Questo articolo analizza il ruolo del Myanmar negli equilibri strategici dell’Asia sud-orientale e l’evoluzione delle relazioni sino-birmane dalla Guerra fredda fino agli sviluppi più recenti. L’ipotesi di fondo è che il Myanmar non possa essere interpretato né come una semplice pedina della strategia regionale cinese né come un perno stabile dell’ordine geopolitico asiatico. Piuttosto, la sua collocazione internazionale è caratterizzata da una dinamica oscillazione tra dipendenza e autonomia, influenzata sia dai mutamenti del contesto regionale sia dalle trasformazioni politiche interne. Il saggio adotta una prospettiva storico-analitica di lungo periodo che non mira a ricostruire in modo esaustivo l’intera evoluzione cronologica delle relazioni tra i due paesi, ma a individuare alcune dinamiche strutturali che ne hanno orientato lo sviluppo nel tempo. L’ampio arco temporale consente di osservare come la posizione internazionale del Myanmar si sia configurata attraverso diverse fasi storiche — dalla Guerra fredda alla fase successiva al 1988 fino agli sviluppi più recenti — in relazione alla trasformazione degli equilibri regionali. L’analisi si basa principalmente sulla letteratura storiografica e politologica esistente, integrata dall’utilizzo di fonti documentarie diplomatiche e materiali d’archivio relativi alla politica estera birmana nei primi anni dell’indipendenza. Particolare attenzione è dedicata alla fase successiva al 1988, quando l’isolamento internazionale del regime militare birmano favorì un significativo rafforzamento dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. L’analisi mostra come il consolidamento dei rapporti sino-birmani sia stato il risultato della convergenza tra le esigenze di sopravvivenza del regime birmano e la strategia cinese di espansione della propria presenza nel Sud-est asiatico e nell’Oceano Indiano. Allo stesso tempo, la leadership birmana ha cercato in diverse fasi di diversificare i propri rapporti internazionali per evitare una dipendenza esclusiva da Pechino. Ne emerge l’immagine di uno Stato che, pur operando in condizioni di forte asimmetria di potere, tenta di preservare margini di autonomia all’interno della competizione tra le grandi potenze regionali.

Frattolillo, O. (2026). Né pedina, né perno. Continuità e trasformazione nelle relazioni tra Myanmar e Cina prima e dopo il 1988. RIVISTA DI STUDI POLITICI INTERNAZIONALI, 93(369), 45-61.

Né pedina, né perno. Continuità e trasformazione nelle relazioni tra Myanmar e Cina prima e dopo il 1988

Oliviero Frattolillo
2026-01-01

Abstract

Questo articolo analizza il ruolo del Myanmar negli equilibri strategici dell’Asia sud-orientale e l’evoluzione delle relazioni sino-birmane dalla Guerra fredda fino agli sviluppi più recenti. L’ipotesi di fondo è che il Myanmar non possa essere interpretato né come una semplice pedina della strategia regionale cinese né come un perno stabile dell’ordine geopolitico asiatico. Piuttosto, la sua collocazione internazionale è caratterizzata da una dinamica oscillazione tra dipendenza e autonomia, influenzata sia dai mutamenti del contesto regionale sia dalle trasformazioni politiche interne. Il saggio adotta una prospettiva storico-analitica di lungo periodo che non mira a ricostruire in modo esaustivo l’intera evoluzione cronologica delle relazioni tra i due paesi, ma a individuare alcune dinamiche strutturali che ne hanno orientato lo sviluppo nel tempo. L’ampio arco temporale consente di osservare come la posizione internazionale del Myanmar si sia configurata attraverso diverse fasi storiche — dalla Guerra fredda alla fase successiva al 1988 fino agli sviluppi più recenti — in relazione alla trasformazione degli equilibri regionali. L’analisi si basa principalmente sulla letteratura storiografica e politologica esistente, integrata dall’utilizzo di fonti documentarie diplomatiche e materiali d’archivio relativi alla politica estera birmana nei primi anni dell’indipendenza. Particolare attenzione è dedicata alla fase successiva al 1988, quando l’isolamento internazionale del regime militare birmano favorì un significativo rafforzamento dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. L’analisi mostra come il consolidamento dei rapporti sino-birmani sia stato il risultato della convergenza tra le esigenze di sopravvivenza del regime birmano e la strategia cinese di espansione della propria presenza nel Sud-est asiatico e nell’Oceano Indiano. Allo stesso tempo, la leadership birmana ha cercato in diverse fasi di diversificare i propri rapporti internazionali per evitare una dipendenza esclusiva da Pechino. Ne emerge l’immagine di uno Stato che, pur operando in condizioni di forte asimmetria di potere, tenta di preservare margini di autonomia all’interno della competizione tra le grandi potenze regionali.
2026
Frattolillo, O. (2026). Né pedina, né perno. Continuità e trasformazione nelle relazioni tra Myanmar e Cina prima e dopo il 1988. RIVISTA DI STUDI POLITICI INTERNAZIONALI, 93(369), 45-61.
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