The study on the destroyed vaulted corridors around the burial chamber of the Mausoleum of Augustus, was commissioned by the Superintendency of Monuments and Excavations of the City of Rome for the 'international design competition for the redevelopment of the Mausoleum Augustus and the Piazza Augusto Imperatore ', and the text of the article was also included in the Preliminary Design Document.

Lo studio sulle distrutte volte a botte dei corridoi anulari posti attorno al nucleo centrale della cella sepolcrale del Mausoleo di Augusto, è stato commissionato dalla Sovraintendenza ai monumenti e scavi del Comune di Roma ai fini del ‘Concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione del Mausoleo di Augusto e di Piazza Augusto Imperatore’, ed inserito nel Documento Preliminare alla Progettazione. L’analisi dei circa cento conci in travertino superstiti e delle strutture murarie superstiti ne ha precisato la tecnica di realizzazione: in muratura cementizia, su un triplo filare d’imposta in travertino e con archi di rinforzo sempre in travertino per il corridoio esterno e a copertura interamente lapidea per il corridoio interno. Pur essendo evidente la sistematica spoliazione del monumento, lascia tuttora perplessi la quasi completa sparizione del nucleo interno di muratura tra i due corridoi, salvo che in corrispondenza del dromos di accesso. Sicuramente tale nucleo interno era rivestito in buona parte di travertino, oggetto di spoliazione e quindi causa diretta del crollo della struttura. La mediocre conservazione del nucleo cementizio, però, ha fatto ipotizzare all’A. la possibilità di una struttura cava, a doppio muro anulare rinforzato da setti radiali. A tali ipotizzabili setti potrebbero corrispondere i pilastri in travertino che rinforzano il muro circolare verso il corridoio esterno, non perfettamente simmetrici tra loro. Tale struttura cava, oltre che in più generali confronti tipologici, è riscontrabile nello stesso Mausoleo, proprio all’esterno dei due corridoi anulari suddetti. Probabilmente, tale struttura cava poteva essere coperta da un’ulteriore volta a botte anulare per sostenere il tamburo soprastante o, eventualmente, riempita di terreno di riporto. L’analisi delle strutture murarie superstiti nel nucleo del Mausoleo, ha portato però l’A. a ipotesi ricostruttive originali riguardanti la parte superiore dell’edificio. Non solo, quindi, per la possibilità che la massiccia muratura tra i due corridoi fosse cava, ma anche per la presenza di frammenti di sottili muri anulari crollati dal livello superiore, di diametro non corrispondente alla muratura inferiore, si ipotizza che il tamburo superiore non si innalzasse su tale massiccia muratura, ma sul muro più esterno, attualmente il più alto. I sottili muri ritrovati, meglio documentati nelle foto di scavo e nella planimetria di Giovan Battista Piranesi, costituirebbero la struttura interna di rinforzo del riempimento del tamburo superiore. Il diametro del muro più esterno, inoltre, corrispondente a 150 piedi romani, coinciderebbe singolarmente con il diametro interno del Pantheon che, nei recenti scavi, si è dimostrato come fosse già orientato verso il Mausoleo che, a sua volta era posto in una sottile relazione visiva e simbolica con l’Horologium Augusti e l’Ara Pacis. I tre monumenti celebravano così la nascita (l’altare della Pace è posto rispetto all’obelisco in corrispondenza con la data del compleanno imperiale) e la futura morte di Augusto, mentre il Pantheon celebrava l’apoteosi di Romolo, ma contemporaneamente anche del fondatore della nuova Roma. L’A., oltre a ipotizzare una ricostruzione architettonicamente più convincente di quella H. von Hesberg (1994), con tale diametro di 150 piedi, riconosce per la prima volta che la distanza tra i due monumenti augustei corrisponde esattamente a mezzo miglio, ipotizzando che tale distanza dovrebbe essere non casuale ma concepita per le ambulationes ricordate dalle fonti antiche, progettate sempre per multipli o sottomultipli di mille passi.

