This special issue hosts a collection of articles exploring the Italian anti-nuclear mobilization, viewed as plural phenomena (differentiated by geography, social composition, and temporality) and as a constellation of practices, actors, languages, and political cultures. This special issue covers the 1970s and 1980s; connects the initial cycle of protest (1976-78) with the second phase of struggle between the Chernobyl disaster and the referenda (1986-87); and highlights the developments of a continuity across networks and grassroots groups. The collection reconstructs experiences of counter-information and different repertoires of action, as well as cultural shifts within parties and trade unions, and convergences with pacifism. The diverse forms of local anti-nuclear activism aimed to achieved two goals: the protection of health and the environment and the demand for democratic decision-making; the rejection of nuclear energy as an expression of capitalist domination over bodies, communities, and the environment, and as a manifestation of structural violence inherent in both its civilian and military uses.

Il presente numero monografico propone un insieme di contributi che ricostruiscono in modo analitico alcune mobilitazioni antinucleari italiane viste come fenomeni plurali (differenziati per geografia, composizione sociale e temporalità) e come costellazione di pratiche, attori, linguaggi e culture politiche. Ciascun saggio si focalizza su uno specifico contesto locale o su un particolare attore collettivo, osservato in un periodo che abbraccia e unisce un primo ciclo di protesta (1976-78) a un secondo periodo di lotta, tra l’incidente di Chernobyl e i referendum (1986-87), segnalando gli sviluppi di una continuità carsica, composta da reti e gruppi locali. Emergono così diverse esperienze di controinformazione e vari repertori d’azione utilizzati, nonché le conversioni culturali interne ai partiti e ai sindacati, e le convergenze con il pacifismo. Obiettivi perseguiti dalle variegate forme di antinuclearismo locale sono stati tanto la tutela della salute e dell’ambiente e la rivendicazione di democrazia nelle scelte – contrapponendo al decisionismo tecnico-energetico pratiche di controllo dal basso, marce, presidi e campagne di informazione –, quanto il rifiuto dell’energia atomica quale espressione del dominio capitalistico sui corpi, sulle comunità e sui territori e come manifestazione di una violenza strutturale insita sia nel suo impiego civile che nel suo utilizzo militare.

Bonfreschi, L., Grimaldi, G. (2026). La galassia dell’antinuclearismo in Italia. Introduzione. DIACRONIE. STUDI DI STORIA CONTEMPORANEA(65).

La galassia dell’antinuclearismo in Italia. Introduzione

Lucia BONFRESCHI;
2026-01-01

Abstract

This special issue hosts a collection of articles exploring the Italian anti-nuclear mobilization, viewed as plural phenomena (differentiated by geography, social composition, and temporality) and as a constellation of practices, actors, languages, and political cultures. This special issue covers the 1970s and 1980s; connects the initial cycle of protest (1976-78) with the second phase of struggle between the Chernobyl disaster and the referenda (1986-87); and highlights the developments of a continuity across networks and grassroots groups. The collection reconstructs experiences of counter-information and different repertoires of action, as well as cultural shifts within parties and trade unions, and convergences with pacifism. The diverse forms of local anti-nuclear activism aimed to achieved two goals: the protection of health and the environment and the demand for democratic decision-making; the rejection of nuclear energy as an expression of capitalist domination over bodies, communities, and the environment, and as a manifestation of structural violence inherent in both its civilian and military uses.
2026
Il presente numero monografico propone un insieme di contributi che ricostruiscono in modo analitico alcune mobilitazioni antinucleari italiane viste come fenomeni plurali (differenziati per geografia, composizione sociale e temporalità) e come costellazione di pratiche, attori, linguaggi e culture politiche. Ciascun saggio si focalizza su uno specifico contesto locale o su un particolare attore collettivo, osservato in un periodo che abbraccia e unisce un primo ciclo di protesta (1976-78) a un secondo periodo di lotta, tra l’incidente di Chernobyl e i referendum (1986-87), segnalando gli sviluppi di una continuità carsica, composta da reti e gruppi locali. Emergono così diverse esperienze di controinformazione e vari repertori d’azione utilizzati, nonché le conversioni culturali interne ai partiti e ai sindacati, e le convergenze con il pacifismo. Obiettivi perseguiti dalle variegate forme di antinuclearismo locale sono stati tanto la tutela della salute e dell’ambiente e la rivendicazione di democrazia nelle scelte – contrapponendo al decisionismo tecnico-energetico pratiche di controllo dal basso, marce, presidi e campagne di informazione –, quanto il rifiuto dell’energia atomica quale espressione del dominio capitalistico sui corpi, sulle comunità e sui territori e come manifestazione di una violenza strutturale insita sia nel suo impiego civile che nel suo utilizzo militare.
Bonfreschi, L., Grimaldi, G. (2026). La galassia dell’antinuclearismo in Italia. Introduzione. DIACRONIE. STUDI DI STORIA CONTEMPORANEA(65).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/542910
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