Riconoscendo la potenzialità trasformativa delle pratiche che ‘fanno città’ dal basso (Cellamare, 2019), come tradurre il fermento dal basso in un metodo strategico «per creare e guidare (una gamma di) futuri migliori per un luogo sulla base di valori condivisi»? (Albrechts e Balducci, 2013).Il contributo proposto, prendendo le mosse dallo studio di caso del Quarticciolo, borgata di edilizia pubblica romana, porta alla luce una forma virtuosa di rigenerazione urbana dal basso. Il processo, costruito con pratiche quotidiane di riappropriazione di spazi in disuso, mutualismo e capacitazione politica, si sta ora sperimentando nella costruzione di nuove, difficili interlocuzioni con alcune istituzioni di prossimità.La riflessione intende interrogare criticamente alcuni aspetti del processo in corso, a partire dall’analisi di alcuni strumenti di traduzione e mediazione tra ‘alto’ e ‘basso’ proposti e messi alla prova in questo contesto: un Manuale di futuro e un Polo civico.Se per un verso l’esperienza sollecita una riflessione sul ruolo che urbanistз e policy makers assumono in questa fase storica, disegnando processi e facendosi portatori di istanze ‘verso l’alto’, essa evidenzia anche un’importante debolezza di questo ambito di operazioni: come si creano le condizioni per innescare processi di innovazione trasformativa in ambiti dove l’energia sociale non ha trovato spazio, forma, voce? Come i processi locali possono informare strategie strutturate di scala vasta, come quella metropolitana, che ambisca a favorire un cambiamento sistemico e sul lungo periodo nelle modalità di riduzione dei divari territoriali?

Nardis, C., Olcuire, S., Fortuna, L. (2022). Dai territori marginali alla città. Esercizi per trasformare esperienze virtuose in possibilità di pianificazione. TRACCE URBANE, 8(12), 41-68 [10.13133/2532-6562/18127].

Dai territori marginali alla città. Esercizi per trasformare esperienze virtuose in possibilità di pianificazione

Serena Olcuire;
2022-01-01

Abstract

Riconoscendo la potenzialità trasformativa delle pratiche che ‘fanno città’ dal basso (Cellamare, 2019), come tradurre il fermento dal basso in un metodo strategico «per creare e guidare (una gamma di) futuri migliori per un luogo sulla base di valori condivisi»? (Albrechts e Balducci, 2013).Il contributo proposto, prendendo le mosse dallo studio di caso del Quarticciolo, borgata di edilizia pubblica romana, porta alla luce una forma virtuosa di rigenerazione urbana dal basso. Il processo, costruito con pratiche quotidiane di riappropriazione di spazi in disuso, mutualismo e capacitazione politica, si sta ora sperimentando nella costruzione di nuove, difficili interlocuzioni con alcune istituzioni di prossimità.La riflessione intende interrogare criticamente alcuni aspetti del processo in corso, a partire dall’analisi di alcuni strumenti di traduzione e mediazione tra ‘alto’ e ‘basso’ proposti e messi alla prova in questo contesto: un Manuale di futuro e un Polo civico.Se per un verso l’esperienza sollecita una riflessione sul ruolo che urbanistз e policy makers assumono in questa fase storica, disegnando processi e facendosi portatori di istanze ‘verso l’alto’, essa evidenzia anche un’importante debolezza di questo ambito di operazioni: come si creano le condizioni per innescare processi di innovazione trasformativa in ambiti dove l’energia sociale non ha trovato spazio, forma, voce? Come i processi locali possono informare strategie strutturate di scala vasta, come quella metropolitana, che ambisca a favorire un cambiamento sistemico e sul lungo periodo nelle modalità di riduzione dei divari territoriali?
2022
Nardis, C., Olcuire, S., Fortuna, L. (2022). Dai territori marginali alla città. Esercizi per trasformare esperienze virtuose in possibilità di pianificazione. TRACCE URBANE, 8(12), 41-68 [10.13133/2532-6562/18127].
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