L’E42 è una delle ultime tappe del fascismo di verde, mito parallelo al fascismo di pietra indicato da Emilio Gentile, fondato sul connubio tra verde urbano e propaganda nazionalista. Nell’esposizione romana si sperimentarono nuove declinazioni della ricerca sul giardino italiano, che era stata al centro delle speculazioni degli anni precedenti. L’architettura del verde dell’E42, concepita non come mero ornamento dell’apparato edilizio, ma come l’“ossatura sistematica” dell’impianto urbano (Piccinato, 1931), fu il risultato corale di un laboratorio progettuale che, per le figure coinvolte e per la quantità di proposte e qualità compositiva, deve essere considerato “un momento senza precedenti nella storia dell’architettura dei giardini del Novecento in Italia” (de Vico Fallani, 1988)
Porretta, P., D'Abate, S. (2025). Fascismo di verde: l’architettura dei parchi, dei giardini e dei viali alberati nell’E42. DOCOMOMO ITALIA GIORNALE(39), 13-19.
Fascismo di verde: l’architettura dei parchi, dei giardini e dei viali alberati nell’E42
Paola Porretta;Sara D'Abate
2025-01-01
Abstract
L’E42 è una delle ultime tappe del fascismo di verde, mito parallelo al fascismo di pietra indicato da Emilio Gentile, fondato sul connubio tra verde urbano e propaganda nazionalista. Nell’esposizione romana si sperimentarono nuove declinazioni della ricerca sul giardino italiano, che era stata al centro delle speculazioni degli anni precedenti. L’architettura del verde dell’E42, concepita non come mero ornamento dell’apparato edilizio, ma come l’“ossatura sistematica” dell’impianto urbano (Piccinato, 1931), fu il risultato corale di un laboratorio progettuale che, per le figure coinvolte e per la quantità di proposte e qualità compositiva, deve essere considerato “un momento senza precedenti nella storia dell’architettura dei giardini del Novecento in Italia” (de Vico Fallani, 1988)I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


