The article examines the Order of the Tribunal of Taranto of 5 March 2026, which classifies as direct sex discrimination the failure to award a productivity bonus to an employee of the National Health Service who was absent on compulsory maternity leave. The analysis, proceeding from the multi-level regulatory framework on equal pay, emphasises the obligation to neutralise “protected” absences as a qualified expression of the employer’s duty of non discrimination in economic and remuneration-related terms. This obligation is articulated through mechanisms of notional assessment, grounded in a fictio iuris of continuous presence in service, designed to prevent the exercise of inalienable rights from resulting in pecuniary detriment affecting the variable component of remuneration. The decision is interpreted as a pivotal moment in the evolution of anti-discrimination law: the Author highlights the shift from the mere repression of manifest disparities to the progressive emergence of positive obligations requiring the alignment of performance management systems within the public sector.

Il contributo analizza il Decreto del Tribunale di Taranto del 5 marzo 2026 che qualifica come discriminazione diretta di genere la non attribuzione del premio di produttività a una lavoratrice del Servizio Sanitario Nazionale assente per congedo obbligatorio di maternità. L’analisi, prendendo le mosse dal quadro regolatorio multilivello in tema di parità retributiva, valorizza l’obbligo di neutralizzazione delle assenze “protette” come espressione qualificata del dovere datoriale di non discriminazione sul piano economico-retributivo. Tale obbligo si articola attraverso meccanismi di valutazione figurativa, fondati su una fictio iuris di presenza continuativa in servizio, atti a scongiurare che l’esercizio di diritti indisponibili si traduca in un pregiudizio patrimoniale sulla componente accessoria della retribuzione. La pronuncia è letta come snodo nell’evoluzione dell’ordinamento antidiscriminatorio: l’A. sottolinea l’evoluzione dalla mera repressione della disparità manifesta alla progressiva emersione di obblighi positivi di conformazione dei sistemi di performance management nel pubblico impiego.

Lamberti, F. (2026). La neutralizzazione delle assenze per maternità come tecnica antidiscriminatoria della retribuzione premiale nel pubblico impiego. The neutralisation of maternity-related absences as an anti-discriminatory technique for performance-related pay in public sector administrations. IL LAVORO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI(2), 369-392.

La neutralizzazione delle assenze per maternità come tecnica antidiscriminatoria della retribuzione premiale nel pubblico impiego. The neutralisation of maternity-related absences as an anti-discriminatory technique for performance-related pay in public sector administrations.

Lamberti Fabiola
2026-01-01

Abstract

The article examines the Order of the Tribunal of Taranto of 5 March 2026, which classifies as direct sex discrimination the failure to award a productivity bonus to an employee of the National Health Service who was absent on compulsory maternity leave. The analysis, proceeding from the multi-level regulatory framework on equal pay, emphasises the obligation to neutralise “protected” absences as a qualified expression of the employer’s duty of non discrimination in economic and remuneration-related terms. This obligation is articulated through mechanisms of notional assessment, grounded in a fictio iuris of continuous presence in service, designed to prevent the exercise of inalienable rights from resulting in pecuniary detriment affecting the variable component of remuneration. The decision is interpreted as a pivotal moment in the evolution of anti-discrimination law: the Author highlights the shift from the mere repression of manifest disparities to the progressive emergence of positive obligations requiring the alignment of performance management systems within the public sector.
2026
Il contributo analizza il Decreto del Tribunale di Taranto del 5 marzo 2026 che qualifica come discriminazione diretta di genere la non attribuzione del premio di produttività a una lavoratrice del Servizio Sanitario Nazionale assente per congedo obbligatorio di maternità. L’analisi, prendendo le mosse dal quadro regolatorio multilivello in tema di parità retributiva, valorizza l’obbligo di neutralizzazione delle assenze “protette” come espressione qualificata del dovere datoriale di non discriminazione sul piano economico-retributivo. Tale obbligo si articola attraverso meccanismi di valutazione figurativa, fondati su una fictio iuris di presenza continuativa in servizio, atti a scongiurare che l’esercizio di diritti indisponibili si traduca in un pregiudizio patrimoniale sulla componente accessoria della retribuzione. La pronuncia è letta come snodo nell’evoluzione dell’ordinamento antidiscriminatorio: l’A. sottolinea l’evoluzione dalla mera repressione della disparità manifesta alla progressiva emersione di obblighi positivi di conformazione dei sistemi di performance management nel pubblico impiego.
Lamberti, F. (2026). La neutralizzazione delle assenze per maternità come tecnica antidiscriminatoria della retribuzione premiale nel pubblico impiego. The neutralisation of maternity-related absences as an anti-discriminatory technique for performance-related pay in public sector administrations. IL LAVORO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI(2), 369-392.
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