l volume Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo offre una lettura interdisciplinare delle sparizioni contemporanee lungo le frontiere marittime europee, interpretandole non come fatalità ma come effetto strutturale di dispositivi politici, economici e giuridici che producono morte, vulnerabilità e invisibilità. Attraverso contributi provenienti da letteratura, pedagogia critica, studi decoloniali, scienze sociali, diritto, arti e testimonianze, il libro indaga le intersezioni tra necropolitica, politiche migratorie, razzializzazione e memoria pubblica. Il Mediterraneo emerge come necro-spazio, teatro di respingimenti, omissioni di soccorso e pratiche di esternalizzazione che generano “nuovi desaparecidos”, figure sospese tra vita e morte, sottratte all’ iscrizione simbolica e alla giustiziabilità. Il volume presenta l’Osservatorio sui Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, che documenta sistematicamente violazioni dei diritti umani, e raccoglie analisi sulle frontiere terrestri e marittime, sulla segregazione educativa, sullo sfruttamento lavorativo, sui crimini contro l’umanità implicati nelle politiche di controllo. Parallelamente, esplora la potenza delle pratiche memoriali e artistiche come forme di resistenza, nonché il ruolo dell’educazione nel disinnescare la pedagogia pubblica dell’indifferenza. La prospettiva comparativa con la desaparición argentina mostra continuità e differenze nei dispositivi di cancellazione delle vite. Il volume invita a una responsabilità condivisa: costruire contro-archivi, pratiche di cura e nuove geografie della speranza, affinché nessuna vita resti senza nome, senza verità e senza memoria.
Bianchi, L. (a cura di). (2026). Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo. Una lettura interdisciplinare. Roma : Roma TrE-Press [10.13134/979-12-5977-587-0].
Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo. Una lettura interdisciplinare
Lavinia Bianchi
2026-01-01
Abstract
l volume Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo offre una lettura interdisciplinare delle sparizioni contemporanee lungo le frontiere marittime europee, interpretandole non come fatalità ma come effetto strutturale di dispositivi politici, economici e giuridici che producono morte, vulnerabilità e invisibilità. Attraverso contributi provenienti da letteratura, pedagogia critica, studi decoloniali, scienze sociali, diritto, arti e testimonianze, il libro indaga le intersezioni tra necropolitica, politiche migratorie, razzializzazione e memoria pubblica. Il Mediterraneo emerge come necro-spazio, teatro di respingimenti, omissioni di soccorso e pratiche di esternalizzazione che generano “nuovi desaparecidos”, figure sospese tra vita e morte, sottratte all’ iscrizione simbolica e alla giustiziabilità. Il volume presenta l’Osservatorio sui Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, che documenta sistematicamente violazioni dei diritti umani, e raccoglie analisi sulle frontiere terrestri e marittime, sulla segregazione educativa, sullo sfruttamento lavorativo, sui crimini contro l’umanità implicati nelle politiche di controllo. Parallelamente, esplora la potenza delle pratiche memoriali e artistiche come forme di resistenza, nonché il ruolo dell’educazione nel disinnescare la pedagogia pubblica dell’indifferenza. La prospettiva comparativa con la desaparición argentina mostra continuità e differenze nei dispositivi di cancellazione delle vite. Il volume invita a una responsabilità condivisa: costruire contro-archivi, pratiche di cura e nuove geografie della speranza, affinché nessuna vita resti senza nome, senza verità e senza memoria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


