Il contributo esamina le trasformazioni del paesaggio agrario terrazzato dei Monti Lucretili attraverso un approccio geostorico integrato, che combina l’analisi di fonti archivistiche e cartografia storica con la fotointerpretazione delle ortofoto G.A.I. 1954–55, rilievi diretti sul terreno e l’impiego di fonti orali, integrati da pratiche partecipative. I risultati restituiscono un quadro articolato, caratterizzato dalla coesistenza di traiettorie divergenti. Nei settori interni e morfologicamente più complessi prevalgono dinamiche di abbandono agricolo e ricolonizzazione vegetazionale, associate alla contrazione delle superfici coltivate e all’aumento della vulnerabilità dei versanti, in relazione alla dismissione delle opere di manutenzione dei muri a secco e dei sistemi di drenaggio. Al contrario, nelle aree pedemontane e maggiormente accessibili si osservano processi selettivi di recupero dei terrazzamenti e parziali espansioni dell’olivicoltura. L’analisi delle fonti orali evidenzia una perdita non omogenea dei saperi tradizionali legati alla pietra a secco e alla gestione dell’olivo, accanto alla persistenza di forme residue di consapevolezza culturale e identitaria. In conclusione, il contributo propone di interpretare i terrazzamenti come infrastrutture storiche in una condizione di transizione, la cui conservazione e valorizzazione dipendono dalla capacità di integrare dimensioni materiali e immateriali, pratiche di gestione e politiche di tutela.
Carallo, S. (2025). I paesaggi terrazzati nei Monti Lucretili. Persistenze, trasformazioni e pratiche di rigenerazione territoriale. BOLLETTINO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CARTOGRAFIA, 34-46.
I paesaggi terrazzati nei Monti Lucretili. Persistenze, trasformazioni e pratiche di rigenerazione territoriale
sara caralloWriting – Original Draft Preparation
2025-01-01
Abstract
Il contributo esamina le trasformazioni del paesaggio agrario terrazzato dei Monti Lucretili attraverso un approccio geostorico integrato, che combina l’analisi di fonti archivistiche e cartografia storica con la fotointerpretazione delle ortofoto G.A.I. 1954–55, rilievi diretti sul terreno e l’impiego di fonti orali, integrati da pratiche partecipative. I risultati restituiscono un quadro articolato, caratterizzato dalla coesistenza di traiettorie divergenti. Nei settori interni e morfologicamente più complessi prevalgono dinamiche di abbandono agricolo e ricolonizzazione vegetazionale, associate alla contrazione delle superfici coltivate e all’aumento della vulnerabilità dei versanti, in relazione alla dismissione delle opere di manutenzione dei muri a secco e dei sistemi di drenaggio. Al contrario, nelle aree pedemontane e maggiormente accessibili si osservano processi selettivi di recupero dei terrazzamenti e parziali espansioni dell’olivicoltura. L’analisi delle fonti orali evidenzia una perdita non omogenea dei saperi tradizionali legati alla pietra a secco e alla gestione dell’olivo, accanto alla persistenza di forme residue di consapevolezza culturale e identitaria. In conclusione, il contributo propone di interpretare i terrazzamenti come infrastrutture storiche in una condizione di transizione, la cui conservazione e valorizzazione dipendono dalla capacità di integrare dimensioni materiali e immateriali, pratiche di gestione e politiche di tutela.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


