L’articolo analizza il dibattito sull’opportunità di eliminare il riferimento alla “razza” dall’art. 3, comma 1, della Costituzione italiana, mettendo a confronto le acquisizioni scientifiche e le esigenze del diritto costituzionale. Muovendo dalla confutazione scientifica dell’esistenza biologica delle razze, il contributo evidenzia come il concetto continui ad avere una rilevanza storica, sociale e giuridica. Il riferimento costituzionale alla razza svolge una funzione memoriale, volta a condannare le discriminazioni del passato e a prevenire quelle presenti. L’articolo mostra come le nuove forme di razzismo culturale e istituzionale rendano ancora attuale il divieto di discriminazioni razziali. In tale prospettiva, la rimozione del termine rischierebbe di indebolire le politiche antidiscriminatorie e le azioni positive. Il contributo conclude sostenendo il primato assiologico della Costituzione rispetto a un approccio meramente scientista, difendendo il valore simbolico e normativo dell’attuale formulazione dell’art. 3 Cost
Fontana, G. (2026). La questione dell’eliminazione del riferimento alla razza dall’art. 3, comma 1, della Costituzione italiana ovvero il controverso rapporto tra scienza e diritto costituzionale. QUESTE ISTITUZIONI(4/2025), 1-24.
La questione dell’eliminazione del riferimento alla razza dall’art. 3, comma 1, della Costituzione italiana ovvero il controverso rapporto tra scienza e diritto costituzionale
Fontana Gianpaolo
2026-01-01
Abstract
L’articolo analizza il dibattito sull’opportunità di eliminare il riferimento alla “razza” dall’art. 3, comma 1, della Costituzione italiana, mettendo a confronto le acquisizioni scientifiche e le esigenze del diritto costituzionale. Muovendo dalla confutazione scientifica dell’esistenza biologica delle razze, il contributo evidenzia come il concetto continui ad avere una rilevanza storica, sociale e giuridica. Il riferimento costituzionale alla razza svolge una funzione memoriale, volta a condannare le discriminazioni del passato e a prevenire quelle presenti. L’articolo mostra come le nuove forme di razzismo culturale e istituzionale rendano ancora attuale il divieto di discriminazioni razziali. In tale prospettiva, la rimozione del termine rischierebbe di indebolire le politiche antidiscriminatorie e le azioni positive. Il contributo conclude sostenendo il primato assiologico della Costituzione rispetto a un approccio meramente scientista, difendendo il valore simbolico e normativo dell’attuale formulazione dell’art. 3 Cost| File | Dimensione | Formato | |
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