In the 1980s the Italian art scene was marked by a revival of painting, expressed especially through neo-expressionistic figuration and appropriation. In opposition, the simplicity of form and color was the distinctive feature of a group formed in Rome in the mid-decade around the critic Filiberto Menna and known as “Astrazione Povera”. The stylistic choices of this group were far from appropriation. However, at the time, the attention was often focused on the relationship between these young artists and the work of post-war Italian abstraction masters. In this context, Menna identified a line of continuity in Italian non-figurative art, particularly in Roman art, which connected the Forma group to more recent abstraction and materialized in the formulation of an abstract memory. Since this subject remains unexplored, this contribution aims to reconstruct the terms of that continuity and the choice of abstraction in an art scene increasingly shaped by the advent of postmodernism, through an analysis of Menna's position and some significant exhibitions held between 1982 and 1988.

Negli anni Ottanta la scena artistica italiana è attraversata dal ritorno alla pittura, che si esprime soprattutto nel ricorso alla figurazione neoespressionistica e alla citazione. L’interesse per la semplicità di forma e colore è invece la cifra distintiva di quel gruppo che si è costituito a Roma a metà del decennio intorno alla figura di Filiberto Menna e che è noto come Astrazione Povera. Le scelte formali della compagine sono lontane dalla logica citazionista, ma in più occasioni all’epoca l’accento cadeva sul rapporto di questi giovani con la lezione dei maestri dell’astrazione italiana del dopoguerra. In questo frangente, proprio Menna individua una linea di continuità dell’arte non figurativa italiana, e soprattutto romana, che lega il gruppo Forma all’astrazione più recente e che si esplicita nella costituzione di una vera e propria memoria astratta. Se il tema rimane ancora inesplorato dagli studi, attraverso l’analisi della posizione di Menna e di alcune mostre significative tra 1982 e 1988 questo contributo mira a ricostruire i termini di quella continuità e della scelta dell’astrazione in un contesto artistico ormai segnato dall’avvento del postmoderno.

Maiello, M.V. (2026). Astrazione e memoria negli anni Ottanta in Italia. Il caso dell’Astrazione Povera. PIANO B, 9(2), 99-124 [10.60923/issn.2531-9876/21117].

Astrazione e memoria negli anni Ottanta in Italia. Il caso dell’Astrazione Povera

Maiello, Maria Vittoria
2026-01-01

Abstract

In the 1980s the Italian art scene was marked by a revival of painting, expressed especially through neo-expressionistic figuration and appropriation. In opposition, the simplicity of form and color was the distinctive feature of a group formed in Rome in the mid-decade around the critic Filiberto Menna and known as “Astrazione Povera”. The stylistic choices of this group were far from appropriation. However, at the time, the attention was often focused on the relationship between these young artists and the work of post-war Italian abstraction masters. In this context, Menna identified a line of continuity in Italian non-figurative art, particularly in Roman art, which connected the Forma group to more recent abstraction and materialized in the formulation of an abstract memory. Since this subject remains unexplored, this contribution aims to reconstruct the terms of that continuity and the choice of abstraction in an art scene increasingly shaped by the advent of postmodernism, through an analysis of Menna's position and some significant exhibitions held between 1982 and 1988.
2026
Negli anni Ottanta la scena artistica italiana è attraversata dal ritorno alla pittura, che si esprime soprattutto nel ricorso alla figurazione neoespressionistica e alla citazione. L’interesse per la semplicità di forma e colore è invece la cifra distintiva di quel gruppo che si è costituito a Roma a metà del decennio intorno alla figura di Filiberto Menna e che è noto come Astrazione Povera. Le scelte formali della compagine sono lontane dalla logica citazionista, ma in più occasioni all’epoca l’accento cadeva sul rapporto di questi giovani con la lezione dei maestri dell’astrazione italiana del dopoguerra. In questo frangente, proprio Menna individua una linea di continuità dell’arte non figurativa italiana, e soprattutto romana, che lega il gruppo Forma all’astrazione più recente e che si esplicita nella costituzione di una vera e propria memoria astratta. Se il tema rimane ancora inesplorato dagli studi, attraverso l’analisi della posizione di Menna e di alcune mostre significative tra 1982 e 1988 questo contributo mira a ricostruire i termini di quella continuità e della scelta dell’astrazione in un contesto artistico ormai segnato dall’avvento del postmoderno.
Maiello, M.V. (2026). Astrazione e memoria negli anni Ottanta in Italia. Il caso dell’Astrazione Povera. PIANO B, 9(2), 99-124 [10.60923/issn.2531-9876/21117].
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