ORTOLANI G (2004). Ipotesi sulla struttura architettonica del Mausoleo di Augusto. BULLETTINO DELLA COMMISSIONE ARCHEOLOGICA COMUNALE DI ROMA, 105(ISBN: 978-88-8265-667-6), 197-222.

Ipotesi sulla struttura architettonica del Mausoleo di Augusto

ORTOLANI, GIORGIO
2004

Abstract

Lo studio sulle distrutte volte a botte dei corridoi anulari posti attorno al nucleo centrale della cella sepolcrale del Mausoleo di Augusto, è stato commissionato dalla Sovraintendenza ai monumenti e scavi del Comune di Roma ai fini del ‘Concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione del Mausoleo di Augusto e di Piazza Augusto Imperatore’, ed inserito nel Documento Preliminare alla Progettazione. L’analisi dei circa cento conci in travertino superstiti e delle strutture murarie superstiti ne ha precisato la tecnica di realizzazione: in muratura cementizia, su un triplo filare d’imposta in travertino e con archi di rinforzo sempre in travertino per il corridoio esterno e a copertura interamente lapidea per il corridoio interno. Pur essendo evidente la sistematica spoliazione del monumento, lascia tuttora perplessi la quasi completa sparizione del nucleo interno di muratura tra i due corridoi, salvo che in corrispondenza del dromos di accesso. Sicuramente tale nucleo interno era rivestito in buona parte di travertino, oggetto di spoliazione e quindi causa diretta del crollo della struttura. La mediocre conservazione del nucleo cementizio, però, ha fatto ipotizzare all’A. la possibilità di una struttura cava, a doppio muro anulare rinforzato da setti radiali. A tali ipotizzabili setti potrebbero corrispondere i pilastri in travertino che rinforzano il muro circolare verso il corridoio esterno, non perfettamente simmetrici tra loro. Tale struttura cava, oltre che in più generali confronti tipologici, è riscontrabile nello stesso Mausoleo, proprio all’esterno dei due corridoi anulari suddetti. Probabilmente, tale struttura cava poteva essere coperta da un’ulteriore volta a botte anulare per sostenere il tamburo soprastante o, eventualmente, riempita di terreno di riporto. L’analisi delle strutture murarie superstiti nel nucleo del Mausoleo, ha portato però l’A. a ipotesi ricostruttive originali riguardanti la parte superiore dell’edificio. Non solo, quindi, per la possibilità che la massiccia muratura tra i due corridoi fosse cava, ma anche per la presenza di frammenti di sottili muri anulari crollati dal livello superiore, di diametro non corrispondente alla muratura inferiore, si ipotizza che il tamburo superiore non si innalzasse su tale massiccia muratura, ma sul muro più esterno, attualmente il più alto. I sottili muri ritrovati, meglio documentati nelle foto di scavo e nella planimetria di Giovan Battista Piranesi, costituirebbero la struttura interna di rinforzo del riempimento del tamburo superiore. Il diametro del muro più esterno, inoltre, corrispondente a 150 piedi romani, coinciderebbe singolarmente con il diametro interno del Pantheon che, nei recenti scavi, si è dimostrato come fosse già orientato verso il Mausoleo che, a sua volta era posto in una sottile relazione visiva e simbolica con l’Horologium Augusti e l’Ara Pacis. I tre monumenti celebravano così la nascita (l’altare della Pace è posto rispetto all’obelisco in corrispondenza con la data del compleanno imperiale) e la futura morte di Augusto, mentre il Pantheon celebrava l’apoteosi di Romolo, ma contemporaneamente anche del fondatore della nuova Roma. L’A., oltre a ipotizzare una ricostruzione architettonicamente più convincente di quella H. von Hesberg (1994), con tale diametro di 150 piedi, riconosce per la prima volta che la distanza tra i due monumenti augustei corrisponde esattamente a mezzo miglio, ipotizzando che tale distanza dovrebbe essere non casuale ma concepita per le ambulationes ricordate dalle fonti antiche, progettate sempre per multipli o sottomultipli di mille passi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11590/134006
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