After the epoch-making reform promoted by Teresa of Avila between 1562 and 1582, the Discalced Carmelites landed in Italy in 1584, to gradually gain physical and 'political' importance in the papal capital, where they settled from 1597. Eight settlements, both male and female, were founded in Rome during the 17th century by the reformed Carmelites. Three monasteries (S. Maria della Scala, S. Egidio, Regina Coeli), as well as a guest house for “Convertite”, which later evolved into the monastery of Penitenza, were located in the Trastevere area, giving shape to an exemplary “Carmelite citadel”. The new religious polarities, linked to devotional areas of growing attractiveness in Baroque Rome, drew on the layout of the Counter-Reformation city areas of influence, pilgrimage routes, ceremonial theatres, often emphasised by reliquary recoveries, ephemeral apparatuses and public celebrations, such as those for the Teresian canonisation of 1622. In the first decades of the seventeenth century, the main Carmelite settlements were located along Via della Lungara, a strategic connection between Trastevere and the Vatican, and Via Pia, the "royal" artery of Baroque Rome, helping to define the physical, ideal and spiritual trajectories that would have lasting effects on urban renewal in the decades to come.

Dopo l’epocale riforma promossa da Teresa d’Avila tra 1562 e 1582, i Carmelitani Scalzi, nel quadro di una vivace irradiazione missionaria, approdano in Italia nel 1584, per conquistare progressivo rilievo fisico e ‘politico’ nella capitale pontificia, dove si stabiliscono dal 1597. Otto insediamenti, sia maschili che femminili, vengono fondati a Roma lungo il XVII secolo dai Carmelitani riformati. Tre monasteri (S. Maria della Scala, S. Egidio, Regina Coeli), oltre a una casa per “le Convertite”, poi evoluta nel monastero della Penitenza, trovano collocazione nell’area di Trastevere, dando forma ad una esemplare “cittadella carmelitana”. Le nuove polarità religiose, collegate ad ambiti devozionali di crescente attrattività nella Roma barocca, disegnano sul tracciato della città controriformata aree di influenza, percorsi di pellegrinaggio, teatri cerimoniali, spesso enfatizzati da recuperi reliquiari, apparati effimeri e pubbliche celebrazioni, come quelle per la canonizzazione teresiana del 1622. Nei primi decenni del Seicento, i principali insediamenti carmelitani si attestano lungo via della Lungara, strategica connessione tra Trastevere e il Vaticano, e la via Pia, arteria “regale” di Roma barocca, contribuendo a definire quelle traiettorie fisiche, ideali e spirituali che avrebbero manifestato duraturi effetti sul rinnovamento urbano nei decenni a venire.

Sturm, S. (2021). La Civitas Sancta carmelitana. Fondazioni conventuali e ridisegno urbano nella Roma del primo Seicento, in Dominio del sacro. IN BO, 12(n. 16), 78-93 [10.6092/issn.2036-1602/13215].

La Civitas Sancta carmelitana. Fondazioni conventuali e ridisegno urbano nella Roma del primo Seicento, in Dominio del sacro

Saverio Sturm
2021

Abstract

Dopo l’epocale riforma promossa da Teresa d’Avila tra 1562 e 1582, i Carmelitani Scalzi, nel quadro di una vivace irradiazione missionaria, approdano in Italia nel 1584, per conquistare progressivo rilievo fisico e ‘politico’ nella capitale pontificia, dove si stabiliscono dal 1597. Otto insediamenti, sia maschili che femminili, vengono fondati a Roma lungo il XVII secolo dai Carmelitani riformati. Tre monasteri (S. Maria della Scala, S. Egidio, Regina Coeli), oltre a una casa per “le Convertite”, poi evoluta nel monastero della Penitenza, trovano collocazione nell’area di Trastevere, dando forma ad una esemplare “cittadella carmelitana”. Le nuove polarità religiose, collegate ad ambiti devozionali di crescente attrattività nella Roma barocca, disegnano sul tracciato della città controriformata aree di influenza, percorsi di pellegrinaggio, teatri cerimoniali, spesso enfatizzati da recuperi reliquiari, apparati effimeri e pubbliche celebrazioni, come quelle per la canonizzazione teresiana del 1622. Nei primi decenni del Seicento, i principali insediamenti carmelitani si attestano lungo via della Lungara, strategica connessione tra Trastevere e il Vaticano, e la via Pia, arteria “regale” di Roma barocca, contribuendo a definire quelle traiettorie fisiche, ideali e spirituali che avrebbero manifestato duraturi effetti sul rinnovamento urbano nei decenni a venire.
After the epoch-making reform promoted by Teresa of Avila between 1562 and 1582, the Discalced Carmelites landed in Italy in 1584, to gradually gain physical and 'political' importance in the papal capital, where they settled from 1597. Eight settlements, both male and female, were founded in Rome during the 17th century by the reformed Carmelites. Three monasteries (S. Maria della Scala, S. Egidio, Regina Coeli), as well as a guest house for “Convertite”, which later evolved into the monastery of Penitenza, were located in the Trastevere area, giving shape to an exemplary “Carmelite citadel”. The new religious polarities, linked to devotional areas of growing attractiveness in Baroque Rome, drew on the layout of the Counter-Reformation city areas of influence, pilgrimage routes, ceremonial theatres, often emphasised by reliquary recoveries, ephemeral apparatuses and public celebrations, such as those for the Teresian canonisation of 1622. In the first decades of the seventeenth century, the main Carmelite settlements were located along Via della Lungara, a strategic connection between Trastevere and the Vatican, and Via Pia, the "royal" artery of Baroque Rome, helping to define the physical, ideal and spiritual trajectories that would have lasting effects on urban renewal in the decades to come.
Sturm, S. (2021). La Civitas Sancta carmelitana. Fondazioni conventuali e ridisegno urbano nella Roma del primo Seicento, in Dominio del sacro. IN BO, 12(n. 16), 78-93 [10.6092/issn.2036-1602/13215].
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11590/400943
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