Vjenceslav Richter (1917-2003) e Ivan Picelj (1924-2011). I principali critici d’arte interessati da tale fenomeno furono Umbro Apollonio e Matko Meštrović. Attraverso le loro corrispondenze conservate presso archivi italiani e croati, questa ricerca intende documentare le vie attraverso cui l’arte programmata italiana ebbe un posto privilegiato a Zagabria così come nella ex Jugoslavia.
Barocchi, P., Caglioti, F., Fergonzi, F., Levi, D., Maraschio, N., Occhipinti, C., et al. (2012). SVILUPPI DELL’ARTE PROGRAMMATA ITALIANA IN JUGOSLAVIA DAL 1961 AL 1964. STUDI DI MEMOFONTE(9), 65-90.
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