Nel contesto delle attuali crisi urbane, la riflessione sulla cura emerge come una chiave di lettura e di trasformazione dello spazio. Attraverso il lavoro di teorici/he come Pulcini, Botti, Gilligan, Stavrides, il seminario La cura come progetto ha esplorato la vulnerabilità come intrinseca condizione umana e l’interdipendenza come base per una nuova etica relazionale. La città, storicamente macchina di integrazione o esclusione, viene analizzata in relazione alla produzione e riproduzione di ciò che è in comune, mettendo in discussione i confini tra pubblico e privato. Attraverso una serie di letture e un esercizio finale di riconoscimento, il gruppo di studentə ha individuato pratiche di cura nello spazio urbano, evidenziando tensioni tra interessi collettivi e desideri individuali, nonché la difficoltà di costruire un’autentica coesistenza contaminante. Il concetto di cura, più che un’astrazione etica, si configura come uno strumento politico di resistenza e trasformazione spaziale. Attraverso tale “inclinazione” verso l’alterità, larchitettura e l’urbanistica possono farsi promotrici di processi di emancipazione, stimolando pratiche di solidarietà, reciprocità e costruzione collettiva dello spazio comune.
Barrera Agudelo, D.C. (2025). CURA: Oltre la crisi. URBANISTICATRE, 1-1.
CURA: Oltre la crisi
diana barrera agudelo
2025-01-01
Abstract
Nel contesto delle attuali crisi urbane, la riflessione sulla cura emerge come una chiave di lettura e di trasformazione dello spazio. Attraverso il lavoro di teorici/he come Pulcini, Botti, Gilligan, Stavrides, il seminario La cura come progetto ha esplorato la vulnerabilità come intrinseca condizione umana e l’interdipendenza come base per una nuova etica relazionale. La città, storicamente macchina di integrazione o esclusione, viene analizzata in relazione alla produzione e riproduzione di ciò che è in comune, mettendo in discussione i confini tra pubblico e privato. Attraverso una serie di letture e un esercizio finale di riconoscimento, il gruppo di studentə ha individuato pratiche di cura nello spazio urbano, evidenziando tensioni tra interessi collettivi e desideri individuali, nonché la difficoltà di costruire un’autentica coesistenza contaminante. Il concetto di cura, più che un’astrazione etica, si configura come uno strumento politico di resistenza e trasformazione spaziale. Attraverso tale “inclinazione” verso l’alterità, larchitettura e l’urbanistica possono farsi promotrici di processi di emancipazione, stimolando pratiche di solidarietà, reciprocità e costruzione collettiva dello spazio comune.| File | Dimensione | Formato | |
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