Il contributo vuole approfondire il ruolo che ha avuto l’Istituto per le Case Popolari in Roma (ICP) nello sviluppo della città negli anni Venti e Trenta del Novecento. L’ICP, che venne istituito nel 1904 grazie alla legge Luzzatti (31 maggio 1903, n. 254), dopo la Prima guerra mondiale avvia una serie di programmi edilizi che portarono a definire un nuovo assetto della città attraverso la realizzazione di progetti di case popolari, economiche, case rapide e a riscatto. L’Ente, presieduto da Alberto Calza Bini (1923-1943), figura autorevole della cultura architettonica italiana, grazie alle capacità gestionali e tecniche dal suo Direttore generale, Innocenzo Costantini (1914-1946), si proponeva di intervenire in modo complesso sulla questione abitativa contribuendo in maniera significativa alla sperimentazione tipologica sulla casa popolare, con progetti a carattere estensivo, semintensivo e intensivo. La capacità di qualificare a livello compositivo l’architettura e la scena urbana, si legava al prioritario impegno di ricoverare diverse fasce di inquilini, e portò a realizzare nel corso degli anni soluzioni edilizie differenti: dai villini alle case a schiera, dai fabbricati a corte alle palazzine, fino alla costruzione, negli anni Trenta, delle borgate. Tale panorama documenta una costante attenzione al tema dell’edilizia sociale e testimonia l’evolversi di una progettazione attenta alle dinamiche urbane, architettoniche e sociali della Roma del Novecento.

Stabile, F.R. (2024). Il ruolo dell’Istituto per le Case Popolari in Roma, 1918-1938: una città nella città. ARCHIVIO DELLA SOCIETÀ ROMANA DI STORIA PATRIA, 147, 43-84.

Il ruolo dell’Istituto per le Case Popolari in Roma, 1918-1938: una città nella città

Francesca Romana Stabile
2024-01-01

Abstract

Il contributo vuole approfondire il ruolo che ha avuto l’Istituto per le Case Popolari in Roma (ICP) nello sviluppo della città negli anni Venti e Trenta del Novecento. L’ICP, che venne istituito nel 1904 grazie alla legge Luzzatti (31 maggio 1903, n. 254), dopo la Prima guerra mondiale avvia una serie di programmi edilizi che portarono a definire un nuovo assetto della città attraverso la realizzazione di progetti di case popolari, economiche, case rapide e a riscatto. L’Ente, presieduto da Alberto Calza Bini (1923-1943), figura autorevole della cultura architettonica italiana, grazie alle capacità gestionali e tecniche dal suo Direttore generale, Innocenzo Costantini (1914-1946), si proponeva di intervenire in modo complesso sulla questione abitativa contribuendo in maniera significativa alla sperimentazione tipologica sulla casa popolare, con progetti a carattere estensivo, semintensivo e intensivo. La capacità di qualificare a livello compositivo l’architettura e la scena urbana, si legava al prioritario impegno di ricoverare diverse fasce di inquilini, e portò a realizzare nel corso degli anni soluzioni edilizie differenti: dai villini alle case a schiera, dai fabbricati a corte alle palazzine, fino alla costruzione, negli anni Trenta, delle borgate. Tale panorama documenta una costante attenzione al tema dell’edilizia sociale e testimonia l’evolversi di una progettazione attenta alle dinamiche urbane, architettoniche e sociali della Roma del Novecento.
2024
Stabile, F.R. (2024). Il ruolo dell’Istituto per le Case Popolari in Roma, 1918-1938: una città nella città. ARCHIVIO DELLA SOCIETÀ ROMANA DI STORIA PATRIA, 147, 43-84.
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