La prima parte del volume presenta una panoramica della musica strumentale in Europa a partire dai decenni centrali del Settecento sino al 1830 circa, anno in cui si affaccia alla ribalta una nuova generazione di musicisti portatrice di forti innovazioni nel linguaggio musicale e nella concezione stessa della musica. Proprio da tale nuova generazione (musicisti nati intorno al 1810) prende le mosse la seconda parte del volume, che invece arriva a lambire gli inizi del Novecento. Nella prima parte si tenta di condurre il lettore (ascoltatore) alla scoperta delle forme strumentali che domineranno la scena sino al Novecento (non senza trasformarsi più e più volte). Per far questo, da un lato si è stati costretti a limitare la disamina ai contesti più famosi e al repertorio ancora oggi più rappresentato nei cartelloni concertistici; dall’altro si è voluto dare, all’inizio, un inquadramento sui più importanti modelli formali e sul loro funzionamento. Dopodiché sono stati presi in esame i principali generi strumentali, a partire dalla sinfonia, attraverso il concerto per strumento solista e orchestra, sino ai generi da camera, dalla sonata per uno o due strumenti, al trio, al quartetto. Di ogni genere è accennata l’evoluzione storica, con alcuni dettagli esemplari.
Arfini, M.T., Russo, P. (2024). Forme in movimento. La musica strumentale tra Sette e Ottocento. Lucca : LIM.
Forme in movimento. La musica strumentale tra Sette e Ottocento
Maria Teresa Arfini
;
2024-01-01
Abstract
La prima parte del volume presenta una panoramica della musica strumentale in Europa a partire dai decenni centrali del Settecento sino al 1830 circa, anno in cui si affaccia alla ribalta una nuova generazione di musicisti portatrice di forti innovazioni nel linguaggio musicale e nella concezione stessa della musica. Proprio da tale nuova generazione (musicisti nati intorno al 1810) prende le mosse la seconda parte del volume, che invece arriva a lambire gli inizi del Novecento. Nella prima parte si tenta di condurre il lettore (ascoltatore) alla scoperta delle forme strumentali che domineranno la scena sino al Novecento (non senza trasformarsi più e più volte). Per far questo, da un lato si è stati costretti a limitare la disamina ai contesti più famosi e al repertorio ancora oggi più rappresentato nei cartelloni concertistici; dall’altro si è voluto dare, all’inizio, un inquadramento sui più importanti modelli formali e sul loro funzionamento. Dopodiché sono stati presi in esame i principali generi strumentali, a partire dalla sinfonia, attraverso il concerto per strumento solista e orchestra, sino ai generi da camera, dalla sonata per uno o due strumenti, al trio, al quartetto. Di ogni genere è accennata l’evoluzione storica, con alcuni dettagli esemplari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.