Il presente articolo ha vinto il “Premio DiaStizein - per la Teoria di Architettura” (2016) e il III premio del “Concorso Giovani Critici VI edizione” (2016). La pubblicazione si colloca nel primo ambito di ricerca dell’autore, all’interno del quale il tema del linguaggio della città contemporanea viene sviluppato esaminando le interazioni tra progettazione architettonica, fotografia e comunicazione di massa. Il contributo fa parte del ciclo “Adieu au langage”, il primo dei cinque articoli che hanno delineato la struttura e i contenuti della successiva tesi di dottorato “Adieu au langage. L’architettura nell’epoca della fotografia di massa” (Dipartimento di Architettura Università di Roma Tre, relatore prof. Lorenzo Dall’Olio, co-relatore prof. Luca Montuori, 2018). Il testo esamina come ciascun edificio, a seguito dell’avvento della fotografia, ha visto duplicarsi il proprio contesto, scindendosi in due differenti livelli relazionali: da un lato un “contesto fisico” – la costruzione materiale dell’architettura nel paesaggio urbano nel quale sorge – dall’altro un “contesto virtuale” – composto dalla diffusione delle riproduzioni dell’edificio stesso. Il testo evidenzia come l’affrancamento di un linguaggio territoriale, attuato da molti architetti e la codificazione di un proprio stilema di riconoscimento, risulti spesso subordinato alle logiche economiche e speculative dell’attuale sistema mediatico.

Graviglia, F. (2016). ADIEU AU LANGAGE #01: Contesto fisico vs Contesto virtuale. URBANISTICATRE.

ADIEU AU LANGAGE #01: Contesto fisico vs Contesto virtuale

Flavio Graviglia
2016-01-01

Abstract

Il presente articolo ha vinto il “Premio DiaStizein - per la Teoria di Architettura” (2016) e il III premio del “Concorso Giovani Critici VI edizione” (2016). La pubblicazione si colloca nel primo ambito di ricerca dell’autore, all’interno del quale il tema del linguaggio della città contemporanea viene sviluppato esaminando le interazioni tra progettazione architettonica, fotografia e comunicazione di massa. Il contributo fa parte del ciclo “Adieu au langage”, il primo dei cinque articoli che hanno delineato la struttura e i contenuti della successiva tesi di dottorato “Adieu au langage. L’architettura nell’epoca della fotografia di massa” (Dipartimento di Architettura Università di Roma Tre, relatore prof. Lorenzo Dall’Olio, co-relatore prof. Luca Montuori, 2018). Il testo esamina come ciascun edificio, a seguito dell’avvento della fotografia, ha visto duplicarsi il proprio contesto, scindendosi in due differenti livelli relazionali: da un lato un “contesto fisico” – la costruzione materiale dell’architettura nel paesaggio urbano nel quale sorge – dall’altro un “contesto virtuale” – composto dalla diffusione delle riproduzioni dell’edificio stesso. Il testo evidenzia come l’affrancamento di un linguaggio territoriale, attuato da molti architetti e la codificazione di un proprio stilema di riconoscimento, risulti spesso subordinato alle logiche economiche e speculative dell’attuale sistema mediatico.
2016
Graviglia, F. (2016). ADIEU AU LANGAGE #01: Contesto fisico vs Contesto virtuale. URBANISTICATRE.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/524097
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