Questo articolo analizza le operazioni cibernetiche della Corea del Nord (DPRK) non soltanto come strumenti di guerra asimmetrica o di elusione delle sanzioni, ma come meccanismi funzionali al consolidamento interno del regime di Kim Jong Un. L’analisi si concentra sul nesso tra cyber operations e legittimità politica, con l’obiettivo di chiarire in che modo attività con finalità differenti contribuiscano alla riproduzione del potere. Attraverso l’esame dei casi Dark Seoul (2013), Korea Hydro and Nuclear Power Plant (2014) e Harmony Horizon Bridge (2022), lo studio evidenzia come il dominio digitale operi lungo due direttrici principali. Sul piano ideologico, le operazioni di sabotaggio e intrusione vengono integrate nella narrativa propagandistica, rafforzando l’immagine di una leadership capace di colpire attori tecnologicamente superiori oltre i limiti materiali dello Stato. Sul piano materiale, l’espansione del cyber-crime finanziario consente al regime di generare risorse essenziali in un contesto di isolamento economico, sostenendo i meccanismi di cooptazione e la lealtà delle élites. Pur contribuendo entrambe alla tenuta del sistema, le operazioni orientate al profitto assumono un ruolo centrale nel consolidamento del potere poiché, generando risorse immediatamente redistribuibili e finanziando i programmi nucleari e balistici del regime, evidenziano la centralità del dominio cibernetico nelle strategie contemporanee di sopravvivenza del regime nordcoreano. In termini metodologici, lo studio adotta un approccio qualitativo comparato fondato sull’esame di tre casi studio analizzati attraverso il quadro teorico della letteratura sulla sopravvivenza dei regimi autoritari, con particolare riferimento al modello di Johannes Gerschewski, alla teoria del selectorate di Bruce Bueno de Mesquita e Alastair Smith, e all’approccio della performance-based legitimacy di Rüdiger Frank e Phillip Park

Rossi, G. (2026). Cyberspazio e sopravvivenza: le operazioni digitali come strumenti di legittimazione del regime di Kim Jong Un. RIVISTA DI STUDI POLITICI INTERNAZIONALI(370), 243-259.

Cyberspazio e sopravvivenza: le operazioni digitali come strumenti di legittimazione del regime di Kim Jong Un

giulia rossi
2026-01-01

Abstract

Questo articolo analizza le operazioni cibernetiche della Corea del Nord (DPRK) non soltanto come strumenti di guerra asimmetrica o di elusione delle sanzioni, ma come meccanismi funzionali al consolidamento interno del regime di Kim Jong Un. L’analisi si concentra sul nesso tra cyber operations e legittimità politica, con l’obiettivo di chiarire in che modo attività con finalità differenti contribuiscano alla riproduzione del potere. Attraverso l’esame dei casi Dark Seoul (2013), Korea Hydro and Nuclear Power Plant (2014) e Harmony Horizon Bridge (2022), lo studio evidenzia come il dominio digitale operi lungo due direttrici principali. Sul piano ideologico, le operazioni di sabotaggio e intrusione vengono integrate nella narrativa propagandistica, rafforzando l’immagine di una leadership capace di colpire attori tecnologicamente superiori oltre i limiti materiali dello Stato. Sul piano materiale, l’espansione del cyber-crime finanziario consente al regime di generare risorse essenziali in un contesto di isolamento economico, sostenendo i meccanismi di cooptazione e la lealtà delle élites. Pur contribuendo entrambe alla tenuta del sistema, le operazioni orientate al profitto assumono un ruolo centrale nel consolidamento del potere poiché, generando risorse immediatamente redistribuibili e finanziando i programmi nucleari e balistici del regime, evidenziano la centralità del dominio cibernetico nelle strategie contemporanee di sopravvivenza del regime nordcoreano. In termini metodologici, lo studio adotta un approccio qualitativo comparato fondato sull’esame di tre casi studio analizzati attraverso il quadro teorico della letteratura sulla sopravvivenza dei regimi autoritari, con particolare riferimento al modello di Johannes Gerschewski, alla teoria del selectorate di Bruce Bueno de Mesquita e Alastair Smith, e all’approccio della performance-based legitimacy di Rüdiger Frank e Phillip Park
2026
Rossi, G. (2026). Cyberspazio e sopravvivenza: le operazioni digitali come strumenti di legittimazione del regime di Kim Jong Un. RIVISTA DI STUDI POLITICI INTERNAZIONALI(370), 243-259.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11590/554018
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact